Il 30 dicembre scorso il giorno del Centenario della fondazione dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS, 30 dicembre 1922): un’esperienza gloriosa, nella quale – per la prima volta nella storia – milioni di proletari guidati dal Partito Comunista bolscevico (PC(b)) spezzarono le catene dell’oppressione e dell’abbrutimento nei quali la borghesia e il clero li relegavano e dimostrarono che un altro mondo, un mondo socialista, era possibile e necessario.

A 100 anni da quello storico evento appare sempre più evidente che la costruzione del socialismo è oggi questione urgente anche per gli operai e le masse popolari dei paesi imperialisti, a partire dal nostro.

Per questo come Partito stiamo promuovendo in tutta Italia presentazioni di libri, iniziative e seminari con l’obiettivo di studiare quell’esperienza gloriosa. Uno studio non principalmente celebrativo, ma vivo, utile ai comunisti che oggi lavorano per fare la rivoluzione socialista nel nostro paese.

Toscana – Seminari sulla storia dell’URSS

A Pisa, Firenze e Siena sono in corso da novembre i seminari sulla storia dell’URSS promossi dalla Scuola di Base Anton Makarenko del P.CARC. Ogni seminario si articola in quattro sessioni in cui compagni del Partito, ma anche simpatizzanti, si ritrovano per studiare insieme la storia dell’Unione Sovietica, utilizzando dispense del manuale prodotto dal nostro Centro di formazione. Un corso di alfabetizzazione dunque, per approfondire sia il contesto storico sia la lotta condotta dentro e fuori il PC(b) dell’URSS per costruire la nuova società socialista e resistere ai continui attacchi dei paesi imperialisti. Temi che spesso i libri di scuola falsificano, vedi la demonizzazione della figura di Stalin, o tralasciano volutamente. Nel corso dei seminari i compagni discutono di quell’esperienza e ne ricavano insegnamenti per l’azione che ognuno di loro svolge a partire dal proprio “posto di combattimento”, dal contesto sociale in cui è inserito.

Presentazione di Come fu temprato l’acciaio

Recentemente ripubblicato dalle Edizioni Rapporti Sociali, il romanzo racconta la storia del giovane Pavel negli anni tra il 1917 e il 1935: sono gli anni della fine della Prima guerra mondiale, delle rivoluzioni russe di febbraio e di Ottobre 1917 e della guerra civile che segue la presa del potere da parte dei bolscevichi. Attraverso le vicissitudini del protagonista, che da giovanissimo lavoratore diventa un eroico bolscevico, possiamo guardare al cambiamento epocale e di massa che ha portato, nel volgere di pochi decenni e sotto la guida prima di Lenin e poi di Stalin, un paese in prevalenza contadino e arretrato a trasformarsi in una grande potenza industriale, scientifica e tecnologica e a svolgere anche il ruolo di “base rossa mondiale della rivoluzione proletaria”.

Ambientato in Ucraina, terra natia di Ostrovskij, autore del libro, è qui che, appena tredicenne, Pavel inizia il suo percorso di militante del PC(b), un percorso che lo condurrà, assieme a milioni di uomini e donne delle masse popolari, a essere parte attiva della vittoria della Rivoluzione d’Ottobre, della creazione del primo paese socialista della storia e della costituzione dell’URSS (di cui la Repubblica Socialista Sovietica Ucraina ha fatto parte fin dalla prima ora).

In questi mesi molte Sezioni hanno condotto iniziative pubbliche di presentazione del testo e altre sono in programma per le prossime settimane. Le discussioni, tutte svolte in Circoli Arci e Case del Popolo, hanno messo al centro i temi della costruzione del Partito, della trasformazione dell’individuo in rapporto al collettivo e ai suoi compiti, del processo di emancipazione delle masse popolari che si compie attraverso la rivoluzione socialista.

Presentazione di Questioni del leninismo a Siena

Dopo la prima presentazione alla Festa nazionale della Riscossa Popolare lo scorso agosto, i compagni della Segreteria Federale Toscana hanno inaugurato il ciclo di presentazioni pubbliche del volume che si terranno nei prossimi mesi in tutto il paese. L’iniziativa che si è tenuta a Siena il 18 dicembre scorso, all’interno del circolo del PRC, ha visto la presenza di circa 30 persone e una discussione stimolante e ricca.

È stata, innanzitutto, un’iniziativa di alfabetizzazione storica che ci ha permesso di approcciare al periodo e al contesto in cui Stalin ha scritto i testi presenti nella raccolta e di comprendere come la lotta tra due linee all’interno del Partito comunista sia una costante: fu, appunto, il prevalere della linea “di sinistra” su quella “di destra” nella direzione del PC(b) che in quegli anni ha permesso l’edificazione della prima società socialista da parte delle grandi masse popolari guidate dai comunisti. Importante è stato il contributo del saggista marxista Mario D’Acunto, che ha parlato della pianificazione sovietica, facendo vedere come essa abbia fatto da base anche per sistemi di pianificazione più moderni delle società occidentali e come un’economia pianificata sia nettamente superiore alla favola del “libero mercato” del sistema capitalista, che ci ha portato alla crisi irreversibile che oggi viviamo.

Nel pubblico erano presenti anche compagni di altre organizzazioni politiche, come Rifondazione Comunista e Partito Comunista e alcuni ragazzi di Socialismo Italico. Le domande e gli interventi che si sono susseguiti, anche quelli critici verso “i milioni di morti fatti da Stalin” hanno permesso ai relatori di affermare una verità incontrovertibile: l’opera di Stalin e dei comunisti sovietici, che hanno applicato i principi del leninismo, ha cambiato le sorti del mondo intero e mostrato come il socialismo non sia solo una bella utopia, ma realtà. Questo la classe dominante non può cancellarlo, motivo per cui si affanna a screditare, falsificare, denigrare quell’esperienza e i suoi protagonisti.

A noi comunisti il compito di studiare la storia e diventarne a nostra volta protagonisti, facendo dell’Italia un nuovo paese socialista.

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