Intervista a Silvia Fruzzetti, segretaria della Federazione Toscana del Partito dei CARC, in merito alle diffamazioni del Corriere fiorentino e la lotta alla repressione

L’intervista è particolarmente importante perché mostra bene come in tutto il paese le contraddizioni alimentate dalla crisi del sistema capitalista si acuiscono. Da un capo all’altro del paese la lotta per il lavoro, contro lo sblocco dei licenziamenti e lo smantellamento del tessuto produttivo (ex Ilva, Whirlpool, Alitalia, GKN, Gianetti Ruote, Elica, ex Embraco ecc.), le lotte contro gli sfratti, per una istruzione pubblica e di qualità, contro la gestione criminale dell’emergenza sanitaria e per il potenziamento della sanità pubblica (assunzioni, nuove strutture, per una sanità territoriale, pubblica e gratuita ecc.) si moltiplicano di giorno in giorno. A queste, aggravate dall’emergenza da Covid-19, si aggiungono le proteste contro l’inefficienza dei governi a fronte della crisi climatica, le mobilitazioni contro l’applicazione del Green Pass per lavorare e tante altre mille forme di ribellione. E’ la resistenza più o meno organizzata al procedere della crisi, che cresce di intensità e con la quale i governi borghesi devono fare i conti. Non a caso prezzolati di regime si spendono con orpelli e discorsi da intellettuali nel giustificare in ogni modo l’azione e la repressione del governo Draghi contro chi oggi si mobilita per far fronte agli effetti della sua gestione del paese. Persino chi nei salotti televisivi si prodiga nel denunciare la repressione del governo Draghi, lo fa principalmente per promuovere la logica dei due estremismi: “se reprimete i fascisti, dovete reprimere anche i comunisti”. E’ in questa logica che si inquadrano gli articoli infamanti contro il P. CARC scritti dal Corriere Fiorentino del 12 e 13 ottobre scorsi, una logica che apre il campo (almeno nelle intenzioni) alla repressione poliziesca e alle persecuzioni giudiziarie contro il P. CARC ma in generale contro chiunque oggi si mobilita per far fronte agli effetti della crisi.

L’antidoto alla repressione è lo sviluppo della solidarietà: una solidarietà che si costruisce nella lotta comune per far fronte alla crisi in corso, per cacciare il governo Draghi, per sostenere la costruzione di organismi di operai e lavoratori che difendono l’apparato produttivo, per costruire un fronte di forze anti Larghe Intese disposto a cacciare il governo Draghi e farla finita con il suo governo di malfattori, speculatori ed affaristi e costruire una nuova governabilità del paese, un governo che sia espressione degli interessi delle masse popolari e che sia rappresentativo e sostenuto dalla parte più organizzata della classe operaia e delle masse popolari. Noi chiamiamo tutto ciò Governo di Blocco Popolare. La necessità di spazzare via il governo Draghi ci pone di fronte alla necessità di porci l’obiettivo della costruzione di un governo alternativo ad esso. Un governo che abbia la forza delle più avanzate mobilitazioni in corso nel paese. In questa ottica la solidarietà di classe è un aspetto decisivo per porre un confine di demarcazione chiaro tra il nemico e il campo delle masse popolari.

Nel ringraziare tutte le forze che finora si sono espresse a sostegno della Federazione Toscana del P. CARC, rilanciamo l’appello a organizzarsi in ogni luogo di lavoro, in ogni città e quartiere per cacciare il governo Draghi: contro i tentativi di criminalizzare le lotte sociali, contro il tentativo di imbavagliare la protesta che monta verso il suo operato, contro lo smantellamento del tessuto produttivo e per promuovere la riscossa di tutti i lavoratori e le masse popolari, costruiamo un fronte di organismi che collabora e unisce le forze!

La raccolta delle organizzazioni popolari, politiche e sindacali che hanno espresso solidarietà è consultabile a questo LINK, rilanciamo l’appello a esprimere solidarietà e fare fronte contro ogni attacco repressivo!

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