Liberare l’Italia dal controllo della nato, dalla guerra e dai ricatti

Rendere ingovernabile il paese fino a imporre un governo di emergenza delle masse popolari organizzate

Gli imperialisti USA non hanno alcuna intenzione di mettere fine alla guerra in Ucraina. Anzi, dopo averne creato le condizioni e favorito le premesse, continuano a condurre provocazioni per alimentarla e allargarla. Gli imperialisti USA e la NATO stanno trascinando il mondo in una guerra mondiale dispiegata. Il governo Draghi sostiene interamente e senza riserve le manovre dei gruppi imperialisti USA. Lo fa violando la Costituzione e contro la volontà della maggioranza della popolazione; lo fa sapendo che questo aggraverà la crisi economica ed energetica e che saranno le masse popolari e i lavoratori a pagare il prezzo più alto.
Inviare armi ai battaglioni nazisti ucraini e mettere il nostro paese a completa disposizione della NATO (ci sono sul nostro territorio più di 120 basi militari oltre a depositi, arsenali e aree di addestramento), significa entrare direttamente nel conflitto e fare dell’Italia un bersaglio strategico per la Federazione Russa.
La maggioranza degli italiani è contro la guerra. È contraria all’invio di armi in Ucraina, è contraria alle sanzioni alla Federazione Russa, è contraria all’uso del territorio italiano da parte della NATO. Ma questo sentire viene nascosto da una martellante propaganda di regime che ha lo scopo di costruire una realtà virtuale – mediatica – che vuole le masse popolari indifferenti, se non schierate con Draghi, con il suo governo e con la NATO, rispetto alla guerra. Tuttavia, la realtà virtuale non può nascondere a lungo il mondo reale: la contrarietà alla guerra esonda, prende forma e si fa spazio anche tra pezzi della classe dominante e persino dell’Esercito.

Questo abbiamo detto il 19 maggio, in diretta alla trasmissione Dritto e rovescio, come riportato nel video che segue.

La situazione di emergenza, di straordinaria gravità, in cui siamo immersi è soprattutto un’opportunità. Non quella di “scendere a patti” con i capitalisti, conciliare gli interessi dei lavoratori e delle masse popolari con quelli dei criminali che sono responsabili della situazione. Non si può contare sul loro buon senso, non si può contare sulla loro lungimiranza (“un domani saremo tutti morti” è uno dei loro cavalli di battaglia), né sul buon cuore del capitalista “più illuminato”. Siamo in un’epoca di stravolgimenti. Siamo nell’epoca in cui l’unica cosa normale da fare, l’unica sensata, è cogliere l’opportunità di dare una prospettiva positiva alla necessità storica di cambiare tutto; cogliere l’opportunità di organizzarsi e mobilitarsi per instaurare al più presto un governo di emergenza popolare che rompa con le imposizioni della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti USA, europei e sionisti, per avanzare verso il socialismo.

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