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[Firenze] Opporsi con ogni mezzo ai tentativi di intimidire chi partecipa alle iniziative dei comunisti e di limitare l’agibilità politica di chi lotta contro la crisi e le prove di fascismo!

Federazione Toscana by Federazione Toscana
Dicembre 16, 2023
in Federazione Toscana
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Mercoledì 13 dicembre abbiamo voluto ricordare la strage di piazza Dalmazia (Firenze) del 2011, quando Gianluca Casseri, esponente di Casa Pound Pistoia, sparò tra le bancarelle del mercato, uccidendo due venditori ambulanti senegalesi e ferendone gravemente altri tre.

Abbiamo così organizzato una conferenza alla SMS di Rifredi e un presidio in piazza Dalmazia, davanti alla targa che ricorda Samb e Diop.

Con questa iniziativa abbiamo voluto parlare ai giovani, in particolare a quelli ignari di questo gravissimo e tragico fatto.

Ai tempi la strage venne derubricata dalla stampa come il gesto di uno squilibrato, gli stessi fascisti di Casa Pound dapprima negarono di conoscerlo, poi minimizzarono il livello di militanza dell’omicida per non subire ripercussioni.

La verità è che l’azione di Casseri altro non è stata che il risultato delle campagne d’odio e di xenofobia che la parte più reazionaria della borghesia imperialista semina tra le masse popolari del nostro paese al fine di promuovere e fomentare la guerra tra poveri servendosi dei fascisti.

Prima di cominciare la nostra conferenza, due agenti della Digos hanno tentato ad entrare nella sala dove l’avremmo svolta. La presenza, del tutto ingiustificata, della Digos all’interno del circolo, è stata un chiaro tentativo di intimidire i partecipanti e mettere pressioni sugli organizzatori. Gli agenti sono stati prontamente redarguiti dai compagni: prima chiedendo loro di mostrare il tesserino identificativo, cosa che, nonostante siano obbligati a fare, hanno provato a evitare per poi venire allontanati, stante il fatto che l’iniziativa si stava svolgendo regolarmente secondo gli accordi presi con il circolo, e il presidio che sarebbe avvenuto da lì a poche ore era stato regolarmente comunicato alla questura.

Non è certo un caso che, anziché adoperarsi per contrastare il dilagare dello spaccio di droghe o del degrado (a cui i giornali locali dedicano tanto spazio ogni giorno…) e i comportamenti autodistruttivi o di sopraffazione tra i giovani, la polizia venga a controllare un gruppo di persone intenzionate ad approfondire la conoscenza della storia italiana e discutere sugli insegnamenti che possono ricavare dall’esperienza del passato per cacciare oggi il governo della guerra e dei razzisti in doppio petto. Anzi: abbrutimento, disagio, povertà e tutto quel che ne consegue in termini di “contraddizioni in seno al popolo”, fanno comodo alla classe dominante (e alla polizia), in particolare alla sua parte più reazionaria: è infatti noto che essa attinge dai contesti più arretrati e abbrutiti per reclutare gli elementi delle masse popolari disposti a compiere imprese criminali (come quelle condotte dai nazisti e fascisti nel secolo scorso o come avviene oggi per mano dei sionisti in Israele contro la popolazione palestinese).

Dunque, oltre a denunciare la presenza invadente e del tutto fuori luogo della Digos (anche durante la commemorazione in piazza Dalmazia, con tanto di camionetta della celere!) è doverosa una riflessione sugli spazi di agibilità politica, culturale e sociale, quali devono essere le case del popolo.

Ebbene, noi siamo profondamente convinti che le Case del Popolo rappresentino un patrimonio importante per tutte le masse popolari, punti di riferimento e di aggregazione. Nella nostra regione sono frequentate da persone di tutte le età: dai ragazzi che si vedono tra loro per giocare a biliardino o per prendersi una birra (invece di stare attaccati al pc o al telefonino in casa), ai lavoratori che si ritrovano per il pranzo una volta finito il turno, agli anziani che trovano un posto dove parlare con gli altri, discutere di politica e spesso dare un senso alle loro giornate. Anche per questo motivo la classe dominante vuole smantellare questo tessuto che fa parte della storia del nostro paese: lo abbiamo visto durante il periodo del Covid quando i circoli sono stati i primi a chiudere assieme alle scuole, lo vediamo oggi con la burocrazia e l’economia di mercato che li erode e purtroppo, in tanti casi, li porta anche a chiudere.

Ebbene, noi ci rivolgiamo ai tanti iscritti, giovani, anziani, antifascisti e progressisti che sono la spina dorsale di questo tessuto politico, aggregativo e associativo: facciamo vivere la memoria, e soprattutto, l’attualità della Resistenza, dell’antifascismo, dell’antirazzismo e della nostra Costituzione che tra le altre cose sancisce, nel suo articolo 21, la libertà di espressione e manifestazione del proprio pensiero. Le case del popolo devono essere, e sono, le “naturali” attuatrici di questo importante principio costituzionale (come sancito dallo stesso statuto di ARCI), ovviamente nel rispetto dei valori progressisti e costituzionali, e vanno contrastate e denunciate pubblicamente le provocazioni poliziesche come quella avvenuta mercoledì scorso.

Infine, ringraziamo tutte le compagne e i compagni che hanno partecipato alla commemorazione fatta in Piazza Dalmazia per non dimenticare Samb Modou e Diop Mor, in modo particolare vogliamo ringraziare la consigliera comunale Antonella Bundu, di Sinistra Progetto Comune e l’attivista Italo-senegalese Pape Diaw.

Federazione Toscana del Partito dei CARC

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