[Napoli] Jorit, la foto con Putin e la potenza di un gesto – Nota del sF Campania Igor Papaleo

Il Partito dei CARC – Federazione Campania esprime la sua vicinanza a Jorit, artista sociale, investito da una campagna mediatica di denigrazione pubblica per l’abbraccio con Putin, Presidente della Federazione russa, incontrato a Sochi, in Russia, qualche giorno fa in occasione del XX festival mondiale della gioventù e la pubblicazione della foto che li ritrae insieme. 

Una campagna ordita dai media mainstream della Meloni e della destra di governo, guerrafondaia e serva degli USA e della NATO qual è e fatta propria dal PD, che, nelle parole della parlamentare europea Pina Picerno, assume toni intimidatori e punitivi che riecheggiano il Ventennio: “Togliamogli il lavoro, così impara”. Una campagna, però, che fa presa anche su quella sinistra salottiera ben perben, che balbetta di inopportunità, di “leggerezza” da parte di Jorit, della necessità porre equidistante condanna delle politiche internazionali degli USA e della Russia e, al solito, non prende posizione, finendo per fare il gioco di quella classe dominante cui pure vorrebbe opporsi. Una campagna sostenuta finanche da media (fintamente) indipendenti come Fanpage che, nella spasmodica ricerca di sensazionalismo etico e dovendo evidentemente rispondere ai suoi padroni, attacca apertamente l’artista definendolo, in un articolo a firma di Antonio Musella, “strumento della propaganda del Cremlino” e bollando come “tarocchi” i suoi murales “human tribe”, quelli per i quali Jorit è oggi uno degli street artist più noti al mondo. Un articolo cui fa eco quello dell’altro giullare d’assalto della corte Meloni, Severio Tomassi, che, di fatto, sdogana gli elementi più arretrati della comunità ucraina di Napoli che hanno già affisso in Piazza Dante foto segnaletiche dell’artista ormai bersaglio pubblico.

La classe dominante del nostro paese, tramite i suoi pennivendoli e lacchè, non è nuova alle messinscena, ma il livello raggiunto dalla narrazione sulla guerra in Ucraina è davvero infimo. si è provato a presentare l’esercito ucraino alla stregua dei partigiani della nostra Resistenza, tanto da accostare i battaglioni neonazisti in Ucraina che combattono per far diventare il loro paese un avamposto della NATO nella guerra contro la Federazione Russa alle brigate partigiane che condussero alla vittoria la guerra di Liberazione contro il nazifascismo; si è accostato Zelenskij, che arriga la folla “pacifista” raccolta dal PD il 13 marzo scorso chiedendo più soldi, più armi, più guerra per servire gli interessi degli imperialisti USA in nome dei quali sta mandando al macello il suo stesso popolo, ad Allende o Pertini, si è permesso a una “cantante” ucraina di stravolgere “Bella ciao” in un canto nazionalista, guerrafondaio, xenofobo e reazionario o a due miliziani nazisti di Azov di parlare in Parlamento di “pace e amore”, mentre si infanga senz’appello chiunque provi a problematizzare, chiunque prenda una posizione non allineata alla narrazione mainstream.  

Nel mondo alla rovescia costruito dai media per intruppare le masse popolari a favore della guerra imperialista, politicanti di ogni tipo sgomitano per prendersi la scena e, per farlo, pagano giornalisti subalterni e complici, fabbricanti universali di pubblica opinione. Grotteschi paladini di guerra e di giustizia che si scandalizzano e denunciano chi ha il coraggio di rompere il muro di gomma di una narrazione ufficiale palesemente falsa. 

Perché è questo che ha fatto Jorit. Ha preso una posizione chiara contro la guerra e rotto la propaganda di guerra. Ha mostrato in diretta mondiale, funzionalizzando la sua notorietà, che, forse, dovrebbe far discutere di più il bacio tra Capi di Stato come quello della Meloni con l’american Biden o l’israeliano sionista Netanyahu che non il suo scatto con Putin. Ha spezzato il cliché di una propaganda imperialista che vuole – dice lui stesso – “che da una parte ci siano i buoni (Occidente) e dall’altra i cattivi (Russia, ma in futuro anche la Cina)”. Aggiunge che “qui non si tratta di elogiare Putin, ma di rompere la bolla della propaganda, mostrare che anche i russi sono esseri umani”.

Del resto, qui non si tratta di schierarsi con questo o quel governo, con questo o quel presidente o Capo di Stato. Al centro del discorso non c’è Putin, il suo gradimento o meno. 

Chi è contro la guerra imperialista non può essere “equidistante” tra la NATO e gli Stati che si oppongono alla NATO. La Federazione Russa è diventata oggi il bersaglio della Comunità internazionale delle forze e delle potenze imperialiste non perché sta violando la “legalità internazionale”, ma solo perché è abbastanza forte da impedire al governo USA di dispiegare senza timore, liberamente, tutta la sua potenza militare contro ogni paese che non si piega alle necessità del sistema imperialista mondiale. La Federazione russa ha un ruolo oggettivo rispetto alle forze e potenze imperialiste: quello di essere in grado di sbarragli il passo.

Chi è contro la guerra imperialista non può essere  astrattamente pacifista. Deve parteggiare, essere partigiano. Parteggiare non significa “tifare” Putin, ma avere chiaro che impedire – come la Federazione russa sta oggettivamente impedendo –  l’estensione della rete di basi e agenzie militari NATO con le quali i gruppi imperialisti USA cercano di contenere il loro declino economico è e sarà l’esito più vantaggioso per le masse popolari non solo russe e ucraine, ma di tutta Europa e di tutto il mondo. Tocca ai proletari russi e ai comunisti russi alla loro testa riprendere il potere in Russia al fine di rovesciare effettivamente il corso delle cose che porta evidentemente alla guerra tra popoli fratelli.

Chi è contro la guerra imperialista deve riconoscere responsabilità e responsabili della guerra imperialista: i gruppi imperialisti USA, UE, sionisti e le politiche “espansioniste” della NATO che dirigono. Essere concretamente contro la guerra significa oggi indebolire il quadro della Comunità internazionale dei gruppi imperialisti, ossia far avanzare la rivoluzione socialista nel nostro paese (lavorare da subito a cacciare il governo Meloni – il governo della guerra sporca condotta contro i lavoratori del nostro paese e dell’appoggio incondizionato ai gruppi imperialisti USA di cui è espressione – e creare le condizioni per costituire un governo di emergenza popolare), giacché il primo paese imperialista che romperà la catene della Comunità internazionale dei paesi imperialisti aprirà la via e mostrerà la strada alle masse popolari degli altri paesi imperialisti.

L’iniziativa di Jorit non è solo un gesto simbolico, ma rappresenta un tentativo audace di dimostrare che, al di là delle narrazioni politiche e mediatiche, esiste la verità. “Vorrei fare una foto con lei per dimostrare in Italia che la propaganda che viene diffusa non è vera. Lei è umano e siamo tutti umani, siamo tutti parte della razza umana,” ha dichiarato l’artista, evidenziando l’intento di mostrare una realtà sfaccettata e meno polarizzata.

La nostra solidarietà a Jorit. Che dice quello che pensa, fa quello che dice, pensa come vive. Cosa che ne fa un artista militante, un artista che ha imparato a combattere. Per la verità, per la pace.

Il segretario Partito dei CARC – Federazione Campania

Igor Papaleo

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