Nessun voto per nessuno dei due poli delle Larghe Intese! 

Nessuna legittimità politica ai partiti della guerra, degli sfratti, del precariato e della repressione!

Il 28 e 29 maggio si svolgerà a Pisa il ballottaggio tra le coalizioni di centro destra e di centro sinistra per la nuova amministrazione comunale della città. Fermo restando che la contesa dei voti sarà tra forze che non rappresentano neanche un terzo della popolazione (i votanti sono stati solo il 56%), il teatrino degli ultimi colpi di campagna elettorale tra i due schieramenti è a dir poco imbarazzante e non rientra minimamente negli interessi delle masse popolari della città.

A chi sostiene di dover scegliere il “meno peggio” per contrastare l’avanzata della destra o del fascismo (!) ricordiamo due aspetti: il primo è che la destra non è avanzata quanto sbandierano: singolarmente i partiti della coalizione di destra rappresentano comunque delle minoranze. Le forze politiche che hanno incrementato i propri consensi (in termini di voti, la “militanza” è tutt’altra cosa), come FdI, lo hanno fatto principalmente grazie al ruolo di opposizione all’Agenda Draghi, che poi invece è stata ripresa ed attuata come niente fosse, in barba alle aspirazioni della maggioranza dei loro stessi votanti.

Il secondo aspetto è che, per quanto riguarda il polo PD delle Larghe Intese, questo ha rappresentato, dal livello nazionale, a quello regionale e locale, la principale forza politica responsabile delle politiche di lacrime e sangue verso le masse popolari. Pensiamo all’abolizione dell’art.18, al Job’s Act, all’alternanza Scuola Lavoro, alla liberalizzazione degli appalti, ai tagli alla sanità pubblica (la Toscana è stata “all’avanguardia” nel taglio di presidi e posti letto, vero Enrico Rossi?), alle grandi opere inutili e dannose, alla svendita dell’apparato produttivo, alla partecipazione alla guerra in corso, all’asservimento alla NATO (vedi Camp Darby, Coltano) e ai gruppi imperialisti europei, americani e sionisti.

Nel nostro territorio l’amministrazione PD ha voluto dire scandali e corruzione (vedi lo scandalo KEU che paghiamo con la salute dei cittadini), l’introduzione dei DASPO urbani con i quali sono stati repressi duramente i manifestanti per il diritto alla casa, i giovani studenti nelle piazze, perfino i senza tetto (vedi le leggi cosiddette “anti bivacco”!).

Ha significato lo smantellamento dei servizi sanitari territoriali, l’esternalizzazione di tutti i servizi dalle aziende private come quelle della zona industriale di Ospedaletto, fino a quelli pubblici come quelli all’interno degli ospedali o delle scuole. Ha contribuito alla svendita di settori strategici del territorio favorendo l’entrata di appalti e subappalti come quelli dell’aeroporto Galilei o delle università di eccellenza e centri di ricerca. Si è messo alla testa della realizzazione di opere inutili e dannose per le masse popolari che servono solo ad ingrassare le tasche di pochi speculatori come il Pisa Mover o il progetto di realizzazione di una nuova base miliare nel parco di Coltano.

Questa sarebbe l’alternativa alla “destra”? Noi riteniamo assolutamente di no!

Nel 2021 (amministrazione Lega) Pisa è diventata la capitale degli sfratti (altro che “prima gli italiani”!) ed è proseguito il processo di smantellamento del tessuto produttivo (vedi Saint Gobain), di devastazione dell’ambiente con la cementificazione selvaggia, di eliminazione di spazi sociali e di aggregazione, di abbandono delle periferie come il quartiere della Cella.

Per questi motivi, per il ballottaggio del 27 e 28 maggio la sezione di Pisa del Partito dei CARC indica l’astensione, per non dare nessuna legittimità e nessun riconoscimento a questi due schieramenti. Nessun tipo di appoggio a chi svende, impoverisce, devasta la nostra città, ovvero a chi, da una parte e dall’altra, è asservito ai poteri forti delle banche, di Confindustria, della Chiesa, della NATO e dell’UE!

In questo caso andare a votare non solo non serve a niente ma è sbagliato, anche laddove lo si faccia nell’ottica di praticare una qualche forma di antifascismo. Del resto, cosa c’è di così diverso dal fascismo in un partito come il PD che espelle i senza tetto, che nega il diritto all’abitare, che criminalizza i lavoratori che scioperano, che fa manganellare minorenni nelle piazze, e che vuol fare del proprio territorio un fortino di guerra? L’antifascismo, inoltre, non si vota ma si pratica nelle piazze, a fianco dei lavoratori, sviluppando la solidarietà di classe, difendendo l’ambiente, lottando contro la militarizzazione del territorio e la cultura della guerra, difendendo il diritto alla salute, all’istruzione, all’abitare.

Invitiamo quindi tutti gli appartenenti alle liste contro le Larghe Intese (Unione Popolare e Una Città In Comune) che si sono candidati a queste elezioni a promuovere attivamente verso i propri iscritti, simpatizzanti ed elettori l’astensione da questo teatrino. Li invitiamo a proseguire insieme la propria campagna mettendo in pratica le parti applicabili del proprio programma e soprattutto mettendo all’opera i propri elettori per organizzarsi in ogni scuola, fabbrica e quartiere. Chiamiamo gli operai, il resto dei lavoratori di aziende pubbliche e private, i commercianti, gli studenti, gli appartenenti ai movimenti sindacali, politici, sociali, a fare altrettanto, disertando dall’andare a votare e riversando le proprie energie nelle piazze e nei luoghi di organizzazione.

Mobilitiamoci e coordiniamoci, indipendentemente dall’esito delle elezioni, per invertire i rapporti di forza e costruire l’amministrazione comunale che serve: un’Amministrazione Locale d’Emergenza, nelle mani degli organismi operai e popolari, che attui le misure necessarie a far fronte agli effetti più devastanti della crisi. Quanto appena accaduto in Emilia Romagna ci insegna che continuare a lasciare la gestione delle nostre vite in queste mani, nelle mani della borghesia imperialista e in quelle delle sue propaggini politiche, ci porta verso un futuro fatto di miserie, guerra e devastazione generale dei territori: diventiamo protagonisti della riscossa delle masse popolari!

P.CARC sez. Pisa

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