[Milano] SOLIDARIETA’ E VICINANZA AL COMPAGNO GIANFRANCO BIGNAMINI!

Venerdì 26 gennaio 2024 a Codogno (LO) il compagno e sindacalista Gianfranco Bignamini è stato arrestato e tradotto al carcere delle Novate di Piacenza. I carabinieri hanno fatto irruzione nella sede sindacale di Codogno mentre il compagno stava preparando lo stato di agitazione dei dipendenti comunali.

Diffamazione e resistenza a pubblico ufficiale sono i capi d’accusa che secondo le forze della repressione stanno alla base dell’arresto di Gianfranco, reo in realtà di essere sempre in prima linea nelle battaglie sindacali e politiche. Ad esempio l’attività di denuncia delle condizioni degli ospedali di Codogno e Casalpusterlengo e della gestione della ASST di Lodi durante l’emergenza Covid; le battaglie per la sicurezza e i diritti sul lavoro, contro gli sprechi, i tagli alla sanità pubblica; la lotta per tenere viva la memoria della Resistenza partigiana come quando il 25 aprile 2020, in pieno lockdown, ha violato le restrizioni per commemorare i partigiani caduti. Inoltre durante il periodo delle manifestazioni contro il Green Pass collaborò con il nostro partito alla realizzazione degli sportelli di solidarietà popolare e contro la repressione, nati per far fronte agli abusi delle forze dell’ordine e per difendere i diritti dei lavoratori contro la misura del Green Pass nelle aziende.

Il Partito dei CARC esprime la massima vicinanza e solidarietà a Gianfranco.

Al di là delle singole denunce, è evidente che l’attacco a Gianfranco è un attacco alla sua attività politica e sindacale e a quella di tutti i lavoratori e le masse popolari che alzano la testa di fronte alle politiche di lacrime e sangue del governo Meloni.

Questa vicenda avviene in un contesto di repressione più dispiegata rispetto al passato. Alcuni di queti attacchi ci riguardano direttamente come il processo nei confronti del nostro compagno Lino Parra, denunciato perché durante un volantinaggio davanti alla SEVEL di Atessa, ad un mese dalla morte di Luana D’Orazio, aveva reso nota la mancanza di sicurezza all’interno dell’azienda. O il processo per resistenza a pubblico ufficiale nei confronti del compagno Luciano Pasetti, dirigente della Flaica-CUB, per essere stato fra i promotori della manifestazione “NO Draghi Day” il 4 dicembre 2021 ai tempi in cui il transito da piazza Duomo a Milano era sorvegliato a vista da decine e decine di agenti e poliziotti in borghese per prevenire le manifestazioni No Green Pass. O Tommaso Bolognesi per la lotta contro il GP a Firenze. O ancora il processo per la scritta “Fontana assassino” che il 23 febbraio vedrà una nuova udienza farsa, pur di non mettere sul banco degli imputati i veri responsabili della gestione criminale della pandemia in Lombardia. E ultimo, ma non per importanza, le multe agli attivisti per uno striscione contro le Olimpiadi sotto la Regione Lombardia.

La classe dominante non sopporta la verità. Mette i bavagli, denuncia, processa, condanna per impedire che sindacalisti, operai e masse popolari si organizzino. Lino rischia una condanna da 6 mesi a 3 anni di reclusione per aver rotto il ricatto a cui sono sottoposti tutti proletari: “taci e lavora, oppure la paghi” e Gianfranco oggi è in prigione.

A chi dice che Gianfranco è un esagitato, che avrebbe dovuto pesare meglio le parole e a chi addirittura lo disconosce rispondiamo che ogni volta che si cede al ricatto si dà ai capitalisti e ai padroni una forza che altrimenti non avrebbero.

Chi sono i veri criminali? Sono i responsabili delle oltre 46 mila morti per Covid in Lombardia che ancora oggi governano la Regione. Sono i capitalisti che trattano i lavoratori come carne da macello come dimostrano gli oltre 3 morti al giorno sui luoghi di lavoro. È il governo Meloni che continua a rifinanziare le spese militari per la guerra in Ucraina e per sostenere i sionisti nel loro massacro in Palestina, anziché sostenere la sanità pubblica o altri servizi come l’istruzione o il trasporto pubblico.

Invitiamo tutte le organizzazioni politiche e sindacali a prendere posizione e ad esprimere solidarietà a Gianfranco Bignamini, a reperire e rendere note informazioni per mettersi in contatto con lui e sul suo stato di salute e detenzione.

La solidarietà è un arma, usiamola!

Partito dei CARC – Federazione Lombardia

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