[Milano] Sciopero alla rovescia in Casoretto!

Piazza Durante, Viva!
Mentre le istituzioni dormono, facciamo noi!

3 appuntamenti

Per discutere e condividere i problemi del Casoretto e di Piazza Durante, per individuare le soluzioni e attivarsi per rendere vivo, vivibile e sicuro uno dei suoi cuori verdi e pulsanti.

Sabato 27 Maggio | Ore 16.30 – 19.00
Banchetto informativo e di inchiesta

Per raccogliere e confrontarsi su criticità e problematiche, ma anche idee e possibili soluzioni, per condividere quanto è già emerso in questi mesi.
Con merenda popolare

Domenica 4 Giugno | Ore 10.30 – 12.30
Assemblea per organizzare il primo Sciopero alla Rovescia

Di cosa ci vogliamo occupare nell’immediato? Come lo vogliamo fare? In cosa consiste uno Sciopero alla Rovescia?
(Pulire il parco, mettere i cartelli sono esempi di quello che già in piccolo possiamo fare, non serve partire dalle “grandi opere”)

Sabato 10 Giugno | Ore 16.30 – 19.00
Sciopero alla Rovescia

Iniziamo! Tutti insieme rimbocchiamoci le maniche per dare vita alla piazza Durante che vogliamo!
Con merenda popolare

Sciopero alla rovescia
Che cos’è?

Lo sciopero alla rovescia fu una delle forme di lotta operaia e contadina sviluppatesi in Italia nel secondo dopoguerra, negli anni difficili della ricostruzione del paese, devastato dalla guerra e dall’occupazione nazi-fascista. In quel periodo in tutta Italia, da nord a sud, i braccianti si erano organizzati e svolgevano lavori di ricostruzione del territorio: argini e scavo di canali, strade, ponti.
I lavori non erano autorizzati e quindi “illegali”, ma erano lavori necessari.
Per esempio, a Massenzatico, nella campagna reggiana, gli operai delle Officine Reggiane, (che avevano occupato la fabbrica nell’ottobre 1950 contro il progetto di ridimensionamento dell’azienda e la volontà di licenziare 2100 operai), si unirono ai braccianti che stavano facendo i lavori di risanamento e manutenzione del territorio che lo Stato non eseguiva.
Quello di Massenzatico e delle Reggiane è un esempio in mezzo a tante esperienze simili, grandi e piccole, che hanno avuto nel protagonismo popolare la loro spinta e la loro base portante.
Le Brigate di Solidarietà Attiva che hanno organizzato il supporto e la ricostruzione delle zone colpite dal terremoto ad Amatrice nel 2016, e quelle che sono attive ora, per soccorrere la popolazione romagnola, in sostituzione (nei fatti) di un intervento dello Stato sempre tardivo e mai del tutto efficace ed efficiente, sono un esempio importante della forza che può esprimere il protagonismo popolare.
Sono un esempio importante di quanto possa essere positivo non attendere che le soluzioni “piovano dal cielo”, da istituzioni sempre più lontane dalle necessità espresse dal territorio e dalla popolazione che lo abita.

Partito dei CARC – Presidio Casoretto

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