Si è tenuta a Napoli, in Galleria Principe, il 2 maggio l’iniziativa Contro la guerra, la propaganda di guerra e la censura. Per la libertà d’informazione. Il dibattito è stato promosso dal Partito dei CARC e ha visto la partecipazione di Giorgio Bianchi, Luigi De Magistris, Giorgio Cremaschi e altri esponenti autorevoli del mondo politico, sindacale e dell’informazione.

Perché abbiamo promosso questa iniziativa? Perché oggi?

“In Italia non c’è la censura ed è garantito il pluralismo” questo è l’assunto di tutti quelli che difendono il sistema di “informazione” di regime. Ma di quale libertà di espressione e pluralismo parliamo?

Se e quando chi solleva dubbi e propone analisi discordanti dalla propaganda di regime viene invitato a parlare, viene sistematicamente attaccato, deriso, umiliato, isolato, messo all’indice se non minacciato.

Fatti e avvenimenti vengono continuamente stravolti e mistificati. Foto e filmati di altre guerre vengono spacciati per notizie dalla guerra in Ucraina, così come filmati e foto di videogiochi vengono usati da telegiornali e trasmissioni televisive (a questo proposito vedi l’articolo Fake news e guerra in Ucraina). Foto di stragi compiute dai battaglioni nazisti vengono spacciati per attacchi dei militari russi.

Proprio la data del 2 maggio è l’anniversario della strage di Odessa, compiuta dai nazisti, quegli stessi che il governo Draghi al carro della NATO sta armando e sostenendo nel cuore dell’Europa. Il 2 maggio del 2014 compagni, giovani, donne e anziani rifugiatisi nella Casa dei Sindacati di Odessa a seguito della manifestazione di protesta contro il golpe promosso dagli USA in Ucraina sono stati massacrati e bruciati vivi dai nazisti. Bene, anche su quella strage oggi la propaganda di regime intossica e mente. Solo per esempio la pagina Wikipedia relativa passa dal descriverlo come un massacro opera di neonazisti a un rogo scoppiato a seguito di scontri tra gruppi filo-russi e sostenitori del nuovo corso politico in Ucraina.

Censura (diretta o indiretta che sia) e intossicazione fanno parte della propaganda di guerra in atto nel nostro paese.  Siamo invece convinti che servano un ragionamento approfondito e un confronto ampio per comprendere la situazione; che serva un’insorgenza civile contro i bavagli e le gogne; che serva una resistenza ampia verso chi ha già deciso per tutti che il nostro paese debba diventare vittima e carnefice al servizio di interessi e sentimenti opposti a quelli della grande maggioranza della popolazione.

Siamo convinti che comprendere la situazione e fare una giusta analisi della realtà significhi anche capire cosa fare. Siamo convinti che servono le forze e l’impegno di tutti quanti sono preoccupati per il corso delle cose per cambiarlo. Siamo convinti che lottare per l’affermazione della verità sia un pezzo della lotta per liberare il paese dal governo Darghi e imporre un governo al servizio delle organizzazioni operaie e popolari. L’iniziativa del 2 maggio è stata una tappa di questo percorso che è tutto da percorrere e alimentare con sempre più forza e convinzione. Organizziamoci per farlo.

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