Da quando è stata annunciata l’introduzione del Green Pass, alla fine di luglio, sono scese in piazza decine di migliaia di persone per protestare contro questa misura. Pure senza grandi organizzazioni alle spalle, mobilitazioni e presidi si sono tenuti con regolarità tutte le settimane in ogni città del paese, da Treviso a Palermo, da Torino a Taranto. È impossibile elencarle tutte.

I media di regime hanno immediatamente provato a criminalizzare le manifestazioni, presentandole come proteste di esaltati, di complottisti e fascisti.

Da comunisti non possiamo prendere per buono quello che passa la propaganda di regime, soprattutto quando si tratta di mobilitazioni che coinvolgono un così ampio numero persone. Dobbiamo fare inchiesta per definire una nostra linea indipendente.

Siamo quindi intervenuti in diverse manifestazioni, principalmente a Milano, Massa e Napoli, con l’obiettivo di capire chi erano i promotori, i partecipanti e quale fosse la composizione di classe.

Abbiamo anche prodotto un opuscolo sulla questione vaccini e Green Pass, per definire chiaramente la nostra posizione sulla base di dati oggettivi e scientifici.

A Milano siamo intervenuti in tre manifestazioni. Alla prima, che si è tenuta sabato 24 luglio, siamo andati senza volantini o strumenti di propaganda, mettendo al centro l’obiettivo dell’inchiesta. Abbiamo trovato una piazza con migliaia di persone, composta nella stragrande maggioranza di lavoratori, con presenza anche di numerosi vaccinati, ma contrari al Green Pass, e dove fascisti ed esaltati erano relegati a un ruolo marginale.

Alla seconda, infrasettimanale, abbiamo partecipato con un volantino non firmato (la manifestazione era espressamente apolitica), che faceva appello a mobilitarsi per cacciare il governo Draghi, ad insorgere sull’esempio della GKN. La manifestazione era strutturata attorno a due concentramenti, a ognuno dei quali hanno preso parte alcune centinaia di persone.

Il primo, il meno numeroso, era più orientato verso posizioni di destra. Il secondo, più spontaneo e partecipato, non aveva un indirizzo politico definito. In entrambi abbiamo comunque distribuito senza difficoltà centinaia di volantini confrontandoci con i presenti e trovando numerose persone interessate alla linea che portavamo.

Alla terza, il 20 agosto, siamo andati con un volantino non firmato che indicava con più decisione la necessità di legare le mobilitazioni contro il Green Pass a quelle per la sanità pubblica e soprattutto a quelle della classe operaia: alle proteste contro le discriminazioni nelle mense aziendali, alla lotte contro i licenziamenti, alla costruzione dello sciopero generale dell’11 ottobre. Abbiamo raccolto numerosi contatti, i volantini sono andati via come il pane e il commento prevalente è stato: “Finalmente qualcuno che porta dei volantini”. In diversi ne hanno chiesti da distribuire a loro volta.

A Massa siamo intervenuti in due manifestazioni, cogliendo anche l’occasione per promuovere la Festa nazionale della Riscossa Popolare che si teneva in città a inizio agosto.

Anche qui la prima piazza era organizzata dalla destra. Abbiamo comunque portato le nostre parole d’ordine, riscontrando una partecipazione genuinamente popolare: i partecipanti non erano lì tanto per affinità politica con la destra, ma piuttosto perché coglievano l’occasione per protestare contro una misura ingiusta e contro il governo percepito come un nemico.

Nella seconda, meno orientata politicamente, abbiamo trovato un ambiente ancora più favorevole, raccogliendo contatti, confrontandoci con numerosi lavoratori presenti, vendendo una decina di copie di Resistenza.

È importante sottolineare che, nell’intervallo di tempo intercorso tra le due manifestazioni, abbiamo affrontato al nostro interno diverse discussioni sulla linea da tenere e abbiamo studiato il vademecum prodotto dal nostro Partito. Quindi il nostro atteggiamento alle diverse manifestazioni è stato differente: sulla difensiva nella prima, propositivo e d’attacco nella seconda.

Anche a Napoli abbiamo partecipato a due manifestazioni. Alla prima con un volantino, pure qui senza simbolo, distribuendone centinaia di copie in pochi minuti. Alla seconda con le nostre bandiere, raccogliendo da tanti presenti commenti positivi sulla presenza di bandiere rosse in piazza: “Era ora che i comunisti prendessero posizione su questo tema!”.

Queste prime esperienze confermano che è giusto partecipare alle manifestazioni NO Green Pass. I comunisti devono intervenirvi: per sbarrare la strada alla guerra tra poveri e per non lasciare campo libero ai fascisti; per farne ambito di lotta a sostegno della sanità pubblica; per promuovere il coordinamento tra le lotte; per cacciare Draghi.

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