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[Piombino] Golar Tundra: “la nave della libertà”

Sezione di Cecina by Sezione di Cecina
Gennaio 28, 2024
in Federazione Toscana
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… così a marzo 2023 il presidente della Toscana Eugenio Giani ha definito, al suo arrivo nel porto di Piombino, la nave rigassificatrice “perché ci libera, almeno in parte, dalla dipendenza che più ci preoccupa, quella dal gas russo, e ci consente di non pagare alla Russia commesse i cui ricavi potrebbero essere utilizzati per la guerra in Ucraina”.

Già nel giugno 2022, quando Giani fu nominato Commissario del Governo per il rigassificatore di Piombino, a molti era ben chiaro che si trattava di una delle tante misure antipopolari dell’allora governo Draghi, di asservimento ai gruppi imperialisti USA e alla NATO, nell’ambito della strategia energetica emergenziale per bloccare, attraverso sanzioni di guerra, il rifornimento di gas dalla Russia (da cui il nostro paese si riforniva a prezzi bassi e stabili grazie a contratti a lunga scadenza) per affidarlo alle multinazionali della filiera del gas liquefatto (di cui gli Stati Uniti sono il maggior produttore) e che in Italia è gestito da SNAM: altro che  Ministero della Transizione Ecologica, energie rinnovabili e abbandono del combustibile fossile! E’ sotto gli occhi di tutti quello che è accaduto e sta accadendo!

Per ottenere questa “libertà” sono ricorsi alla decretazione d’urgenza che ha permesso di bypassare le procedure previste al fine di valutare l’impatto su ambiente e sicurezza di una grande opera come appunto un rigassificatore.

Decretazione d’urgenza che è stata confermata dal governo Meloni che a luglio 2023 ha convertito in legge il decreto «Rigassificatori» con l’obiettivo di trasformare l’Italia in un hub energetico per l’approvvigionamento europeo, altro che emergenza energetica per l’Italia. I rigassificatori in arrivo sono diversi: a Ravenna, Vado Ligure, in Sardegna, a Gioia Tauro e Agrigento.

In questo contesto, la sentenza del TAR del Lazio punta a tagliare le gambe a tutti coloro che si oppongono a questa politica energetica che mette al centro le multinazionali del profitto, alla realizzazione di opere inutili e dannose: rivolgersi alla magistratura per bloccare progetti nefasti diventa una strada sempre più difficile da percorrere, la tanto sbandierata democrazia della società borghese va sempre più sgretolandosi!

I problemi che attanagliano il nostro territorio, il nostro paese, fino al mondo intero sono strutturali, cronici e inevitabili: è la crisi di un sistema, di un modello economico, politico e sociale diventato anacronistico e dannoso per la stessa sopravvivenza della specie umana. Il cambiamento che serve è dunque strutturale e passa dal lavoro di tessitura, organizzazione e protagonismo popolare. In questa fase la posizione che il movimento di resistenza deve conquistare per invertire il corso delle cose nel nostro paese è anzitutto cacciare i governi massacratori dei diritti dei lavoratori e delle masse popolari: occorre mobilitare quanto esiste di già organizzato fra i lavoratori e le masse popolari per imporre un governo che risponda a noi, che abbia la forza di bloccare progetti speculativi, di tirarsi fuori dalle guerre, di attuare i progetti che servono realmente al territorio e di spendere i soldi pubblici conformemente alle esigenze delle masse popolari e non delle multinazionali di turno.

In questi giorni Piombino è divisa tra chi sostiene la giustezza del ricorso al TAR e chi, considerato soprattutto le spese processuali che dovrà affrontare il Comune, coglie l’occasione per attaccare una lotta che non si è limitata al ricorso alla magistratura, che non ha riguardato solo Piombino, ma che è stata ed è di esempio per tutte le comunità i cui territori sono interessati da progetti nefasti! Si poteva fare di più e meglio? Certo, ma ciò che conta è imparare anche dagli errori!

Nei prossimi mesi, con le elezioni amministrative si presenta un’occasione importante. I cittadini sanno già chi sono coloro che hanno fatto promesse non mantenute e chi invece si è impegnato senza secondi fini per il bene collettivo; hanno l’occasione di diventare protagonisti, partecipando e non limitandosi a delegare; possono irrompere nel teatrino della politica borghese e smascherare chi li illude, imporsi come cittadini e lavoratori di tipo nuovo, partecipi nella costruzione di una società nuova, superiore a quella esistente: questa è la strada da intraprendere!

I lavoratori, gli ambientalisti, gli studenti, i lavoratori autonomi e gli operatori del turismo… tutti coloro che hanno realmente a cuore le sorti della città devono costituire o stare dentro quelle liste che non vogliono rendere la Val di Cornia una delle pattumiere industriali del paese, devono togliere le redini della situazione a chi ha ridotto Piombino in queste condizioni e a chi cianciava di invertire la rotta e non lo ha fatto.

La situazione è di emergenza e eccezionale, a Piombino come nel paese e anche oltre, e servono misure all’altezza per imporre il Lavoro utile e dignitoso, la messa in sicurezza e la bonifica dei territori, il ripristino di diritti quali la Sanità pubblica, allo studio e a una vita sociale sempre più piegata agli interessi di speculatori, affaristi, politicanti: quei cosiddetti poteri forti che continuano a violentare i piombinesi di ieri, di oggi e di domani.

Questi devono essere i temi e la pratica che devono irrompere nella campagna elettorale e nella vita politica di tutti i giorni, è per questo che come P.CARC ci mobiliteremo al fianco di chi vuole il bene di Piombino!

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