Nelle scorse settimane il Vaticano ha preso parola sul Ddl Zan. L’ha presa in maniera ufficiale con una lettera indirizzata al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio e al ministro degli Esteri. Il contenuto della lettera è un’ingiunzione a modificare il disegno di legge Zan perché per il suo contenuto attuale viola il Concordato tra Stato e Vaticano in quanto lede la libertà della Chiesa di Roma di svolgere la sua attività “di evangelizzazione”, vale a dire la libertà che gli è propria di promuovere – sotto la coltre di ipocrisia – la doppia oppressione di donne e omosessuali e di qualsiasi altra forma di vessazione verso le masse popolari. Al di là del contenuto effettivo del Ddl e del fatto che rappresenti realmente una misura utile all’emancipazione di donne, omosessuali e minoranze di ogni tipo, di sicuro c’è che la vicenda mette bene in luce il ruolo che il Vaticano ha nel governo del paese.

Il Vaticano non è certo nuovo e questo tipo di ingerenze, anche se tendenzialmente – a meno non sia costretto a intervenire così apertamente – svolge il suo ruolo in maniera occulta. È bene precisare che non si tratta di un discorso di morale, né tantomeno di fede individuale. La questione è il governo del paese! La Chiesa di Roma è il gruppo di potere economico e politico più influente nel nostro paese ed è di fatto il governo occulto e di ultima istanza a cui le istituzioni italiane obbediscono. La repubblica italiana è una vera e propria Repubblica Pontificia che si poggia sul ruolo che il Vaticano ha assunto nella storia del nostro paese e nello specifico dalla fine della seconda guerra mondiale (vedi Eliminare il Vaticano! Note nell’anniversario dei Patti Lateranensi).

Il suo ruolo di governo occulto dentro le istituzioni e nel governo dei territori si palesa in ogni ambito della vita delle masse popolari. Basti pensare alle quotidiane ingerenze all’interno del SSN che rendono carta straccia leggi e conquiste come il diritto all’aborto e il diritto a una vita e una morte dignitosa; basti pensare al ruolo che hanno nella gestione speculativa dell’accoglienza degli immigrati (che gestiscono direttamente, oppure tramite associazioni ed enti) che va ad alimentare lo sfruttamento lavorativo; basti pensare, ancora, al patrimonio immobiliare e alle esenzioni fiscali con cui la Chiesa di Roma gode a sbafo delle masse popolari italiane da oltre un secolo; basti infine pensare al ruolo del Vaticano nella gestione dell’emergenza sanitaria, dalla rete di strutture sanitarie private finanziate lautamente a scapito del SSN e mai requisite, alle scuole e strutture private che gestiscono mai messe a disposizione per riaprire le scuole pubbliche. Non è un caso che si legga su tutti i giornali dell’enorme equipe di medici che all’ospedale Gemelli di Roma – alla faccia di chi muore per malasanità e in attesa dello scorrimento delle infinite liste d’attesa – ha operato papa Bergoglio con i soldi nostri issando senza un briciolo di pudore la bandiera del Vaticano davanti all’ospedale! Non è un caso se le chiese sono state le prime a riaprire – a fronte di musei, cinema e scuole chiuse – seconde solo alle aziende per le ingerenze di Confindustria.

A fronte quindi dell’ultima ingerenza pubblica del Vaticano nell’ambito delle decisioni sui diritti delle masse popolari, si sono immediatamente mobilitati associazioni e comitati che lottano per la conquista dei diritti civili, associazioni e comitati che da anni combattono il ruolo di potere del Vaticano, come l’UAAR. Si sono moltiplicate le iniziative, le mobilitazioni di piazza, le prese di posizione da parte di personaggi pubblici e organizzazioni comuniste come quelle del PCI e del PCL. Le parole d’ordine che sono rimbalzate nelle piazze e nei media sono quelle giuste: abolire il Concordato, abrogare l’articolo 7 della Costituzione che lo tutela!

Per dare gambe a queste parole d’ordine e farla finita con le ingerenze del Vaticano e con il suo ruolo occulto serve un governo che sia deciso ad attuarle. Non sarà infatti il governo Draghi a farlo, come nessun altro governo delle larghe intese, espressione diretta del connubio di potere tra Vaticano, gruppi imperialisti nostrani e stranieri (Usa, UE e sionisti) e criminalità organizzata, governi e autorità che dopo la propria nomina passano presso la “Santa Sede” per il baciamano al papa come segno di fedeltà e obbedienza, al pari delle cricche mafiose. Il primo passo da fare per farla finita con la Chiesa di Roma e il suo apparato di potere è quindi quello di unire e far confluire le mobilitazioni in atto nella lotta per far cadere questo governo, a loro fedele. Fin tanto che al governo del paese ci saranno Draghi e la coalizione delle larghe intese che lo sostiene, non sarà l’approvazione del Ddl Zan a garantire diritti civili alle masse popolari perché il ruolo occulto del Vaticano nel suo sabotaggio capillare continuerà impunito, fino a renderla una legge su carta come avviene per il resto dei diritti: basti pensare alla lotta ancora accanita contro l’aborto che la Chiesa porta avanti tramite gli obiettori di coscienza nelle strutture pubbliche, rendendo l’aborto in molti casi un diritto formale.

La via da imboccare adesso, nell’immediato, è quindi attaccare senza riserve il governo del gesuita Draghi – apertamente legato alla Chiesa di Roma – e mobilitarsi contro ogni legge antipopolare che prova ad attuare fino a rendergli ingovernabile ogni città, fino a farlo cadere. Il loro governo di emergenza deve essere sostituito con un governo di emergenza che sia scelto dagli operai, dai lavoratori, da chi combatte per i diritti e che sia composto da tutti quelli che sono decisi ad andare fino in fondo nella rottura con il potere medievale che governa il paese.

Da dove partire?

L’unione è la prima e più forte arma contro il nemico comune!

Unire e combinare le mobilitazioni per i diritti civili a quelle contro lo sblocco dei licenziamenti e contro la morte lenta delle aziende come Alitalia, ex Ilva e Whirlpool. Unirsi a operai e sindacati che quotidianamente sono in lotta davanti alle aziende e nelle piazze e chiamare loro ad unirsi alle mobilitazioni per i diritti civili! Il lavoro è uno dei principali ambiti di oppressione delle donne e di ogni elemento delle masse popolari, in qualsiasi identità sessuale si riconosca; ambito di discriminazione in cui l’oppressione pesa doppio per donne, appartenenti a comunità LGBT e immigrati! È l’ambito decisivo su cui far cadere Draghi e il suo governo precario. Diritti civili e lavoro sono legati a doppio filo e fanno parte della stessa battaglia contro chi affama e uccide oggi le masse popolari.

Questo non basterà per farla finita con il Vaticano e con la Repubblica Pontificia, ma è un primo passo per rendergli impossibile la vita e la direzione occulta del paese. Allo stesso tempo dobbiamo costruire il fronte delle forze sane, popolari, che animano le mille battaglie in corso e che chiamiamo a mobilitarsi per prendere in mano la direzione della società.

Per abolire il Concordato, per ricacciare indietro le ingerenze del Vaticano, cacciare Draghi e imporre un governo d’emergenza delle masse popolari organizzate, il Governo di Blocco Popolare!

10, 100, 1000 mobilitazioni per rendere ingovernabile il paese a Draghi e rendergli impossibile muovere un passo!

Liberarsi della cupola del Vaticano. Liberarsi dagli oppressori, conosciuti e occulti!

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