Ma quale festa della Repubblica?

Adesione del P.CARC alla mobilitazione del 2 giugno a Cagliari

Di quale Repubblica stanno parlando? Quella sottomessa alla NATO e che affama i lavoratori del proprio paese per armare Zelensky e l’Ucraina? Quella che devasta i territori con le esercitazioni militari e lascia ai propri cittadini tumori e inquinamento ambientale? Quella che serve gli ordini della UE e dei gruppi imperialisti USA-NATO e sionisti con la benedizione del Vaticano?


Il 2 giugno a Cagliari si terrà una mobilitazione indetta da A Foras – contra s’ocupatzione militare de sa Sardigna contro le esercitazioni militari NATO che in queste settimane stanno interessando l’isola e in generale contro l’occupazione militare della Sardegna, che è interessata dai 3 poligoni NATO più grandi d’Europa e altre decine di installazioni militari.

Il 2 giugno è la Festa della Repubblica italiana: autorità e istituzioni la celebreranno con la retorica militarista e guerrafondaia,  nascosta dietro i discorsi sulla libertà (dell’Ucraina) da perseguire con il sacrificio dei lavoratori e delle masse popolari italiane.

Mattarella, Meloni, La Russa, Schlein, Conte… Li sentiamo già i loro discorsi! Difesa della “Repubblica” italiana e dei valori della democrazia. Ma quale democrazia? Quella borghese che nel nostro paese oggi è solo formalmente rappresentata dal governo Meloni, ma è in realtà sottomessa agli interessi e direttive dei gruppi imperialisti USA-NATO, UE, Vaticano, criminalità organizzata e associazioni padronali che stanno portando in guerra l’Italia su richiesta del neonazista Zelensky e su ordine del Pentagono.

La festa della Repubblica Pontificia italiana che, dal 1948 a oggi grazie alla mediazione tra Vaticano e Stati Uniti d’America, costringe il nostro paese a seguire gli ordini degli imperialisti USA. Questo ha voluto dire non solo partecipare ad un numero crescente di missioni militari all’estero, ma soprattutto sottomettersi all’installazione dei poligoni NATO in Sardegna (dal 1956 ad oggi) e di numerose basi USA e altri poligoni in Italia, territori di fatto espropriati a chi li abita per permettere i giochi di guerra dei vari paesi NATO. Ha voluto dire la compartecipazione della NATO alla repressione del movimento comunista e rivoluzionario in Italia attraverso la partecipazione dei propri agenti nelle stragi di stato (da Gladio a piazza della Loggia a Brescia) e nel sostegno ai gruppi neo fascisti stragisti.

La vera e unica “Festa della Repubblica” è la mobilitazione per rompere la sottomissione dell’Italia alle forze che lo occupano: Nato, Usa, Ue, Vaticano, organizzazioni criminali e organizzazioni padronali. Sono quelli che, qualunque sia il colore del governo borghese in carica, impongono il solito programma: lo smantellamento delle conquiste delle masse popolari, la devastazione dei territori e del tessuto produttivo in favore della speculazione, la repressione di chi si mobilita contro lo sfacelo a cui la classe dominante conduce il paese.

Il primo passo per liberarsi dalla NATO e dal resto dei gruppi imperialisti, dai governi che vi si sottomettono come quello Meloni, è estendere e rafforzare la rete degli organismi operai e popolari che oggi lottano contro la guerra e l’economia di guerra in tutto il paese. Questa è la base da cui partire per costituire un governo d’emergenza popolare che sia espressione di questi organismi e metta in campo le misure necessarie ad affermare e far valere gli interessi delle masse popolari: dall’interdizione dei poligoni militari e lo stop alle esercitazioni NATO fino alle bonifiche dei territori inquinati, dallo stop all’invio di armi in Ucraina alla chiusura delle installazioni degli USA e delle sue agenzie su suolo italiano.

Solo un governo d’emergenza popolare può rompere l’escalation di guerra in cui la NATO trascina il paese!

Con questi contenuti e questo spirito aderiamo alla manifestazione del 2 giugno a Cagliari e chiamiamo tutti i nostri collaboratori e simpatizzanti, gli organismi operai e popolari, associazioni e singoli a partecipare e aderire.

Fuori l’Italia dalla NATO, fuori la NATO dall’Italia!

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