8 Marzo. La mobilitazione delle donne alimenta la lotta di classe

La manifestazione di Roma dello scorso novembre ha mostrato come Nudm si stia ponendo come centro autorevole della mobilitazione delle donne delle masse popolari nel nostro paese. Le mobilitazioni a cui sta partecipando e la preparazione dello sciopero dell’8 Marzo lo dimostrano.

L’8 Marzo di quest’anno assume ancora di più i connotati di uno sciopero politico che contiene i temi delle disuguaglianze di genere e di classe, ma anche quelli dell’opposizione alle guerre imperialiste, del sostegno alla Resistenza palestinese, contro gli omicidi sul lavoro, per il diritto di sciopero e contro le precettazioni, contro la repressione e la censura, due armi che il governo Meloni usa a piene mani contro le mobilitazioni delle masse popolari.

Infatti, i gruppi territoriali e il nazionale di Nudm hanno preparato lo sciopero con assemblee cittadine e regionali fino all’assemblea nazionale del 3 e 4 febbraio a Bologna, ma hanno anche preso posizione e sono scesi in piazza per manifestare in sostegno alla Palestina al corteo nazionale del 24 febbraio a Milano; contro la censura della Tv di Stato, con i presidi fatti sotto le sedi della Rai; contro la repressione degli studenti a Milano, Pisa e Firenze; contro il traffico di armi nel nostro paese, partecipando al corteo di Verona, contro la Fiera delle Armi, lo scorso 17 febbraio; contro i morti sul lavoro, dopo la strage al cantiere Esselunga di Firenze.

In tutte queste mobilitazioni, le militanti hanno sollevato il tema della riscossa delle donne delle masse popolari, hanno fatto valere la forza delle 500 mila persone presenti al corteo del 25 novembre, portando la parola d’ordine di scioperare tutti l’8 Marzo. Cresce e si allarga la consapevolezza che la lotta per l’emancipazione delle donne e per l’uguaglianza di genere è indissolubilmente legata alla lotta contro il sistema capitalista e gli effetti della sua crisi. È lotta delle donne (e degli uomini) delle masse popolari per costruire un sistema diverso, per imporre dal basso le soluzioni che servono!

Per questo Nudm ha indirizzato agli iscritti/e e ai delegati/e per lo sciopero una lettera: “Chiediamo dunque a tutti i sindacati di aderire allo sciopero generale del prossimo 8 Marzo garantendo la copertura sindacale a chiunque vorrà astenersi dal lavoro. Oltre all’indizione dello sciopero per l’intera giornata e per tutti i comparti del settore pubblico e privato, invitiamo le organizzazioni sindacali a sostenere lo sciopero femminista nelle forme più opportune: mandando la convocazione su tutti i posti di lavoro e riportando le motivazioni dello sciopero, indicendo le assemblee sindacali per informare lavoratrici e lavoratori sulle rivendicazioni della giornata, favorendo l’incontro tra lavoratrici* e lavoratori* e i nodi territoriali di Non Una di Meno, nel rispetto dell’autonomia del movimento femminista.

Chiediamo alle iscritte/i/* e alle delegate/i/* sindacali di assumersi insieme a noi questa responsabilità e fare pressione su tutte le dirigenze affinché nel 2024 lo sciopero dell’8 Marzo arrivi anche dove finora non è giunto, coinvolgendo persone che sentono la stretta della violenza sulle loro vite e cercano sostegno per scardinarla”.

Un richiamo chiaro, in particolare alla Cgil e al suo segretario Maurizio Landini, a cui Nudm chiede di essere conseguente con le dichiarazioni roboanti contro i femminicidi fatte negli scorsi mesi, dando piena copertura sindacale allo sciopero dell’8 Marzo. Nel momento in cui scriviamo, hanno aderito – con proclamazione dello sciopero per tutta la giornata – Usb, Slai Cobas, Flc Cgil, oltre ad altre sigle sindacali a livello regionale.

Scioperare è un dovere verso tutte le donne delle masse popolari, verso tutta la nostra classe. Facciamo valere la forza della nostra classe, facciamo in modo che l’8 Marzo sia un tassello della mobilitazione più generale per cacciare il governo Meloni dal paese!

Le donne sostengono la metà del cielo e devono conquistarselo!

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