lunedì, Luglio 20, 2026
  • Login
Partito dei CARC
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
Partito dei CARC
No Result
View All Result

Sono i lavoratori l’unico argine allo sfascio della sanità pubblica

Redazione di Resistenza by Redazione di Resistenza
Febbraio 3, 2022
in Resistenza n. 2/2022
A A
0
0
SHARES
8
VIEWS
CondividiShare on TwitterInvia

Intervista a una lavoratrice di una RSA Lombarda

L’intervista mostra lo sfascio della sanità pubblica, ma dimostra anche che se qualcosa ancora funziona è grazie al lavoro, ai sacrifici e alle mobilitazioni degli operatori sanitari. È dalla loro organizzazione e mobilitazione che dobbiamo partire per rifondare la sanità pubblica.

Per iniziare, ci racconti delle condizioni di lavoro nella tua RSA?

La nostra mobilitazione nasce dall’aver preso coscienza del fatto che l’azienda ha approfittato dell’emergenza sanitaria Covid-19 per aumentare i suoi profitti, facendo tagli su tutto. Ad esempio sui materiali di consumo per gli ospiti: quante volte ci siamo trovati a non avere abbastanza lenzuola per cambiare i letti o a dover vestire gli ospiti con i vestiti di qualcun altro…, e quante volte siamo rimasti senza pannoloni adeguati, tanto da dover usare tovaglioli o carta igienica…. Rispetto al materiale sanitario non conto nemmeno più le volte in cui ho sentito gli infermieri/e lamentarsi di non aver mai visto una struttura così carente di dispositivi e medicinali. E per quel che riguarda i materiali e le attrezzature per la sanificazione ho sentito spesso il personale ATA lamentarsi di non avere l’occorrente necessario a sanificare come dio comanda. Sul servizio mensa poi spesso ho dovuto ridurre le porzioni affinché tutti potessero mangiare qualcosina e tagliare i frutti a metà per darli a più ospiti. Tutto questo oltre ai tagli sul personale medico, assistenziale, delle pulizie, ecc.

Questa situazione ha prodotto di conseguenza un aumento spropositato dei carichi psicofisici di lavoro e una riduzione del tempo, già scarso che possiamo dedicare a ogni nonnino/a.

Come avete fatto fronte a questa situazione?

Lavorare in queste condizioni ha determinato un malcontento generale in tutti i gruppi e le aree di lavoro e ha portato i lavoratori ad unirsi e solidarizzare tra loro. Ad un certo punto io sono entrata nel sindacato (SolCobas, ndr). Ho deciso che la prima cosa da fare era promuovere una campagna informativa affinché tutte le colleghe cominciassero a prendere coscienza dei loro diritti, delle leggi che ci tutelano. Ho anche messo a disposizione la mia conoscenza sulle buste paga per aiutarle a leggerle e a controllare ogni voce. Questo ha fatto sì che la loro paura e sottomissione (che era anche la mia) si trasformassero in forza e determinazione per battersi a testa alta contro la dittatura oppressiva e repressiva esercitata dalla Direzione.

Cresciuta la fiducia è aumentato anche il numero degli operatori iscritti al sindacato, che da 10 sono saliti a 38. Ogni giro di vite che la Direzione tenta di fare, minacciandoci con lettere disciplinari prive di fondamento, accampando richieste che non sono previste dal contratto oppure portando attacchi mirati a qualcuna di noi non fa altro che renderci più coese nella lotta. Ad oggi abbiamo fatto due assemblee sindacali fuori dalla RSA, abbiamo dichiarato lo stato d’agitazione e siamo in trattativa con l’azienda per ottenere un aumento di personale, congrue forniture di materiali e l’adeguamento dei contratti ai compiti effettivamente svolti.

In questa vostra battaglia, quali difficoltà avete incontrato e cosa avete fatto per superarle?

Via via che ci organizzavamo per contrastare questa gestione criminale della situazione da parte della Direzione, abbiamo capito che era assolutamente necessario coinvolgere nella mobilitazione i parenti dei nostri pazienti, informandoli dei soprusi che venivano e vengono perpetrati ai danni degli ospiti e degli operatori.

