12.02.2024

La partita delle prossime elezioni amministrative di Firenze (8 e 9 giugno) sta entrando nel vivo. Nel panorama di chi si dichiara apertamente contro le larghe intese, in particolare contro il sistema PD e contro l’idea che l’unica alternativa a quest’ultimo possa essere la destra – che nel frattempo non ha ancora un suo candidato ufficiale- partiti e organizzazioni hanno cominciato a costruire liste e coalizioni elettorali. Tra queste spiccano Sinistra Progetto Comune con la candidatura ufficiale del consigliere comunale Dimitri Palagi e Firenze Rinasce che candida Alessandro De Giuli. Inoltre è entrato in scena Tommaso Montanari con la sua associazione 11 agosto che si è presentata il 10 febbraio, al Teatro Puccini di Firenze. Quello che si evince dalle dichiarazioni di Montanari è – in sostanza – la volontà di coagulare la sinistra del PD delusa dalla scelta della candidatura di Sara Funaro, una candidatura che è in perfetta continuità con Dario Nardella. Per adesso ci limitiamo a constatare che l’operazione Montanari aggrava e velocizza la crisi interna del PD e che il successo, in termini di partecipazione, dell’iniziativa di presentazione (più di mille presenze con interventi importanti come quelli degli operai del CdF GKN) conferma una situazione estremamente interessante per alimentare la lotta contro il sistema delle larghe intese e il suo centro di potere (il PD).

Nei nostri precedenti comunicati (qui) abbiamo già illustrato la linea che stiamo adottando rispetto a queste elezioni: alimentare la costruzione di un fronte anti larghe intese, cioè un fronte popolare che si ponga l’obiettivo di dare una risposta unitaria all’aggravamento della crisi del capitalismo prodotto prima dalla gestione criminale che la classe dominante ha fatto della pandemia da Covid – 19, poi dalle politiche guerrafondaie dei governi Draghi e Meloni che hanno portato il nostro paese in guerra a fianco della Nato con le conseguenze che ne derivano per la classe operaia e il resto delle masse popolari. Conseguenze che coinvolgono direttamente la città di Firenze anche in termini di militarizzazione del territorio, dato che è prevista l’installazione di un Comando della NATO nel quartiere di Rovezzano. Dunque, se l’obbiettivo è dare un’amministrazione alternativa a Firenze, allora occorre prendere atto del fatto che nessuna organizzazione oggi basta a se stessa e che i contorcimenti del PD sono parte integrante di quelle condizioni che oggettivamente spianano la strada a questo fronte ma che di per sé non bastano (così come non basta l’aumento dell’astensione come se questa producesse da sé il crollo del sistema politico della classe dominante).

Che cosa serve dunque? Innanzitutto, la consapevolezza che l’unità di cui c’è bisogno oggi deve racchiudere il vasto e variegato movimento di resistenza che già esiste nella nostra città contro lo smantellamento dell’apparato produttivo, della sanità pubblica, dell’istruzione, contro il carovita, la guerra, la devastazione ambientale e la repressione. In secondo luogo che le forze che vogliono porsi come alternativa al governo della città, devono mettere da parte personalismi e interessi di bottega per attuare una politica di classe tale da mettere al centro le necessità delle masse popolari di Firenze. Questo vuol dire mettere da parte il settarismo e la concorrenza elettorale (che spinge partiti e forze politiche che dichiarano di volere difendere gli interessi dei lavoratori e delle masse popolari a mettersi gli uni contro gli altri per cercare di conquistare più elettori anche quando hanno programmi molto simili o uguali!) e unirsi nella pratica su tutti i temi e le battaglie che coinvolgono la vita dei fiorentini: iniziarlo a farlo adesso (non dopo… qualora venissero eletti). Nella nostra città esistono già un insieme – disgregato – di forze politiche, sindacali, sociali e associative accomunate dal fatto di lottare contro ogni singola manifestazione della crisi del sistema capitalista, ma non solo: molte di queste organizzazioni, negli anni, hanno elaborato programmi alternativi di gestione di pezzi del nostro territorio. Pensiamo ai progetti alternativi di viabilità del Comitato No Tunnel Tav o del Comitato No aeroporto, di gestione alternativa dei rifiuti (progetti come Alterpiana), ai comitati che lottano contro lo smantellamento della sanità pubblica alla cui testa ci sono i lavoratori che saprebbero benissimo come intervenire e organizzare la sanità a Firenze e dintorni, e poi c’è l’esempio del CdF GKN che ha mostrato in modo compiuto cosa significa porsi nell’ottica di progettare soluzioni alternative a quelle imposte dalla classe dominante per impedire la distruzione dell’apparato produttivo di un territorio.

Ebbene, la rete di comitati, associazioni che anima il tessuto sociale fiorentino deve pretendere e agire affinchè chi si candida lo faccia non in RAPPRESENTANZA di queste istanze ma in FUNZIONE della loro realizzazione: significa che la credibilità di una lista o di un candidato si misura, per esempio, da cosa fa o non fa (adesso) per sostenere lo sviluppo, l’allargamento, il rafforzamento della lotta contro l’installazione di quello che è stato annunciato come il più grande Comando NATO dell’Europa del Sud e che vogliono installare proprio qui a Firenze!

Le organizzazioni operaie e popolari devono quindi guardare alle elezioni amministrative come un’opportunità e agire su liste e candidati con il fine di promuovere un movimento unitario tra chi si candida in funzione degli interessi delle masse popolari farli agire coerentemente con essi approntando una campagna elettorale che sia di rottura non solo nei programmi ma anche nelle azioni, nelle iniziative. Rafforzare il fronte contro le larghe intese per costruire un’amministrazione alternativa per la città di Firenze (che avrebbe ricadute anche sul governo Meloni, considerando l’importanza e il ruolo che gioca Firenze nel panorama nazionale) è l’obiettivo a cui noi del P.CARC lavoriamo e a cui chiamiamo a partecipare tutte le forze politiche comuniste, di sinistra e progressiste, i sindacati di base, i movimenti e le reti sociali con la più ampia mobilitazione delle masse popolari organizzate.

Bando alla delusione e all’attendismo, mettiamoci all’opera per costruire il futuro della città di Firenze (usando anche la campagna elettorale).

Federazione Toscana del Partito dei CARC

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