Ucraina: voglio che si sappia la verità!

Nella scorsa settimana come P.CARC abbiamo partecipato alla realizzazione di due iniziative che hanno contribuito a fare luce su ciò che sta avvenendo in Ucraina: nella decantata “democrazia ucraina” i comunisti, gli antifascisti, i cittadini di lingua russa, i credenti ortodossi di rito russo vengono da 8 anni perseguitati con la ferocia dei regimi fascisti.

La prima iniziativa è stata la mostra “Voglio che tu sappia la verità”, organizzata a Napoli con l’associazione Nika, Galleriart e la casa editrice Edizioni Rapporti Sociali. La seconda è stato un presidio a Roma promosso il 24 marzo dal comitato No alla persecuzione dei comunisti e degli antifascisti in Ucraina  .

La mostra offre un’interessante testimonianza per immagini (una selezione fotografica) di un comunista ucraino – la cui identità resta necessariamente segreta per la sua tutela e quella dei suoi familiari – sui fatti che stanno avvenendo in Ucraina. È un racconto fotografico in presa diretta delle esperienze vissute dell’autore perché ognuno possa costruirsi un giudizio sugli eventi che vada oltre la narrazione dei media mainstream e della propaganda di guerra promossa da questi.

A Roma invece circa 50 compagni si sono radunati in piazza del Pantheon per una manifestazione di solidarietà verso i comunisti e gli antifascisti ucraini, perseguitati dal regime fantoccio di Kiev. Il presidio ha rappresentato un atto di solidarietà importante tanto più che si è trattato del primo evento organizzato a Roma per accendere i riflettori sul lato più criminale e reazionario dell’operato dei governi fantoccio della Nato e dell’Ue in Ucraina. Hanno preso parte alla manifestazione oltre al Partito dei CARC anche il PCI di Alboresi, la redazione di Aginform, il centro studi Francesco Berardi di Aprilia (LT), il gruppo d’informazione indipendente Donbass Italia, il compagno anarchico Lello Valitutti in lotta contro il 41bis per Alfredo Cospito, il collettivo La Città Futura e altri compagni/e proveniente dalle varie formazioni del movimento comunista e anti-larghe intese della città di Roma.

Da entrambe le iniziative è emerso chiaramente che i regimi fantoccio ucraini non solo sono colpevoli di 8 anni di guerra contro le masse popolari del Donbass, ma alla lista dei loro crimini occorre aggiungere la messa al bando dei partiti comunisti e antifascisti, le carcerazioni di comunisti e altri oppositori politici senza processo, l’uso dispiegato della tortura nonchè della sparizione, delle esecuzioni sommarie e della pratica del linciaggio.
La Nato e l’Ue hanno fatto piombare l’Ucraina in questo buio, nero di reazione, per potersene servire per i loro scopi nella guerra contro la Federazione Russa e per permettere alle multinazionali di avere mano libera di lucrare sulle sue ricchezze.
A questi paladini della democrazia vanno i soldi dei contribuenti italiani da un anno a questa parte destinati all’invio di armi a sostegno della “resistenza ucraina”. Ma censura e intossicazione fanno parte della propaganda di guerra in atto nel nostro paese. Intossicare per i media di regime significa principalmente mistificare e distogliere dalla vera responsabilità della guerra in atto, quella della Nato, della Comunità internazionale dei gruppi imperialisti Usa Ue e sionisti, a cui il governo Meloni è asservito. Quegli stessi che sono responsabili del resto delle guerre che sconvolgono il mondo e della guerra non dichiarata ma condotta quotidianamente contro le masse popolari nel nostro paese.

Come P.CARC crediamo fermamente che i comunisti oggi debbano organizzare questo tipo di iniziative perché comprendere la situazione e fare una giusta analisi della realtà significa capire cosa fare. Siamo convinti che servono le forze e l’impegno di tutti quanti sono preoccupati per il corso delle cose per farlo, per promuovere un confronto e un ragionamento approfondito al fine di comprendere la situazione e di cambiarla. Siamo convinti che lottare per l’affermazione della verità sia un pezzo della lotta per liberare il paese dal governo Meloni – come dagli altri governi delle Larghe Intese – e imporre un governo al servizio delle organizzazioni operaie e popolari.

Ecco, serve una resistenza per opporsi alla partecipazione dell’Italia alla guerra della Nato e portare fuori il nostro paese da questa guerra, indebolendo così la catena della Comunità internazionale a partire da un suo anello. Serve fare guerra alla guerra imperialista e questo passa anche da simili iniziative. Iniziative che fanno chiarezza e luce sulla realtà della guerra in corso in Ucraina sono azioni che alimentano l’opposizione alla guerra, che alimentano la mobilitazione delle masse popolari contro la guerra.
Invitiamo tutti quanti vogliono costituire comitati che agiscono in questo senso e organizzare simili iniziative a contattarci per essere messi in contatto con i compagni che già si sono messi su questa strada.
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