martedì, Luglio 21, 2026
  • Login
Partito dei CARC
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
Partito dei CARC
No Result
View All Result

[Milano] Elezioni Regionali Lombardia, votare e far votare Unione Popolare

Federazione Lombardia - Piemonte by Federazione Lombardia - Piemonte
Febbraio 10, 2023
in Federazione Lombardia, Federazione Lombardia
A A
0
0
SHARES
11
VIEWS
CondividiShare on TwitterInvia

Il 12 e il 13 febbraio in Lombardia si vota per il rinnovo dell’Amministrazione Regionale.

La tendenza a convocare le elezioni con risicato margine di tempo è la strada che le Larghe Intese stanno perseguendo per ostacolare la partecipazione di liste e coalizioni (che in genere sono promosse da partiti che non hanno alcuna rappresentanza nelle assemblee elettive) che potenzialmente potrebbero raccogliere il malcontento e la protesta: è un ostacolo alla raccolta delle firme necessarie, alla composizione delle liste dei candidati, al reperimento di fondi per la campagna elettorale.
È una manovra che si presenta “sul filo della legalità”, ma che dal punto di vista politico, evidentemente, è un vero e proprio ostracismo. L’obiettivo? Impedire che le assemblee elettive siano composte da persone esterne al circolo di pressioni, ricatti, “mercato delle vacche” a cui i partiti delle Larghe Intese hanno ridotto le assemblee elettive nel processo di progressivo svuotamento del loro ruolo. Infatti sono sempre più camera di ratifica di decisioni prese altrove e “devono esserlo sempre di più”.
Questo è successo per le elezioni politiche del 25 settembre (indette a metà luglio) e anche per le elezioni regionali in Lombardia.
Tuttavia, per i partiti e le organizzazioni che alle elezioni politiche del 25 settembre hanno promosso le liste anti Larghe Intese, il poco tempo a disposizione non è una spiegazione credibile per giustificare la decisione di aver lasciato campo libero ai Fontana, ai Majorino e alle Moratti.

Se un frutto maturo non viene colto, marcisce sull’albero

Al netto dell’opportunismo dei promotori delle liste anti Larghe Intese che hanno messo la testa sotto la sabbia di fronte alla sfida che si era determinata in Lombardia, proprio in Lombardia, nella “roccaforte della destra”, le condizioni per mettere in difficoltà le Larghe Intese erano più favorevoli.
Ne abbiamo parlato nel comunicato del 23 novembre “Una proposta per le elezioni regionali in Lombardia”:

“La candidatura di Letizia Moratti alla presidenza della Regione Lombardia è la manifestazione della guerra per bande che imperversa “ai piani alti” e indebolisce le Larghe Intese. Essa
– indebolisce il polo Forza Italia/Fratelli d’Italia/Lega perché rompe il fronte dei comitati d’affari e delle centrali della speculazione che fino a oggi riponevano lì la custodia dei loro interessi;
– indebolisce il polo PD perché, nonostante il suo progressivo spostamento a destra, una componente dei comitati d’affari e delle centrali della speculazione indica Letizia Moratti come alternativa credibile a Fontana e in un certo modo rompe con “l’indicibile patto di spartizione” per cui il governo della Regione Lombardia andava al polo Berlusconi delle Larghe Intese e l’amministrazione del Comune di Milano al polo PD delle Larghe Intese;
– rafforza solo in termini relativi (e ipotetici) il nascente “terzo polo” di Renzi e Calenda, un accrocchio che prospera e può prosperare solo in ragione della disgrazia (della debolezza e del declino) dei due poli principali.

Il polo Forza Italia/Fratelli d’Italia/Lega è in evidente difficoltà. Non solo perché Fontana è un personaggio scomodo e al limite dell’impresentabilità, ma anche perché incombono sull’alleanza gli effetti del voto alle politiche del 25 settembre: Fratelli d’Italia pretende spazi e peso maggiore, la Lega è alle prese con i regolamenti di conti interni dopo il flop, Forza Italia è implosa, alla mercé dei tentativi di Berlusconi di restare a galla.

Il PD, completamente allo sbando, candida Pierfrancesco Majorino nella speranza che sia sufficiente a raschiare il fondo del barile “a sinistra”. Premesso che Majorino, in tanti anni di onorata carriera politica, vanta l’ineguagliato primato dei “vorrei ma non posso”; posto che la sua partecipazione attiva alla gazzarra che ha trasformato il 25 Aprile di Milano nella sfilata dei sostenitori della NATO e dei battaglioni nazisti ucraini, ad esempio, squalifica ogni pretesa di presentarsi come anima “progressista”, “democratica” e “di sinistra”. La sua candidatura è una manovra per buttare fumo negli occhi dell’opinione pubblica e spacciare per “prospettiva di sinistra” un’operazione tipica della destra moderata. Un’operazione senza alcuna credibilità che è manifestazione del problema, anziché parte della soluzione.

