Il 20 e 21 febbraio presso l’Alta Corte del Regno Unito si svolgerà l’udienza per l’istanza d’appello presentata dai legali di Julian Assange contro la sua estradizione negli USA. Se l’appello venisse respinto, Assange potrebbe essere estradato immediatamente e rischierebbe 175 anni di carcere.  

Julian Assange è il fondatore di Wikileaks, l’agenzia che dal 2006 ha reso pubblici migliaia di documenti segreti o confidenziali sui crimini di guerra e altri misfatti del governo statunitense, dei suoi esponenti e di altri governi complici. Da più di dieci anni Assange subisce una persecuzione giudiziaria. Gli USA lo vogliono nelle loro mani per infliggergli una punizione esemplare: il processo per spionaggio prevede il carcere di massima sicurezza e la pena di morte. Tanto la persecuzione contro Assange quanto il contenuto delle “rivelazioni” di Wikileaks sono una conferma del ruolo criminale degli imperialisti USA (per arrestare Assange non si sono risparmiati manovre sporche e violazione di leggi e diritti “universali”) e mostrano la vera natura dell’imperialismo, dove pochi Stati (con alla testa gli USA) “comandano il mondo” e sono disposti a tutto per mantenerne il dominio (dalla schedatura di massa, alle torture fino allo sterminio di civili).  

La lotta per la libertà di Julian Assange è la lotta dei proletari e le proletarie che, in tutto il mondo, si trovano a fare i conti con la censura e la repressione della classe dominante, anche in quei paesi in cui vige una tanto propagandata quanto falsa e ipocrita “democrazia”, come l’Italia. “Ripetete una bugia mille volte e diventerà una verità” diceva Goebbels, ed è così che i media di regime ci intossicano con notizie false rispetto al conflitto in Palestina, ribaltano la realtà dei fatti presentando i sionisti come vittime e prodigandosi in messaggi di solidarietà a Israele (esemplare il comunicato diffuso ieri dall’Amministratore Delegato RAI, scandalizzato perché un cantante ha osato dire a Sanremo “Stop al genocidio”). La stessa censura e repressione viene subita dai lavoratori e dai giovani che si organizzano e denunciano quello che non va nel proprio posto di lavoro o nella propria scuola, com’è accaduto di recente a Damiano Cassanelli, studente sospeso per dodici giorni dopo che aveva reso pubbliche le ragioni di uno sciopero scolastico. 

Per questi e molti altri motivi il 20 febbraio, nella giornata in cui in tutto il mondo si svolgeranno in concomitanza presidi e manifestazioni per Assange, abbiamo organizzato insieme ad AGT – Alternativa Giovanile Territoriale un presidio a Sesto Fiorentino, in Piazza Ginori, dalle 18:00. Invitiamo le realtà politiche, studentesche, i sindacati di base e le associazioni ad aderire al presidio e a partecipare, ci sarà la possibilità di intervenire. 

NO ALL’ESTRADIZIONE DI ASSANGE!  

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