Abbiamo fatto quello che andava fatto!

Come annunciato con l’appello Via dalle manifestazioni del 25 Aprile i guerrafondai e gli affaristi della guerra il 25 Aprile siamo scesi in piazza a Milano per contestare gli usurpatori della Resistenza antifascista partigiana.

I cori “Fuori la Nato dal corteo” e le voci di contestazione in piazza al PD, a Letta, al governo Draghi, ai sionisti, ai rampolli della bocconi con in mano le bandiere della Nato e degli Usa protetti dalla polizia e dai bodyguard, hanno rappresentato il sentimento sano, popolare, che ha infiammato gli animi della stragrande maggioranza dei partecipanti al corteo milanese del 25 Aprile. Il P. CARC l’ha manifestata, opponendosi alla passerella dei maggiori sostenitori dell’escalation militare in Ucraina. Decine gli striscioni e scritte sui muri contro la guerra e contro la Nato, centinaia i cartelli di condanna verso le politiche criminali del governo Draghi che in nome dell’invio di armi e dei profitti di Leonardo, Iveco Defence e le altre aziende militari italiane, ubbidiente agli ordini della Casa Bianca, salassa i lavoratori e le masse popolari italiane togliendo risorse alla sanità pubblica, al lavoro, all’ambiente, all’istruzione e facendo orecchie da mercante sulla speculazione e il carovita imposti dal “libero mercato”. Eravamo “quattro gatti”, ma che rappresentava la volontà di decine di migliaia di persone.

Il Partito dei CARC ha portato in piazza parole d’ordine chiare: fuori la NATO, i guerrafondai e il PD dal corteo del 25 Aprile!

Stampa di regime e politicanti di mestiere fingono di non aver visto e sentito che la grande piazza del 25 Aprile di Milano non è d’accordo con la linea politica del governo Draghi. E’ il loro mestiere: sostenere la linea della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti (USA, UE, sionisti e del Vaticano) e cercare di salvare il più possibile la faccia al governo e i suoi sostenitori. Ma quello che importa non è questo: quello che conta realmente è fomentare, alimentare e organizzare l’opposizione popolare alle politiche del governo Draghi, renderla strumento di lotta e organizzazione in piazza e nei luoghi di lavoro, alimentare l’ingovernabilità del paese. Per questi motivi abbiamo lanciato l’appello e provato a coordinarci su Milano per cacciare il PD dalla piazza del 25 Aprile, piazza simbolo della Liberazione e insozzata dalla presenza di Letta, Cuperlo, Speranza, sionisti e bandiere di USA e NATO. Il tentativo del PD di fare una passerella a supporto della retorica guerrafondaia del “sostegno alla resistenza ucraina” è fallito, sicuramente grazie alle contestazioni del P. CARC e dei compagni della Camera del non lavoro di Milano, che a più riprese e in punti diversi del corteo hanno aizzato le proteste contro le presenze sgradite, che sono state la manifestazione organizzata di un dissenso più diffuso e generale. Di questo ne facciamo un bilancio positivo! Ma c’è di più.

Non limitarsi ad essere testimonianza, ma strumento della lotta di classe in corso…

Le bandiere della NATO e degli USA, le bandiere ucraine col tridente e i simboli del battaglione Azov erano in testa al corteo. I continuatori dei valori della vittoria della Resistenza partigiana del 1945 erano in fondo al corteo. Anche un cieco capirebbe che l’ordine è sbagliato. Qualcuno con più arguzia capisce qualcosa in più: che le bandiere degli imperialisti UE, sionisti, USA e NATO e dei tagliagole nazisti sostenuti da questi ultimi andavano cacciate!

Oggi non basta più dire di esserci e di “fare la propria parte”. La lotta di classe infervora, ampi settori delle masse popolari e di lavoratori sono sempre meno gestibili dalla classe dominante, l’opposizione a Draghi e alle sue politiche criminali in continuità con tutti i governi delle Larghe Intese cresce in modo spontaneo. Ma affinchè questa opposizione cresca, si sviluppi, si moltiplichi c’è bisogno che i comunisti si mettano alla testa della mobilitazione popolare e se ne facciano promotori. Dalla piazza del 25 Aprile di Milano si comprende bene che i discorsi valgono poco e niente. Le masse danno retta al PD, eppure in piazza solo cori contro la sua politica guerrafondaia. La propaganda atlantista è troppo forte, eppure l’eco delle contestazioni ha risuonato lungo tutto il corteo. Dobbiamo evitare di passare noi per provocatori, eppure le provocazioni in piazza sono state le bandiere USA e NATO, i simboli del battaglione Azov e le bandiere sioniste. Non ci curiamo di 4 bandiere NATO isolate, eppure erano alla testa del corteo, sotto al palco, sostenute dalla propaganda di Beppe Sala, Enrico Letta e tutti coloro che gli reggono la coda nella propaganda di guerra.

A tutti i comunisti, a tutti coloro che vogliono farla finita con la guerra e il governo Draghi: fare del 25 Aprile una tappa per organizzare la classe operaia e i lavoratori delle aziende private e pubbliche affinché prendano in mano il destino e il funzionamento delle fabbriche, scuole, ospedali, aziende del trasporto pubblico, supermercati e dell’intero paese. Solo così possiamo costruire nuovi rapporti di forza adeguati al cambiamento che serve, a guidare operai, lavoratori, giovani e donne organizzati a conquistare il potere, a fare dell’Italia un nuovo paese socialista. Libero dai padroni, dall’oppressione e dallo sfruttamento, dal razzismo e delle guerre tra poveri: in definitiva, finire ciò che i partigiani hanno iniziato con la Resistenza.

Per farla finita con il capitalismo! Per una nuova liberazione nazionale che spazzi via gli occupanti del nostro paese (NATO, UE, Vaticano e sionisti) e instauri un governo d’emergenza delle masse popolari organizzate, per opporsi alla guerra e intervenire sui problemi urgenti del paese. Solo la classe operaia e le masse popolari organizzate possono farlo, se dirette e sostenute adeguatamente dai comunisti.

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