Infatti, con l’emergenza Covid-19, le RSA hanno tagliato fuori i parenti, che non possono più entrare in struttura e vedere cosa succede all’interno. Il meccanismo di controllo/qualità che indirettamente veniva svolto dai parenti è venuto a mancare e l’Azienda si è sentita libera di fare quello che voleva.

Secondo te, cos’è necessario fare per invertire la rotta dato che il vostro non è un caso isolato?

Quanto ho descritto sopra accade in una piccola realtà, ma purtroppo si tratta di un fenomeno in espansione a causa dello smantellamento delle istituzioni pubbliche e della mancanza di un reale controllo da parte dello Stato, che pure sovvenziona e promuove il privato per evidente tornaconto. Noi crediamo fermamente che fare fronte comune sia fondamentale e continueremo su questa strada.

Dei primi risultati li abbiamo già ottenuti: di fatto l’azienda sta provvedendo ad approvvigionarsi in maniera più adeguata rispetto ai materiali…. ma c’è ancora tanto lavoro da fare. E NOI LOTTEREMO FINO ALLA FINE.

***

DA FIRENZE

Cari compagni della Redazione,
vi scrivo dopo aver letto l’articolo sulla gestione criminale della pandemia sul numero scorso di Resistenza.
La pandemia è, ed è stata, per noi lavoratori della sanità, un’ulteriore occasione per toccare con mano le conseguenze dei tagli e della malagestione di chi ci governa.
Siamo stati eroi e poi anche disertori, quando non ci siamo più prestati agli enormi sacrifici sopportati durante la prima ondata. Siamo stati, e siamo, costretti a lavorare anche se positivi: molti, me compresa, hanno scelto di restare a casa, consumando ore di permesso e di ferie, pur di non contagiare i pazienti.
E come se non bastasse le promesse di un aumento in busta paga sono svanite nel nulla, visto il Pnrr. Questo è quello che è successo e succede ancora nelle strutture private come le RSA (della Lombardia e non solo) completamente disorganizzate, ma che vedono aumentare sovvenzioni e profitti a discapito del SSN. Ad aggravare questa situazione già drammatica, sono arrivati anche l’obbligo vaccinale e il Green Pass, misure che hanno calpestato i diritti dei lavoratori e permesso che fossero lasciati a casa tutti quelli che si sono rifiutati di adempiere un atto di fede nei confronti di un sistema che ha fatto di tutto fuorché tutelare la salute pubblica. Ci hanno messo gli uni contro gli altri soffiando sulla guerra fra poveri con false teorie scientifiche ed etiche, facendo carta straccia della nostra Costituzione e dello Statuto dei lavoratori.
Tutto questo, però, ci ha anche formati. Ha fatto maturare in noi lavoratori la consapevolezza di dover cambiare le cose, di dover abbattere questo sistema basato solo sul profitto e la speculazione.

Condividi:

  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

Mi piace:

Mi piace Caricamento in corso…
ShareTweetSendShareShareSend
Previous Post

Metasalute a un passo dal fallimento?

Next Post

Per il reintegro di Simone Casella! Colpiscono uno, colpiscono tutti! Si allarga la solidarietà

Related Posts

[Toscana] Dal teatro Puccini al corteo contro il G20, Insorgiamo e organizziamoci!
Primo piano

Il compito storico in un paese occupato

by Redazione di Resistenza
Febbraio 5, 2022
0

...

Per una nuova liberazione nazionale
Primo piano

Per una nuova liberazione nazionale

by Redazione di Resistenza
Febbraio 8, 2022
0

...

Liberazione nazionale è riappropriarsi dell’apparato produttivo

Liberazione nazionale è riappropriarsi dell’apparato produttivo

Febbraio 3, 2022
Due anni di gestione criminale della pandemia

Due anni di gestione criminale della pandemia

Febbraio 3, 2022
[Genova] Abolire il Green Pass e cacciare il governo Draghi – Intervista a Leonardo Sinigaglia di M48

Abolire il Green Pass!

Febbraio 3, 2022
Kazakistan e Ucraina: avanza la tendenza alla guerra

Kazakistan e Ucraina: avanza la tendenza alla guerra

Febbraio 3, 2022

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali

2025 P.Carc

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Gestisci Consenso Cookie

Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali
  • Log in

2025 P.Carc

%d