Il M5S cercherà di approfittare della situazione per assumere più compiutamente, attraverso le elezioni regionali in Lombardia, il ruolo di “sinistra istituzionale” a livello nazionale. Il piano è destinato a fallire, principalmente per due motivi: il primo è che la portata dell’operazione è determinata dalla lunghezza del guinzaglio che ancora lega il M5S al PD, il secondo è che per il M5S non c’è speranza di assumere alcun ruolo di “sinistra” senza scendere sul terreno dell’organizzazione delle masse popolari e della mobilitazione di piazza per difendere il Reddito di Cittadinanza”.


Le premesse sono state ampiamente confermate da una campagna elettorale povera, distante anni luce dalle contraddizioni reali, dai problemi, costantemente concentrata sulle scaramucce fra candidati, partiti, fazioni, gruppi di potere e in cui nessuno è andato oltre le promesse astratte con formulazioni rituali.
La situazione favorevole determinata dalle spaccature nel sistema di potere delle Larghe Intese – il frutto maturo – in mancanza dell’iniziativa comune, coordinata e di attacco delle forze anti Larghe Intese è marcita sull’albero.
Il prossimo Presidente della regione Lombardia e la prossima giunta regionale saranno espressione delle Larghe Intese. È secondario che sia il “Fontana assassino” della gestione criminale della pandemia, colei, Letizia Moratti, che gli ha retto il sacco dal siluramento di Gallera o il peso massimo del “vorrei ma non posso” del PD, Majorino.
Nelle sfumature c’è sostanza, ma il colore che predomina è quello della continuità di un sistema.
Del resto non si può attenuare il processo di smantellamento della sanità pubblica e di speculazione della salute senza smantellare l’impianto dei Formigoni/Fontana e sostituirlo con una gestione pienamente e completamente pubblica, trasparente e democratica. Non si può fermare la cementificazione, non si può potenziare il TPL, non si può affrontare l’emergenza abitativa senza azzerare il sistema delle consorterie e delle speculazioni.
Il Centro-destra non lo vuole fare (ne è stato anzi il principale promotore in Regione!). Il “Centro-sinistra” non lo vuole fare (ne è il promotore nel Comune di Milano e negli altri importanti comuni lombardi che amministra, da Bergamo a Brescia!).

Una riflessione autocritica. La Segreteria Federale Lombardia del P.CARC ha inizialmente lavorato alla proposta di costruire una coalizione unitaria anti Larghe Intese, poi – a fronte delle indisponibilità – alla costruzione di una coalizione dei partiti e delle organizzazioni che si rifanno più direttamente al movimento comunista. Entrambe le proposte non sono andate in porto.
Il settarismo e la concorrenza che esiste (ed è dura a morire) tra le forze legate al movimento comunista, hanno come matrice la deviazione elettoralista. Essa induce a considerare la partecipazione al teatrino politico borghese alla stregua del terreno d’azione strategico per i comunisti. E’ così che comparire sulla scheda elettorale, avere spazio nei talk show e considerazione dai sondaggisti, competere nel teatrino politico finiscono con il sostituire la centralità dell’intervento nella lotta di classe. Anziché partecipare alle elezioni in funzione delle esigenze dello sviluppo della lotta di classe si finisce con il parteciparvi in funzione del rafforzamento di ristretti interessi di bottega.
Tuttavia, il risultato mette in evidenza anche i nostri limiti, in particolare quello di non esserci assunti fino in fondo la responsabilità di realizzare quanto andavamo proponendo.
La proposta di costruire un fronte anti Larghe Intese ha sempre riscosso grande favore tra tanti compagni e compagne, attivisti di comitati di lotta, associazioni e organizzazioni progressiste e antifasciste, noi non abbiamo valorizzato abbastanza quella spinta, ci siamo fatti condizionare dal disfattismo e dall’attendismo di pochi, facendoli prevalere sulla disponibilità di molti.
Ci sono imprese che non affrontiamo perché ci sembrano impossibili, ma in realtà ci sembrano impossibili solo perché non osiamo affrontarle. Ecco, per quanto ci riguarda non abbiamo osato abbastanza.

Per chi votare? (Bando all’astensionismo, votare Unione Popolare!)

Ci siamo fin qui soffermati sulle dinamiche che hanno portato alla situazione attuale, quella per cui le condizioni per riempire il consiglio regionale di persone esterne al circolo di pressioni, ricatti, “mercato delle vacche” a cui i partiti delle Larghe Intese hanno ridotto le assemblee elettive sono più difficili; quella per cui – ancora una volta – chi si propone come alternativa deve tentare di superare lo sbarramento del 3%, un obiettivo molto ridimensionato rispetto a quello che la situazione permetteva.
Superare il 3% per l’unica lista anti Larghe Intese presente sulla scheda è comunque un obiettivo difficile, stante il contenuto e gli sviluppi della campagna elettorale, ma è un obiettivo possibile, anche perché è prevedibile un alto tasso di astensione.
Bisogna votare e far votare Unione Popolare. È sufficiente mettere una X sul simbolo, ma è possibile esprimere una preferenza (anche due, se ricadono una su una donna e l’altra su un uomo: non è possibile esprimere preferenze per due uomini e due donne). Rispetto alle preferenze, l’indicazione del P.CARC ricade sui candidati che sono espressione del mondo del lavoro (ad esempio Giusy Vercesi a Milano e Massimo Seghezi a Bergamo).

