Nell’ultimo periodo si sono susseguite iniziative contro le basi NATO e l’ulteriore militarizzazione del territorio in tutta Italia. Dalla Valsusa fino a Pisa il messaggio delle masse popolari al governo Draghi è chiaro: no alla militarizzazione del territorio con opere inutili e dannose, no alla politica guerrafondaia dei partiti delle larghe intese!

Sabato 16 aprile in Valsusa in 5000 alla marcia NO Tav contro la militarizzazione della valle e la criminalizzazione del movimento. Il corteo, partito da Bussoleno, ha sfilato lungo la statale 25 ed ha finito il suo percorso al presidio di San Didero, proprio davanti alla recinzione (costata 5milioni di euro) del cantiere per il nuovo autoporto che è stato installato un anno fa con lo sgombero del presidio No Tav (poi ricostruito davanti al cantiere).

A Pisa la cittadinanza, i comitati, i sindacati di base e i partiti politici che si oppongono alla politica guerrafondaia di Draghi e del PD si stanno mobilitando contro i progetti di ampliamento della base militare di Camp Darby e contro la costruzione di una nuova base militare nel territorio. Il 23 e il 26 aprile si sono tenuti due presidi nella città e il prossimo 4 maggio se ne terrà uno sotto la Regione Toscana, verso una manifestazione per il 2 giugno.

In particolare con la marcia del 16 aprile, il movimento No Tav ha preso parola rispetto alla guerra e all’economia di guerra del governo Draghi mostrando lo stretto legame tra devastazione ambientale, militarizzazione del territorio, repressione e interessi dei gruppi imperialisti che fanno capo alla Comunità internazionale. Uno degli obiettivi della marcia era denunciare la valenza militare del Tav e gli interessi a questa legati: la linea Torino-Lione dovrebbe infatti innestarsi nel corridoio di collegamento (Ten-T) Lisbona-Kiev. Il potenziamento del sistema ferroviario dall’Europa verso l’Ucraina ha dunque una funzione che va oltre il semplice trasporto di merci, e che interessa anche il trasporto di armamenti. Il movimento NO TAV ha ribadito quindi con fermezza la sua opposizione a questa grande opera inutile e dannosa e alla politica guerrafondaia e di asservimento alla NATO del governo Draghi.

Il movimento No Tav con tutti quei comitati e associazioni che si oppongono alla devastazione ambientale e la militarizzazione del territorio svolgono un importante ruolo di vigilanza su ogni territorio. Così facendo impediscono al governo Draghi, servo della NATO, e ai vari gruppi di interesse a questa legati di fare i loro affari impuniti.

Il nemico che hanno in comune è lo stesso ed è proprio il governo Draghi perchè liberarci dagli occupanti del nostro territorio significa liberarci prima di tutto di questo governo! Allo stesso modo anche la possibile soluzione è comune e riguarda il governo del paese. Il passo necessario è quindi convergere su questo stesso obiettivo e fare di ogni iniziativa, presidio, sciopero passi che marciano coordinati verso l’obiettivo di far cadere il governo Draghi rendendogli ingovernabile ogni territorio.  Ma convergere anche per iniziare a discutere su chi debbano essere i ministri di un governo d’emergenza popolare che va imposto con urgenza!

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