Da ieri mattina gli studenti dell’istituto “Ferraris” di Scampia hanno avviato uno sciopero con presidio fuori la scuola, sostenuto anche dagli insegnanti e dalla stessa preside, che proseguirà anche nelle giornate di oggi e di domani.
Motivo dello sciopero è l’insostenibilità della Didattica Integrata (DID: 50% di studenti in presenza e 50% a distanza, con turni a rotazione) in virtù dei problemi di connessione causati dalle inadempienze dell’azienda cui la scuola si è affidata.
In sintesi, la situazione è questa: chi sta in classe riesce a seguire le lezioni, chi sta a casa una volta rientrato in classe è costretto quasi sempre a chiedere che le spiegazioni vengano ripetute e il più delle volte rimane indietro. Per questo motivo gli studenti e gli insegnanti si battono non solo per il ripristino della connessione ma anche per una soluzione chiara: o si mette la scuola in condizione di riaprire in presenza e in sicurezza per tutti o a questo punto meglio il ritorno alla DAD.
La situazione del “Ferraris” è emblematica di come il governo e gli enti locali hanno gestito la riapertura delle Scuole Medie Superiori, in particolare in Campania.
È evidente che le istituzioni non sanno che pesci prendere, dato che le decisioni vengono prese di settimana in settimana e non sono suffragate da alcuna base scientifica. Ma è ancora più evidente come non ci sia interesse alcuno a salvaguardare l’istruzione pubblica da parte del governo né del governatore De Luca, finora intento piuttosto ad attaccare genitori e studenti e a tenere le scuole chiuse più che in ogni altra regione.
Infatti nemmeno in questi mesi di ulteriore chiusura sono stati trovati nuovi spazi per fare lezione ed evitare assembramenti ed è stato fatto ben poco per adeguare i trasporti pubblici alle norme anti-Covid e alle esigenze degli studenti (il “piano trasporti” è fuffa). Le scuole sono state chiuse non per evitare i contagi, ma perché adeguarle alle norme contro la pandemia (assunzione di personale, aumento di autobus e treni e delle corse, ampliamento delle aule, ecc.) costava troppo! Abbiamo visto zone gialle, arancioni, rosse… l’unica costante sono state le scuole chiuse o quasi: come in primavera le prime a serrare le porte e le ultime a riaprire, dopo aver dato il via libera allo shopping natalizio, alle messe e via dicendo.

Il Partito dei CARC appoggia lo sciopero degli studenti del “Ferraris”, sostiene il collettivo studentesco e invita a proseguire la battaglia insieme agli insegnanti:
– individuando direttamente, dal basso, soluzioni per risolvere i problemi della scuola (tramite la mobilitazione diretta di tecnici, ecc.)
– coordinandosi con la lotta in corso nelle altre scuole della città e mettendo in relazione lo sciopero con la mobilitazione studentesca nazionale di oggi.

È essenziale prendere dal basso misure che mirino a salvaguardare l’istruzione pubblica, ma l’unico modo per far diventare permanenti e sviluppare ulteriormente queste conquiste – e porre fine al catastrofico corso delle cose – è lavorare per superare il capitalismo. Instaurare un nuovo sistema di rapporti nella società alla base del quale vi è la proprietà e gestione pubblica (nel senso che è di tutti) dei servizi essenziali come la scuola è la soluzione. Questa soluzione si chiama socialismo!

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