Nel mese di febbraio ricorre il novantunesimo anniversario della stipula, da parte del governo fascista e della Corte Pontificia, dei Patti Lateranensi (11 febbraio 1929) e della relativa convenzione finanziaria. Con essi la borghesia italiana riconosce la sovranità particolare della Chiesa in cambio della rinuncia da parte di quest’ultima a ricostituire il vecchio Stato Pontificio e del suo impegno ufficiale (ma privo di ogni valore sostanziale) di fedeltà alle autorità dello Stato italiano. La firma dei Patti Lateranensi determina un salto di qualità nella condizione di Stato “a sovranità limitata” che da secoli caratterizza il nostro paese.

Come si è arrivati alla stipula dei Patti Lateranensi. Il potere di cui il Vaticano gode in Italia affonda le sue radici nella millenaria storia della Chiesa di Roma. Nel periodo della Controriforma (XVI secolo), in particolare, la Chiesa si mette alla testa delle vecchie forze feudali nella battaglia contro la borghesia e, pur fallendo l’obiettivo di contrastare a livello internazionale la svolta determinatasi con la Riforma Protestante che aveva sottratto al papato il potere su gran parte dell’Europa, riesce a soffocare lo sviluppo della borghesia italiana, in quel momento all’avanguardia in Europa. La Controriforma, bloccando l’estensione dei rapporti sociali capitalistici, impone di fatto un nuovo ordinamento sociale diretto dalle vecchie classi feudali che avevano trascinato nella decadenza l’intero paese rendendolo debole, diviso e frammentato. Solo 160 anni fa all’incirca, tra il 1848 e il 1870, e solo a causa dei sommovimenti che caratterizzano l’Europa in quella fase, la borghesia italiana costituisce uno Stato unico e indipendente. Tuttavia, data la sua debolezza, non riesce ad eliminare completamente le residue forze feudali e deve accordarsi con esse, conservandone i privilegi e garantendo le loro relazioni sociali.
L’entrata del capitalismo nella fase imperialista e l’avanzata del movimento comunista a livello internazionale (Rivoluzione d’Ottobre) e anche in Italia (Biennio Rosso) rendono necessario per la borghesia cementare l’alleanza con la Chiesa contro la classe operaia e le masse popolari poiché anche il tentativo, portato avanti attraverso il regime fascista, di stabilire un’egemonia diretta della borghesia sulle masse popolari italiane ha fallito l’obiettivo.
Mussolini deve scendere a patti con la Chiesa e concederle una serie interminabile di regalie e privilegi, riconosciuti ufficialmente nei Patti Lateranensi: 750 milioni di lire in contanti a compensazione delle imposte sfumate con la fine del vecchio Stato Pontificio, 1 miliardo di lire in titoli del Tesoro al 5% al portatore, una lunga lista di proprietà, il riconoscimento della religione cattolica come religione di Stato e il suo insegnamento obbligatorio nelle scuole statali.

I Patti Lateranensi nella fase della Repubblica Pontificia. Con la disfatta del fascismo dopo la fine della seconda guerra mondiale i gruppi imperialisti USA, usciti vincitori dalla guerra, si affidano al Vaticano per arginare l’avanzata del movimento comunista. La borghesia italiana si piega di buon grado, abbandonando ogni velleità di governare il paese che diventa così quella che noi chiamiamo Repubblica Pontificia, una sorta di monarchia costituzionale “non dichiarata”. Attraverso la Democrazia Cristiana, prima, e tramite i partiti delle Larghe Intese, poi, il Vaticano governa da allora l’Italia, uno Stato laico e indipendente solo nella forma.
I Patti Lateranensi vengono addirittura inseriti nella Costituzione con il consenso del PCI revisionista. Nel febbraio del 1984, con gli “accordi di Villa Madama” tra il governo di Bettino Craxi e il Vaticano, il patto tra Stato e Chiesa è sottoposto a parziale revisione: il cattolicesimo non è più considerato religione di Stato, ma nuovi e maggiori vantaggi economici e politici vengono riconosciuti al Vaticano. Con l’8 per mille i contributi economici alla Chiesa, non più basati sul meccanismo della “congrua” (una sorta di stipendio che lo Stato italiano fino al 1986 riconosceva ai preti), diventano volontari. Stabilendo poi che le donazioni non espressamente destinate allo Stato o ad altri enti vengano redistribuiti in base alle scelte espresse dai contribuenti di fatto si è favorita la Chiesa che col tempo ha visto aumentare esponenzialmente le risorse a sua disposizione.
Inoltre, l’inserimento negli accordi della parificazione tra le scuole private cattoliche e le scuole pubbliche, in seguito sancita dalla legge sulla parità scolastica promulgata nel 2000 dal governo D’Alema e poi confermata e rafforzata dai successivi governi delle Larghe Intese, costituisce un ulteriore beneficio concesso alla Chiesa in palese violazione della Costituzione (che stabilisce che l’istituzione di scuole private non deve comportare oneri per lo Stato).

Conclusioni. Il Vaticano è “di gran lunga la più grande multinazionale che oggi esista al mondo”. Non c’è ambito in cui esso non abbia interessi e non disponga di una vastissima e ramificata rete di contatti e relazioni: dalla finanza all’industria bellica, dall’edilizia alla scuola, dallo sport alle attività ricreative. Dietro la Chiesa si celano traffici, trame oscure, guerre intestine, crimini e ruberie di un apparato parassitario che costituisce uno dei pilastri del sistema imperialista mondiale, insieme ai gruppi imperialisti americani, europei e sionisti. Papa Bergoglio, presentato come il campione della lotta contro i mali del mondo, il volto sociale e preoccupato nei confronti delle masse popolari, è solo lo strumento per salvaguardare il ruolo del Vaticano .

L’argomento trattato sinteticamente in quest’articolo è approfondito nell’opuscolo Il futuro del Vaticano – Edizioni Rapporti Sociali, settembre 2007.

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