Una nota sul M5S. Benché nelle liste del M5S siano candidate persone che nel corso del tempo hanno dato prova del loro sostegno alla mobilitazione delle masse popolari e vi hanno contribuito (motivo per cui non hanno “vita facile” nel M5S),i vertici del M5s hanno scelto di continuare sulla strada dell’integrazione nel sistema delle Large Intese, alleandosi con il PD e sostenendo Majorino.
Questa scelta è in continuità con quelle fatte ai tempi del governo Conte II (con l’alleanza con il PD) e soprattutto con il sostegno al governo Draghi; con la liquidazione dei meet-up, le sole strutture organizzative che erano il principale legame con le masse popolari.

Dopo le elezioni

Nonostante le dinamiche descritte non abbiamo reso possibile usare fino in fondo l’opportunità delle elezioni regionali, nelle settimane della campagna elettorale sono emersi esempi positivi di iniziative e mobilitazione: le iniziative messe in campo di USB per la difesa della sanità pubblica e del Reddito di Cittadinanza, l’assemblea promossa dalle RSU della CUB del San Raffaele sul futuro della sanità Lombarda ne sono due piccoli esempi che vanno rafforzati per alimentare la nascita di nuovi organismi popolari e per rafforzare quelli esistenti.
Del resto la nascita di organismi operai e popolari e il rafforzamento di quelli che già esistono, la spinta a coordinare l’azione di tutti gli organismi operai e popolari è la strada che alimenta la costruzione di una reale alternativa alle Larghe Intese. Questo è anche il tema principale in discussione al VI Congresso del Partito dei CARC.

Il Congresso federale della Lombardia si svolgerà il 12 marzo (Villa Pallavicini, via Meucci 3, a Milano): invitiamo lavoratori, attivisti, studenti, organismi operai e popolari, forze politiche, sindacali e sociali a partecipare.

Condividi:

  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

Mi piace:

Mi piace Caricamento in corso…
ShareTweetSendShareShareSend
Previous Post

[LAZIO] Indicazioni di voto del P.CARC per le elezioni regionali del Lazio del 12 e 13 febbraio 2023

Next Post

Qual è il ruolo dell’Unione Europea?

Related Posts

[MILANO] FOGLIO DI VIA PER BEPPE SALA, SGOMBERIAMO PALAZZO MARINO!
Federazione Lombardia

[MILANO] FOGLIO DI VIA PER BEPPE SALA, SGOMBERIAMO PALAZZO MARINO!

by Federazione Lombardia - Piemonte
Luglio 15, 2026
0

...

[MILANO] Solidarietà a Margherita Napoletano.        Organizziamoci contro la repressione nei luoghi di lavoro!
Federazione Lombardia

[MILANO] Solidarietà a Margherita Napoletano. Organizziamoci contro la repressione nei luoghi di lavoro!

by Federazione Lombardia - Piemonte
Luglio 6, 2026
0

...

[Milano] Caso ATM linea 15: contro il sessismo, contro la criminalizzazione dei lavoratori

[Milano] Caso ATM linea 15: contro il sessismo, contro la criminalizzazione dei lavoratori

Giugno 29, 2026
[MILANO] VOLANTINAGGIO ALLA LEONARDO DI NERVIANO, I LAVORATORI HANNO LA FORZA PER FERMARE LA GUERRA!

[MILANO] VOLANTINAGGIO ALLA LEONARDO DI NERVIANO, I LAVORATORI HANNO LA FORZA PER FERMARE LA GUERRA!

Giugno 26, 2026
Dal dibattito “Costruire un fronte contro la repressione, rendere inapplicabili il decreto sicurezza e il Ddl antisemitismo” del 6 giugno nella Festa della Riscossa Popolare della Lombardia-Partito dei Carc

Dal dibattito “Costruire un fronte contro la repressione, rendere inapplicabili il decreto sicurezza e il Ddl antisemitismo” del 6 giugno nella Festa della Riscossa Popolare della Lombardia-Partito dei Carc

Giugno 25, 2026
Dal dibattito “I lavoratori possono fermare la guerra, per un governo che attua la Costituzione” del 7 giugno nella Festa della Riscossa Popolare della Lombardia- Partito dei CARC

Dal dibattito “I lavoratori possono fermare la guerra, per un governo che attua la Costituzione” del 7 giugno nella Festa della Riscossa Popolare della Lombardia- Partito dei CARC

Giugno 11, 2026

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali

2025 P.Carc

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Gestisci Consenso Cookie

Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali
  • Log in

2025 P.Carc

%d