Sull’emergenza sanitaria provocata dal Covid-19 è stata imbastita una vasta operazione di intossicazione e disinformazione dell’opinione pubblica, direttamente legata agli interessi politici ed economici della borghesia che, poiché schizofrenica e contraddittoria, genera confusione, timore e sospetto nelle masse popolari.

Da comunisti non dobbiamo accontentarci dei dati e delle tesi diffusi dalla classe dominante, ma definire noi stessi delle specifiche norme di comportamento individuali e collettive sulla base di un’inchiesta seria che poggia sui dati scientifici che abbiamo a disposizione oltre che sullo studio delle pratiche sanitarie adottate soprattutto dalle autorità di quei paesi dove non sono principalmente i profitti dei capitalisti a dettare legge (Cuba, Repubblica Popolare Cinese, Venezuela e altri). Norme che ci consentano di combinare la tutela della nostra salute e di quella degli altri con la necessità di avanzare nella lotta di classe.

Per dare seguito a questo orientamento, nel mese di agosto abbiamo prodotto un opuscolo informativo sui vaccini, che va ad arricchire le quattro schede del vademecum sul Covid-19 pubblicato dal Partito la scorsa estate.

L’opuscolo fornisce alcuni dati e nozioni scientifiche rispetto al vaccino e ad altri termini oggi ricorrenti come virus, carica virale, sintomatico e asintomatico, variante.

Si analizzano quindi le caratteristiche dei vaccini a oggi esistenti, il loro funzionamento, la questione dei richiami, dei brevi tempi di sperimentazione e delle possibili reazioni avverse.

Inoltre si prendono in considerazione gli aspetti politici e sociali che determinano la produzione dei vaccini e l’andamento della campagna vaccinale, anche attraverso il confronto tra la gestione della pandemia e della campagna vaccinale nei paesi socialisti come Cuba.

Il progresso nel campo medico (o meglio l’utilizzo che si fa delle scoperte scientifiche) è infatti strettamente connesso al modo di produzione prevalente in una data società. Il capitalismo ha permesso un enorme progresso nel campo della medicina, che però mantiene il marchio della società che l’ha determinato: le cure migliori sono per chi può permettersele; l’industria medica punta al profitto, non al benessere collettivo; i farmaci sono merci e devono essere venduti, con conseguente promozione dell’abuso di farmaci, produzione di farmaci dannosi ma redditizi, ecc.

“È innegabile che il progresso in campo medico (in ogni sua fase) non è avulso da contraddizioni: le scoperte e il loro uso recano con sé anche “effetti collaterali”. (…)

Alcuni “effetti collaterali” fanno riferimento alle cose in sé e non possono essere eliminati del tutto. Un esempio pratico: tutti i farmaci hanno delle controindicazioni, tutti, nessuno escluso. (…)

Quindi per tutti i farmaci, vaccino compreso, il criterio che deve guidarci nel suo utilizzo è sempre il rapporto rischio/ beneficio.

Altri “effetti collaterali” sono causati invece dall’uso che i capitalisti e le loro autorità fanno della scienza e delle sue scoperte, uso in cui la brama di profitto fa il paio con il disinteresse per la salute delle masse popolari. (…)

Superare questo secondo tipo di “effetti collaterali” e garantire a tutta la popolazione l’accesso a cure, medicine e terapie all’altezza del livello raggiunto in campo medico attiene alla costruzione di una società nuova e superiore, il socialismo. Ma già adesso i comunisti e le masse popolari dei paesi capitalisti possono lottare per contenere i rischi e per costringere la borghesia e le sue istituzioni a prendere misure di prevenzione e protezione adeguate, possono costringerli a ritirare dal mercato farmaci dannosi, ecc.”.

Infine nell’opuscolo è sintetizzata la linea del P.CARC rispetto ai vaccini e alla campagna vaccinale sulla base di questa ricerca:

“Il P.CARC è a favore della scienza e riconosce l’utilità del vaccino. Il vaccino è uno degli strumenti da usare per affrontare con scienza e coscienza la pandemia da Covid-19, insieme alle misure di prevenzione e protezione, all’assistenza sanitaria di base, alle cure tempestive e di qualità. Non è però per l’obbligo vaccinale e ritiene legittimo che, in una società come la nostra, ci sia diffidenza verso la vaccinazione. Anche se siamo convinti che i vaccini siano una conquista per l’umanità, pensiamo sia necessario ascoltare le obiezioni mosse da quella parte delle masse popolari che li guarda con sospetto. Questa parte va educata ad acquisire una visione più scientifica dei problemi e a organizzarsi per pretendere quelle informazioni che oggi vengono negate, per esercitare un controllo dal basso sull’operato delle aziende farmaceutiche e delle istituzioni, per essere protagonista del cambiamento necessario.

RITENIAMO CHE DEBBANO VACCINARSI, previa consultazione col proprio medico di fiducia (che è al corrente delle nostre patologie, delle terapie a cui siamo sottoposti e delle nostre allergie): 1. tutti i soggetti sopra i 50 anni e fragili (anziani, portatori di patologie il cui stato può essere maggiormente compromesso contraendo il Covid-19); 2. coloro che sono a contatto con soggetti fragili (chi ci vive insieme o li frequenta, lavoratori nelle RSA, ospedali, comunità, ecc.); 3. chi per il lavoro che fa ha maggiori possibilità di contrarre il virus (operai di grandi aziende e di settori a rischio come la logistica, servizi rivolti al pubblico come sportelli, grande distribuzione, ecc.). Chi si vaccina deve pretendere attenzione da parte del medico vaccinatore che è tenuto a svolgere un’accurata anamnesi (oltre a essere un atteggiamento responsabile, un’anamnesi accurata può evitare conseguenze importanti sia a chi si vaccina che a chi vaccina).

NON CONSIGLIAMO DI FARE LA VACCINAZIONE 1. a persone di età inferiore ai 19 anni, 2. alle donne in gravidanza o in fase di allattamento. In questi casi il rischio per la salute del vaccinato è superiore al beneficio. Molti scienziati, medici e governi si sono già espressi in tal senso: vanno infatti fatte ulteriori sperimentazioni, per valutare i rischi che possono manifestarsi nel lungo periodo. Inoltre nel primo caso numerose ricerche e istituti convergono nell’affermare che i minori in linea di massima si limitano all’infezione senza manifestare la malattia (sono asintomatici).

NON DEVONO FARE LA VACCINAZIONE tutte le persone che hanno allergie specifiche verso questo tipo di trattamento medico”.

L’opuscolo informativo sui vaccini è chiaramente suscettibile di modifiche e miglioramenti a cui chiamiamo ognuno di voi a contribuire scrivendo a carc@riseup.net

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