Rilanciamo l’intervista (più sotto) a Paolo di Priorità (PAS) alla Scuola Bologna raccolta in occasione del presidio di PAS del 12 marzo.

Con l’emergenza sanitaria scatenata dal Covid-19 le istituzioni hanno letteralmente abbandonato a sé stesso il mondo della scuola e dell’istruzione. Lasciano aperte tutte le aziende mentre chiudono le scuole e lasciano ai genitori il compito di farsi carico delle contraddizioni che la loro scellerata gestione della pandemia e della società ha generato. Il governo Draghi non vuole far altro che proseguire nello smantellamento dell’istruzione pubblica sulla pelle dei lavoratori della scuola, di studenti e famiglie e quindi promuovere una didattica sempre più di classe ed escludente. Questo perché l’istruzione, come anche la sanità pubblica, è campo di speculazione per la classe dominante e non ha interesse alcuno al suo effettivo funzionamento (la classe dominante, quella che si arroga il privilegio di pensare e decidere, si forma nelle scuole private).

È necessario tenere aperta la scuola e rigettare la DAD. Nei prossimi mesi sarà questa la battaglia decisiva per la difesa e la ricostruzione dell’istruzione pubblica. Per farlo dobbiamo costruire in ogni scuola comitati di insegnanti genitori e studenti per:

  • un controllo popolare sull’entità e l’impiego del Recovery Found, perché non sia ennesimo campo di speculazione (con la didattica digitale) ma perché vengano usati per strutture, spazi e assunzioni;
  • vigilare sull’attuazione delle misure di sicurezza, che ne individuino loro di adeguate, (come hanno già dimostrato di saper fare) e per una battaglia per un punto medico in ogni scuola;
  • trovare autonomamente in ogni quartiere e città gli spazi necessari alla scuola pubblica e all’abolizione delle classi pollaio (dalle ex caserme, agli edifici pubblici abbandonati, fino agli spazi della chiesa e delle scuole private!) e promuovere ispezioni popolari in questi spazi chiamando in causa anche eletti e non, esponenti della società civile che hanno a cuore la scuola pubblica perché usino il loro ruolo per mettere al servizio della scuola pubblica gli spazi individuati;
  • imporre quindi l’assunzione di tutti gli insegnanti precari e esternalizzati. Gli esempi di DPCM in questi mesi non mancano e nemmeno esempi passati di stabilizzazioni “straordinarie” degli insegnanti.
  • Legarsi ai lavoratori e alle lavoratrici per nella lotta per estendere e rendere accessibile e di massa il congedo parentale e i sussidi per i genitori che lavorano.

Invitiamo in particolare PAS Bologna a dare solidarietà alle lavoratrici della Yoox dell’Interporto che da un anno portano avanti una battaglia per avere un orario di lavoro compatibile con le esigenze dei loro figli. Prendere esempio da PAS Prato che in questi giorni ha dato la solidarietà ed è intervenuto nelle mobilitazioni promosse dai lavoratori della Textprint nel settore tessile: appoggiare le lotte di tanti genitori che vivono una realtà di sfruttamento in città! A Prato si organizzano corsi di italiano davanti alle aziende!

Facciamo della giornata del 26 marzo una giornata di lotta e di coordinamento dei lavoratori della logistica, dei sanitari, dei riders, degli insegnanti e di tutti quelli che si mobilitano contro il governo Draghi per le misure negli interessi delle masse popolari!

LA SCUOLA NON SI CHIUDE!

Buona visione!

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