MILANO. Cari compagni, vi scrivo per condividere una mia recente esperienza. Abito al Casoretto, a Milano, un quartiere piccolo, tanto che spesso gli abitanti dicono che qui è come vivere in un paesino. (…)

Nel corso degli ultimi due anni ho fatto diversi tentativi per formare un comitato popolare di quartiere, ma senza esito. Inizialmente, ho utilizzato i gruppi Facebook, dove spesso gli abitanti si lamentano della sporcizia, dello stato di abbandono, del malcostume, delle mancate manutenzioni, della microcriminalità, ma tutto si ferma qui. Io ho iniziato a intervenirci dicendo: basta lamentarsi, bisogna incontrarsi e ragionare insieme su cosa fare. Ma non è mai venuto nessuno. Fino all’inizio di novembre, quando in Piazza Durante sono riuscito a incontrarmi con due donne del quartiere.

Ci siamo scambiati osservazioni sullo stato di degrado della zona e ci siamo detti: qui bisogna allargare la discussione, bisogna andare in piazza e confrontarsi con la gente.

Sottolineo che siamo tre persone molto diverse per carattere e impostazione politica. Ne abbiamo anche parlato apertamente tra di noi, però ci siamo incontrati sul concreto e le dichiarazioni di affinità con Forza Italia di una o con il PD dell’altra non hanno rappresentato un problema.

Usando Facebook e un po’ di volantini lasciati nei negozi, abbiamo pubblicizzato che il 19 novembre saremmo stati in strada per raccogliere su una grande lavagna tutte le osservazioni, le idee e le proposte su Piazza Durante. In quell’occasione abbiamo raccolto veramente tanto: abbiamo fatto scrivere tutto su 5 grandi fogli della lavagna. Molte erano lamentele, che comunque vanno prese sul serio e su cui bisogna ragionare… ma, in particolare, mi ha colpito una proposta arrivata verso la fine: bisognerebbe fare un calendario di eventi, eventi creati dalla gente e con la gente. Possono essere concerti, esposizione d’arte, spettacoli e tanto altro. Anche qui c’è da ragionarci su, ma l’idea è: la gente deve riprendersi la piazza contando sulle sue forze e capacità.

Nei giorni seguenti noi tre ci siamo incontrati per esaminare con attenzione quanto raccolto e ragionare meglio sui passi successivi. Abbiamo deciso di condividere i risultati con più gente, non bastava scriverlo su Facebook. Quindi abbiamo promosso un incontro pubblico il 29 novembre, in un bar di Piazza Durante.

Hanno partecipato 10 persone che hanno saputo dell’iniziativa in vari modi: tramite Facebook o tramite la lista di contatto, oppure direttamente dal barista. Abbiamo diviso l’incontro in due parti: nella prima parte abbiamo stilato un elenco delle richieste che andrebbero avanzate al Municipio o al Comune, nella seconda abbiamo ragionato sulle iniziative popolari da fare in piazza.

È da sottolineare il ruolo che ha avuto un giovane consigliere di Forza Italia, venuto per la prima volta. Atteggiamento leggermente prepotente del tipo “vi spiego io come funziona il Comune, cosa si può fare e cosa no”.

Cose “reali” che però stroncano l’iniziativa sul nascere o la dirottano verso il suo partito.

Esempio: per togliere l’edicola bisogna seguire un iter che dura almeno 5 anni. Risposta dal pubblico: allora la togliamo noi. Oppure: “ci sono illuminazioni di tipo A, B e C”, ecc. Risposta: ma noi non siamo tecnici della luce, noi constatiamo che la piazza e anche l’adiacente via Ampère di sera sono buie. È il Comune con i suoi tecnici che devono trovare la soluzione, consultandosi con la gente!

Il prossimo passo sarà tornare in strada, il 17 o il 18 dicembre, per pubblicare e diffondere la nostra proposta per Piazza Durante, per coinvolgere la gente e per raccogliere altre idee per un programma di eventi. Mettere al centro i bisogni delle persone e convogliare le discussioni su azioni concrete: in questo modo gli abitanti del Casoretto si fanno protagonisti della creazione di iniziative popolari per cambiare Piazza Durante.

L. K., 30 novembre 2022

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