Abolire il Green Pass!

Introdotto dal governo Draghi a partire dal luglio scorso come lasciapassare per sedersi in bar e ristoranti, il Green Pass è stato via via esteso quando con l’arrivo della stagione fredda i contagi hanno ripreso ad aumentare. Dal 15 ottobre è diventato obbligatorio per lavorare e dal 6 dicembre anche per usufruire dei mezzi pubblici. Infine, tra il mese di gennaio e febbraio, è subentrato il Super Green Pass, concesso esclusivamente a chi ha fatto la vaccinazione o è guarito dal Covid. Senza di esso è vietato prendere i mezzi pubblici e accedere a tutte le attività non considerate strettamente indispensabili; per chi ha più di 50 anni con l’istituzione dell’obbligo vaccinale il Super Green Pass diventa la condizione sine qua non per accedere ai posti di lavoro.

Il governo ha imposto ed esteso questa misura, vendendola come quella decisiva nella lotta al virus: un sacrificio che ci avrebbe permesso di tornare alla normalità, consentendo ai vaccinati di condurre la propria vita in piena sicurezza e spingendo i restii a farsi il vaccino.

Oggi, nel bel mezzo di una quarta ondata pandemica fuori controllo, chiunque può vedere quanto quella narrazione fosse falsa.

Il risultato della gestione criminale della pandemia sono i milioni di posti di lavoro persi, la situazione disastrosa in cui versano la sanità e la scuola pubblica, l’aumento vertiginoso della povertà, i problemi psicologici che colpiscono giovani e meno giovani, i quasi centocinquantamila morti per Covid a cui si aggiunge una cifra imprecisata di decessi causati dal black-out nella prevenzione e cura di ogni altra patologia.

Fin dall’inizio, la tendenza è stata quella di deviare l’attenzione e la rabbia delle masse popolari verso un qualche capro espiatorio. Nel primo lockdown (marzo 2020) era chi andava a correre vicino a casa o i bimbi che scendevano al parco giochi; all’epoca del coprifuoco (inverno 2020) erano i giovani che uscivano la sera o chi si prendeva una birra al bar.

Con Draghi questa strategia è stata affinata e resa sistematica. Più il governo faceva la guerra ai lavoratori, più serviva qualcuno su cui scaricare ogni responsabilità e allora i non vaccinati sono diventati il nemico pubblico numero uno, quelli contro cui indirizzare l’indignazione e la collera del resto delle masse popolari, sviandola dai veri colpevoli.

Il Green Pass è uno strumento di questa strategia. NON è una misura sanitaria. È al contrario una misura politica, un’arma nelle mani dei poteri forti che occupano il nostro paese.

Non è servito a limitare i contagi, anzi non ce ne sono mai stati così tanti, ma ha consentito ai padroni di tenere aperte le aziende, di smantellare via via le misure di sicurezza e di scaricare sui lavoratori il rischio e la responsabilità delle infezioni da Covid.

Non ha debellato il virus, ma è stato efficace per fare carta straccia della Costituzione e dare le ultime picconate allo Statuto dei lavoratori, affermando l’arbitrio del governi sui cittadini e dei padroni sui lavoratori.

Se fino all’istituzione del Green Pass, almeno formalmente, era un reato discriminare un lavoratore sul posto di lavoro, oggi è legge. Il padrone verifica il lasciapassare e decide chi entra e chi no: l’arbitrio viene spacciato come una misura di sicurezza sul lavoro.

Però, per quanto manovrino e operino per dividerci, questo governo e i suoi mandanti in definitiva non possono che accrescere la ribellione delle masse popolari.

Anche il Green Pass, se da una parte ha alimentato la guerra tra poveri dall’altra è stato benzina sul fuoco della ribellione, che è montata spontaneamente in tutto il paese.

Lenin scriveva, in L’estremismo, malattia infantile del comunismo: “L’inizio di ogni vera rivoluzione sta in questo: che tra le masse lavoratrici e sfruttate, apatiche fino a quel momento, il numero degli uomini atti alla lotta politica aumenta rapidamente di dieci e persino di cento volte”.

Il movimento contro il Green Pass è stato ad oggi la più estesa e partecipata mobilitazione contro il governo Draghi. Dalla sua introduzione centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza per mesi, hanno organizzato proteste fuori dai luoghi di lavoro, si sono confrontate in assemblee.

Chiunque vi abbia partecipato ha visto che la stragrande maggioranza di esse prendeva per la prima volta parte a una mobilitazione, moltissimi erano stai fino a quel momenti “apatici”, per dirla con le parole di Lenin.

In questo senso, per le masse popolari la pandemia e la gestione criminale che ne ha fatto la classe dominante sono l’occasione per prendere coscienza che siamo in guerra e che il paese è occupato, per prendere consapevolezza della propria forza e forgiare la volontà di lottare per una nuova liberazione nazionale.

Sta al movimento comunista fare di questa ribellione una scuola per elevare la consapevolezza di chi vi partecipa, materiale per costruire organizzazione in ogni ambito e benzina per avanzare nella rivoluzione socialista che libererà definitivamente il nostro paese.

Come continuare la mobilitazione?

Per mesi si sono tenute in tutta Italia manifestazioni contro questa misura. Non sono state però sufficienti per imporne l’abolizione. Si tratta ora di fare un passo avanti e valorizzare il patrimonio di esperienza e organizzazione maturato nei mesi di lotta per:

1. mettere in campo iniziative che ne rendano inapplicabile l’obbligo: occorre organizzarsi per violare sistematicamente questa misura, secondo il principio che è legittimo tutto ciò che è nell’interesse delle masse popolari, anche se è illegale. Una legge ha valore fino a che la si rispetta;


2. allargare la mobilitazione, coordinare le lotte e rompere l’isolamento in cui cercano di confinare il movimento No Green Pass;


3. elaborare, propagandare e attuare con iniziative di autorganizzazione e di lotta, nella misura in cui le nostre forze lo permettono, un piano per fare fronte alla pandemia alternativo e contrapposto alla gestione criminale portata avanti dal governo. Sono tutti passi che in embrione il movimento contro il Green Pass sta già facendo, si tratta di attuarli sistematicamente fino a rendere la legge inapplicabile e il paese ingovernabile per Draghi e i suoi mandanti.

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