[Firenze] Adesione alla piazza del 25 aprile di Firenze Antifascista

Per una nuova liberazione nazionale dai gruppi imperialisti USA-NATO, sionisti e UE

La Federazione Toscana del P.CARC aderisce, partecipa e invita tutti a partecipare alla piazza del 25 aprile organizzata da Firenze Antifascista.

Il contesto in cui celebriamo questo 25 aprile è quello di un sostanziale balzo in avanti della terza guerra mondiale in cui il governo Meloni – in continuità con il suo predecessore Mario Draghi- ha trascinato il nostro paese al carro della NATO, degli imperialisti USA, UE e sionisti. La strage di Mosca è un evidente tassello dell’allargamento della guerra per procura che gli USA conducono contro la Federazione Russa per tentare di arrestare il declino del loro predominio nel mondo. Il contesto è anche quello del genocidio perpetrato dallo stato sionista di Israele contro il popolo palestinese e della criminalizzazione del movimento di solidarietà con la Palestina.

Il nostro paese è pienamente coinvolto in questa spirale che alimenta e aggrava la guerra di sterminio non dichiarata che prende forma nelle misure lacrime e sangue imposte dai partiti delle Larghe Intese: smantellamento dell’apparato produttivo, privatizzazioni selvagge e deregolamentazione di interi settori e categorie, militarizzazione della società, tagli alla spesa pubblica in sanità, istruzione, lavoro e tutela dell’ambiente per favorire la spesa militare e la guerra. Il governo Meloni, con il pieno appoggio del PD e del M5S, ha coinvolto il nostro paese nel sostegno al governo terrorista di Israele ponendosi come capofila della missione contro gli Houthi nel Mar Rosso. Un sostegno che passa anche dalla presenza massiccia e capillare dei gruppi imperialisti sionisti nel nostro paese e proprio Firenze ospita uno dei suoi caporioni: Marco Carrai, console onorario d’Israele in Toscana, Emilia-Romagna e Lombardia nonché Presidente della Fondazione Meyer (oltre ad avere le mani in pasta nella acciaierie di Piombino e nell’aeroporto di Peretola).

Ebbene, questo contesto oggettivo fa piazza pulita di qualsivoglia tentativo di strumentalizzazione da parte dei noti usurpatori della Resistenza quali sono il PD e i suoi addentellati.

“La resistenza palestinese è uguale alla nostra Resistenza contro il nazifascismo!” diceva il partigiano Pillo e questo è ancora più vero se consideriamo che oggi ci ritroviamo ad avere a che fare con gli stessi nemici di ieri. In alcuni casi questa continuità è addirittura marcata dalla parentela: proprio il sionista Marco Carrai è nipote di uno dei torturatori di partigiani a Villa Triste!

Ma soprattutto, la continuità tra ieri e oggi è data principalmente dal compito che ancora ci si pone davanti: farla finita con il capitalismo che genera guerra, miseria e fascismi.

Dobbiamo opporci con forza ai tentativi di infangare la Resistenza dei Partigiani e il modo migliore per farlo è rendere il 25 aprile una tappa della lotta per porre fine alla partecipazione dell’Italia alla guerra USA-NATO e al sostegno al genocidio del popolo palestinese perpetrato dallo stato sionista d’Israele!

Se la guardiamo con la visione che vuole imporci la classe dominante la situazione sembra nera e catastrofica. Del resto che le masse popolari guardino alle cose del mondo con rassegnazione è esattamente quello che vuole la borghesia. Ma in verità cresce il distacco, lo sdegno e la ribellione delle masse popolari dalle istituzioni e autorità della classe dominante: lo hanno confermato anche i risultati delle recenti elezioni regionali in Sardegna e in Abruzzo, le proteste di ogni genere che si sono moltiplicate negli ultimi mesi, l’aumento degli atti di disobbedienza, degli scioperi e delle mobilitazioni, le crescenti manifestazioni di opposizione alla partecipazione alle guerre della NATO, le centinaia di iniziative in solidarietà al popolo palestinese e la crescente solidarietà contro la repressione a cui ricorre il governo Meloni. L’aumento e la generalizzazione della repressione (che da selettiva diventa sempre più dispiegata e di massa) va di pari passo con il dispiegarsi dell’intossicazione, della manipolazione mediatica, della censura e della disinformazione. Così facendo, la classe dominante, non fa altro che aggravare la crisi del suo regime fintamente democratico e alimentare nelle masse popolari la percezione di un’incoerenza sempre più aperta e netta tra il loro senso comune nutrito dalle aspirazioni e dalle aspettative a cui sono state educate: diritti, tutele, valori, libertà, ecc. e la realtà delle cose fatta di miseria, precariato, repressione, censura e guerra.

Il mondo in cui viviamo è cosparso di rami secchi che prima o poi si incendieranno: “una scintilla può dare fuoco a tutta la prateria!”.

Firenze può rinascerese diretta dalle organizzazioni operaie e popolari, dalle forze sociali e politiche che tutti i giorni lottano per cambiare il corso delle cose, approfittando anche delle elezioni amministrative di giugno per dare una sonora legnata al PD, al suo sistema di potere e impedire che si affermi un altro governo delle Larghe Intese (magari in salsa meloniana!). Le organizzazioni operaie e popolari devono quindi guardare alle elezioni amministrative come un’opportunità e agire su liste e candidati con il fine di promuovere un movimento unitario tra chi si candida in funzione degli interessi delle masse popolari per farli agire coerentemente con essi, approntando una campagna elettorale che sia di rottura non solo nei programmi ma anche nelle azioni e nelle iniziative.

Rafforzare il fronte contro le larghe intese per costruire un’amministrazione alternativa per la città di Firenze è l’obiettivo a cui chiamiamo a partecipare tutte le forze politiche comuniste, di sinistra e progressiste, i sindacati di base, i movimenti e le reti sociali con la più ampia mobilitazione delle masse popolari organizzate. Nel nostro paese imporre dal basso governi locali e nazionali in rottura con il sistema politico delle Larghe Intese, sostenuti ed espressione delle masse popolari organizzate in organismi operai e popolari (i “nuovi soviet”), rappresenta il salto qualitativo che serve per alimentare la lotta per il socialismo. Il primo paese dove i comunisti riusciranno a condurre le masse a farla finita con gli imperialisti e a instaurare il socialismo mostrerà e aprirà la via a tutti gli altri, e quel paese può essere il nostro.

Il socialismo è il futuro dell’umanità!

Federazione Toscana del P.CARC

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