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[Bologna] Dalla GKN alla Logista: insorgiamo! Organizziamoci!

Federazione Emilia Romagna by Federazione Emilia Romagna
Settembre 5, 2021
in Federazione Emilia Romagna, Sezione di Bologna
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Il 31 luglio chiude il sito Logista dell’Interporto di Bologna (92 lavoratori). Il 14 agosto annuncia la chiusura l’HUB UPS di Calderara di Reno (più di 50 posti di lavoro). Il 23 agosto, 24 lavoratori di Express Courier, sempre all’Interporto di Bologna, tornano dalle ferie e trovano il magazzino vuoto. 

Questo il bollettino della guerra che i padroni muovono sul nostro territorio, a dimostrazione del fatto che le aziende, nelle loro mani, dipendono dal profitto che ne ricavano (e se non ricavano abbastanza o ne ricavano di più in altro modo, come la speculazione finanziaria, chiudono e/o delocalizzano) senza curarsi dei bisogni della collettività. 

Se poi queste aziende sono snodi di un settore nevralgico qual è la logistica, i padroni non possono tollerare la presenza di un forte tasso di sindacalizzazione e combattività: ne va dei loro profitti, è una questione di classe.

Per queste ragioni, visto anche che le merci vanno movimentate sul territorio e quindi non puoi delocalizzare, i padroni tentano di chiudere: come diceva qualche mese fa in un’assemblea Aldo Milani (coordinatore nazionale del SI Cobas) “abbiamo strappato un contratto migliorativo, ma poi hanno chiuso l’azienda” per riaprire in qualche magazzino più in là e rimandare così il problema della sindacalizzazione.

La lotta della TNT-FEDex ne è conferma e ha fatto da apripista, i cui fatti recenti hanno dimostrato il ruolo e la forza della classe operaia e che quella lotta non riguardava una singola filiera ma tutto il settore della logistica! 

Non solo: oggi la questione delle chiusure, delle delocalizzazioni non si pone per qualche singola azienda qua e là, o per un singolo settore, ma per una parte crescente dell’apparato produttivo del paese. Lo confermano centinaia di aziende, da Alitalia a Whirlpool, Gianetti Ruote, ex Embraco, Elica, Timken, Rotork Gears, San Marco Industrial, Grafica Veneta, Monte dei Paschi di Siena che si aggiungono ai tavoli di crisi al MISE già aperti. 

In questo scenario di morte lenta, risuona la parola d’ordine di riscossa lanciata dalle lavoratrici e dai lavoratori della GKN di Capi Bisenzio (FI): insorgiamo! Deve diventare la scintilla che innesca in ogni fabbrica e magazzino la costruzione di comitati, collettivi, gruppi e organizzazioni di operai, il loro rafforzamento e il coordinamento con le altre organizzazioni operaie e popolari del territorio, dando il via ad una mobilitazione ampia e decisa a porre fine al saccheggio del tessuto produttivo che crea esuberi e disoccupati.

Per queste ragioni non bisogna cadere nella trappola che apre alla sconfitta, incentivata da padroni governo e dirigenti dei sindacati di regime, di concepire le varie lotte e i vari focolai come fossero casi singoli e come se la soluzione riguardasse solo accordi in questo o quel sito produttivo. Nessuno si salva da solo e per questo è giusto spingere sul coordinamento, sull’incontro tra diverse vertenze, sulla costruzione di assemblee come quelle promosse dal collettivo GKN in diverse città (calendario in aggiornamento: clicca qui!): far valere la propria forza è una questione sicuramente pratica (quando la classe operaia si muove, il resto delle masse popolari risponde!) ma è anche una questione politica che riguarda il governo del paese!

Per farla finita con le chiusure, i licenziamenti, gli sfratti e la devastazione territoriale bisogna farla finita con i padroni e i loro governi: infatti, è il governo Draghi che da la libertà ai padroni di licenziare tramite lo sblocco dei licenziamenti mentre ricatta i lavoratori con il Green Pass. È il governo che prescrive reati in favore degli alti funzionari della Pubblica Amministrazione, partecipa all’embargo USA contro il popolo cubano, invia soldati in Africa e in Asia aumentando le spese militari piuttosto che investire in sanità pubblica. È il governo dei padroni, della UE, della NATO e del Vaticano.

Cacciare Draghi è possibile ed è anche l’unico modo realistico di cominciare a invertire il corso delle cose!

Le mobilitazioni di settembre e ottobre (l’11 ci sarà lo sciopero generale) possono e devono alimentare una mobilitazione generale contro il governo Draghi e per un governo che vieta ai gruppi industriali multinazionali di fare come vogliono, un Governo di Emergenza Popolare!

Serve un governo che vieta di usare le aziende come carte nel gioco d’azzardo della speculazione finanziaria, impedisce lo smembramento delle aziende, la riduzione del personale, il caporalato industriale col sistema delle finte cooperative, la chiusura e la delocalizzazione. Serve un governo che impone a ogni azienda che opera in territorio italiano di sottoporre a un vero Ministero dello Sviluppo Economico i propri piani industriali per ottenere il benestare dal punto di vista della qualità dei prodotti, dell’occupazione e dell’impatto ambientale.

La campagna condotta dai lavoratori e dal Comitato di Fabbrica GKN è una chiamata alla riscossa generale perché la loro vertenza non riguarda solo il loro futuro, ma riguarda quello di migliaia di operai in tutto il paese.

I lavoratori della logistica a Bologna e in Emilia-Romagna hanno costruito da dieci anni a questa parte iniziative di lotta di avanguardia, hanno ottenuto con la lotta diritti e dignità, hanno conquistato autorevolezza per i loro compagni di classe anche di altri settori. 

È a loro che qui principalmente ci rivolgiamo: fate valere questa esperienza appoggiando, rafforzando ed estendendo la campagna contro lo smantellamento dei settori produttivi di beni e servizi di tutto il paese, unitevi alla lotta della GKN e chiamate ai vostri cancelli il loro Collettivo di Fabbrica e a tutti gli altri lavoratori del paese che si mobiliteranno nei prossimi mesi con assemblee aperte a tutti in vista dello sciopero generale! 

Questo è anche il miglior modo di difendere il proprio posto di lavoro, passando dalla difesa all’attacco. 

Il Partito dei CARC è solidale con le lavoratrici e i lavoratori di Logista, UPS e Express Courier e li appoggia senza riserve: come GKN, anche queste lotte possono essere scintilla che dà fuoco alla prateria in una città, Bologna, dove il 3-4 ottobre prossimo ci saranno le Amministrative. Il vero governo della città si costruisce e si impone nei quartieri e nelle aziende!

Insorgiamo! Organizziamoci!

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