La sezione di Massa del Partito dei CARC esprime piena e incondizionata solidarietà ai compagni e alle compagne che in questi giorni sono stati raggiunti da un decreto penale di condanna per una mobilitazione davanti alla sede di Fratelli d’Italia accusati di manifestazione non preavvisata e imbrattamento (per aver lanciato della vernice lavabile sulla vetrina del comitato elettorale di Fratelli d’Italia).
La mobilitazione venne lanciata il 27 luglio scorso dal sindacato USB contro la decisione del Governo Meloni di tagliare del 45% il fondo di risarcimento destinato ai familiari delle vittime di gravi incidenti sul lavoro e vide la partecipazione di diversi compagni e compagne che aderirono alla giusta protesta lanciata dal sindacato di base. Anche un nostro compagno che ha partecipato alla protesta è stato raggiunto dal decreto penale.
Ringraziamo i compagni e le compagne che in quei giorni a Massa e in tutta Italia si mobilitarono contro l’infame provvedimento partorito dal Governo Meloni. E’ infatti grazie alla loro mobilitazione se il Governo ha dovuto fare retromarcia su questo vergognoso provvedimento.

Solo un paio di mesi fa la nostra sezione ha avuto il piacere di ospitare per un dibattito il compagno Lino Parra del Partito dei CARC colpito da un analogo provvedimento repressivo durante un comizio alla Sevel di Atessa per aver denunciato, all’indomani della morte della giovane Luana D’Orazio, il dramma delle morti sul lavoro e le responsabilità di Governi e padroni in questa strage.

Questo attacco repressivo arriva in un momento in cui, sul territorio, la destra massese e in particolare Fratelli d’Italia sta facendo di tutto (ad esempio le provocazioni continue come l’intitolazione della strada ad Almirante, lo sgombero dello Spazio Popolare, la cancellazione dei murales fatti per coprire le svastiche, ecc) per non parlare delle vere emergenze e per riempire il fallimento del quale a livello nazionale e locale sono artefici.

Accogliamo quindi con favore la decisione dei compagni e delle compagne di non accettare il ricatto del decreto penale di condanna, ma di fare opposizione ad esso ed andare a processo.

Ci mobiliteremo in solidarietà a chi è stato colpito. E che questo processo diventi l’occasione non solo per esprimere solidarietà e vicinanza ai compagni e alle compagne ma per lottare con ancora più determinazione per la cacciata del governo Meloni: il governo della guerra, della persecuzione dei poveri, del carovita e della Nato.

Solidarietà ai compagni e alle compagne!

Passare da accusati ad accusatori!

Cacciamo il Governo Meloni!

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