Organizzare ovunque comitati di difesa del Reddito di Cittadinanza

Il 7 dicembre, il Movimento disoccupati 7 novembre di Napoli ha lanciato l’appello a costruire comitati in difesa del Reddito di Cittadinanza (RdC) in ogni quartiere che riproponiamo a seguire.

Il 14 novembre, le Camere del lavoro autonomo e precario di Roma (CLAP) ne avevano già lanciato uno simile.

Invitiamo i comunisti ovunque collocati, i sindacati, le organizzazioni operaie e popolari e i singoli lavoratori e disoccupati, a raccoglierli entrambi e a dare loro una traduzione concreta.

Promuovere in ogni quartiere comitati in difesa del RdC e svilupparne il coordinamento a livello territoriale e nazionale è la questione decisiva per evitare l’abolizione di questa misura. Comitati che non si limitano alla protesta e alla rivendicazione, ma organizzano sportelli di sostegno e reti di solidarietà, individuano soluzioni che, nella misura delle loro forze, attuano poi direttamente (scioperi al contrario, autoriduzioni, espropri, ecc.). Comitati che non restano chiusi nella propria vertenza, ma si legano al resto delle lotte promosse dalle varie organizzazioni operaie e popolari del paese e, in primo luogo, alla mobilitazione della classe operaia. Obiettivo generale di tutte le mobilitazioni particolari deve essere cacciare il governo Meloni e imporre un governo di emergenza popolare.

***

Sul reddito passiamo dalla difesa all’attacco. Comitati di lotta in ogni quartiere per il lavoro vero.

Appello del Movimento disoccupati 7 novembre di Napoli

“Già ci siamo espressi ampiamente in più occasioni sul (già misero) Reddito di Cittadinanza.

Quello che oggi vogliamo dire è che non basta e non serve organizzare iniziative scoordinate una tantum per denunciare l’attacco a questa misura né serve farlo alimentando la narrazione padronale del percettore nelle due versioni: “povero da aiutare” o “fannullone”.

In ogni quartiere bisogna individuare precisi riferimenti disponibili a organizzare i percettori quartiere per quartiere.

Costituire comitati di disoccupati percettori del Reddito di Cittadinanza e strutturare iniziative di lotta con una parola d’ordine chiara: lavoro o non lavoro, dobbiamo campare!

Lavoro dignitoso o salario garantito! Non siamo più disponibili ad accettare questa guerra ai poveri né che si alimenti la contraddizione tra lavoratori e disoccupati.

È questa la proposta che porteremo nelle prossime riunioni: manifesto comune, sportelli per iscriversi e partecipare, iniziative di denuncia e di lotta già da prima di Natale che rompano la narrazione dei favorevoli al reddito fannulloni e dei lavoratori che si guadagnano la pagnotta contrapponendo occupati e inoccupati. Strutturare, quindi, una vera campagna di lotta da Napoli a Palermo!

Lavorare meno, lavorare tutti!

Qui abbiamo intere città da mettere in sicurezza, territori da bonificare, servizi sociali da potenziare, strutture da valorizzare.

Vogliamo lavori socialmente necessari con un salario dignitoso: fino a quando non c’è possibilità dobbiamo campare senza accettare salari da fame, lavori a nero, sottopagati, sfruttati e lontani dalle nostre terre!

I soldi? Dagli extraprofitti, dalle spese e basi militari, dai grandi patrimoni, dagli sgravi fiscali alle grandi utilities, imprese e multinazionali, dalle grandi opere inutili e dannose!

Mettiamo a disposizione il nostro movimento, già impegnato quotidianamente con la nostra lotta vertenziale, per allargare e strutturare tale movimento finalizzato all’unità di classe con lavoratori e lavoratrici.

Non ci interessa l’opposizione a questo Governo utile a ridare un po’ di ossigeno a qualche partito di opposizione: i protagonisti siamo noi, organizziamoci ed alziamo la testa!”

Movimento disoccupati ‘7 Novembre’ – Napoli

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