In queste ore a Massa Carrara è in corso una nuova ondata repressiva.
Sono infatti in arrivo trentanove decreti penali di condanna per altrettante/i compagne e compagni (tra cui anche un militante del nostro Partito), che lo scorso 22 settembre in occasione dello sciopero generale promosso dal sindacato USB si sono mobilitati con una manifestazione di piazza davanti al porto di Carrara in sostegno alla Resistenza del Popolo Palestinese e contro il genocidio.
Questo nuovo attacco è in continuità con le denunce e le multe notificate tra gennaio e febbraio a cinquanta militanti scesi in piazza per lo sciopero del 3 ottobre scorso, promosso dai sindacati USB e CGIL, nell’imponente manifestazione popolare che attraversò il centro di Massa culminando alla stazione ferroviaria.
Questi provvedimenti sono la risposta repressiva del Governo Meloni al movimento “Blocchiamo tutto” che nello scorso autunno ha raccolto la spinta e l’aspirazione di milioni di persone in tutto il paese a mobilitarsi contro il genocidio, la guerra, il riarmo sulla pelle dei lavoratori e il vile asservimento del nostro Governo ai macellai sionisti e ai guerrafondai USA che ci sta trascinando nella terza guerra mondiale.
Il Governo Meloni teme la piazza e fa bene!
Il movimento dello scorso autunno ci insegna che se qualcuno la promuove la resistenza essa si sviluppa, ci insegna che è possibile oggi mobilitarci in massa contro la guerra, contro i suoi effetti e contro i governi che al di là della facciata portano avanti questo tipo di politica; e le mobilitazioni delle scorse settimane e il NO al referendum lo confermano!
La miglior risposta che possiamo dare alla repressione è quella della solidarietà e della lotta.
Lo scorso 24 gennaio con una grandissima mobilitazione unitaria e popolare diverse migliaia di persone sono scese in piazza in solidarietà ai compagni e alle compagne colpiti/e dalle multe e dalle denunce, contro la guerra e in solidarietà al popolo Palestinese.
Ed oggi, più che mai, è necessario rispondere con la stessa forza, determinazione e unità a questo nuovo provvedimento repressivo!
Nessuno deve essere lasciato solo!
Solidarietà alle compagne e ai compagni colpite/i dalla repressione!
Il 22 settembre come il 3 ottobre in piazza c’eravamo tutti!

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