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[Firenze] No alla sorveglianza speciale! Solidarietà alla compagna dell’occupazione di Via Corsica!

Federazione Toscana by Federazione Toscana
Aprile 11, 2021
in Federazione Toscana
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Il prossimo 14 aprile si svolgerà al Tribunale di Firenze un’udienza per decidere se applicare la misura della sorveglianza speciale a una compagna dell’occupazione di Viale Corsica che ha partecipato alla manifestazione in piazza del 30 ottobre a Firenze e per la quale sono stati già denunciati, condannati a sanzioni e misure restrittive decine di altri compagni.

Tutte queste misure sono volte non tanto a punire i presenti alla manifestazione del 30 ottobre 2020 contro gli insensati DPCM del governo, ma a stroncare delle realtà cittadine che si organizzano dal basso. Sono quindi condanne politiche a tutti gli effetti.

La sorveglianza speciale è solo l’ultima delle misure richieste contro i compagni, misura tanto più infame se inquadriamo cosa vuol dire “sorveglianza speciale”. La legge 1423 del 27.12.1956 intitolata “Misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità” è stata successivamente modificata dal D.L.vo n. 159 del 2011 e nuovamente rubricata “Codice Antimafia”. È una misura che nei fatti non va a punire un reato, ma a cercare di prevenire che essi vengano messi in atto. È quindi una misura basata non su fatti ma su supposizioni, che la classe dominante sta usando sempre di più negli ultimi anni non contro mafiosi e affini, ma contro militanti politici e masse popolari che si oppongono e cercano di trovare delle soluzioni alla crisi nella quale la borghesia e il sistema capitalista sprofondano l’umanità. È il tentativo di tagliare le gambe a ogni singolo e organismo che è o può diventare un punto di riferimento per l’organizzazione delle masse popolari; prova ne sono, per esempio, la criminalizzazione di movimento come il NO TAV e il NO TAP o le recenti azioni repressive che hanno visto coinvolti operai del Si Cobas o i compagni del CALP di Genova. Mentre i veri criminali alla Benetton, Verdini, Fontana, e chi più ne ha più ne metta, possono continuare impunemente coi loro sporchi affari e speculazioni.

Il problema per lo Stato della Repubblica Pontificia non sono i criminali e i malavitosi, ma le masse popolari che si organizzano!

Il regime di sorveglianza speciale impone, «di vivere onestamente, di rispettare le leggi, e di non allontanarsi dalla dimora senza preventivo avviso all’autorità locale di pubblica sicurezza; prescrive altresì di non associarsi abitualmente alle persone che hanno subito condanne e sono sottoposte a misure di prevenzione o di sicurezza, di non rincasare la sera più tardi e di non uscire la mattina più presto di una data ora e senza comprovata necessità e, comunque, senza averne data tempestiva notizia all’autorità locale di pubblica sicurezza, di non detenere e non portare armi, di non partecipare a pubbliche riunioni», tutto questo per un tempo che va da 1 a 5 anni.

E queste sono considerate misure preventive e non punitive! Diciamo noi che sono un chiaro attacco politico a cui politicamente bisogna rispondere!

Il Codice Penale italiano, che deriva ancora in gran parte dal codice Rocco steso durante il fascismo, e le misure che da esso derivano come la sorveglianza speciale, sempre di più vengono utilizzati e modificati dalla classe dominante e dai suoi apparati per cercare di impedire l’organizzazione dal basso dei lavoratori, degli studenti, degli abitanti dei quartieri. Questo, insieme alla consapevolezza che la legge non è uguale per tutti, ci insegna che determinate misure che non fanno gli interessi delle masse popolari vanno non solo contestate ma anche violate in modo organizzato.

Ognuno di noi vede gli effetti che un anno di gestione dell’emergenza Covid da parte della classe dominante ha prodotto sulle masse popolari italiane e non, ha visto aggravarsi le già precarie situazioni di vita e di lavoro e il restringimento arbitrario delle libertà costituzionali. Tutto questo non per sconfiggere la pandemia (a più di un anno dall’inizio del Covid siamo più o meno allo stesso livello di morti e contagi…), ma per cercare di salvaguardare gli interessi dei grandi capitalisti, di Confindustria e simili. Le masse popolari hanno fatto esperienza pratica del fatto che la difesa dei loro interessi è incompatibile con la difesa degli interessi dei capitalisti. Infatti anche la mobilitazione delle masse popolari nell’ultimo anno contro gli effetti della crisi è cresciuta e con questa anche la repressione della borghesia.

Misure come quella richiesta per la compagna del Corsica vanno violate con il sostegno di tutti, perché la repressione contro le masse popolari non è una questione del singolo individuo, ma una cosa che riguarda tutta la collettività. Per questo è sempre più necessario proseguire nella mobilitazione e organizzazione per opporsi alle misure “di lacrime e sangue” che il governo Draghi attua e proverà ad attuare e contemporaneamente cominciare a gestire dal basso parti crescenti della vita sociale a partire dai quartieri, dalle scuole, dalla sanità e dai luoghi di lavoro.

Solo le masse popolari possono e devono imporre i loro interessi e imprimere un corso nuovo alla società.

Per questo esprimiamo la massima solidarietà alla compagna del Corsica e invitiamo tutti a partecipare al presidio sotto al Tribunale di Firenze del 14 aprile alle ore 9:30 e all’iniziativa del giorno precedente organizzata dal collettivo Rosso Malpolo al plesso universitario di Novoli, sempre sul tema della sorveglianza speciale.

La repressione dei compagni riguarda tutti noi, facciamo quindi fronte comune per opporci! Solidarietà alla compagna del Corsica!

P.CARC, Federazione Toscana

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