Le buone ragioni per dire NO al governo Draghi sono migliaia. L’elenco è talmente lungo che sarebbe la sintesi delle angherie subite dalle masse popolari italiane negli ultimi 40 anni di governo alternato dei partiti delle Larghe Intese (polo PD e polo Berlusconi). Alcune di queste sono ben sintetizzate da Silvio Tecce, operaio della Piaggio di Pontedera (PI) in un suo video messaggio da elettore del M5S e da operaio. E’ il momento di portarle in tutte le piazze del paese, con presidi, banchetti, cortei, striscionate, manifestazioni di ogni sorta!

Accettare l’installazione del governo Draghi vuol dire collaborare attivamente a riconsegnare il paese nelle mani delle Larghe Intese.

Stanti i numeri in Parlamento, senza l’adesione del M5S difficilmente le manovre di Mattarella, della Troika e della NATO avranno successo. E anche se lo avessero, l’accrocchio che ne viene fuori sarebbe una soluzione precaria e avrebbe vita breve.

Nonostante tutti i giornali e le televisioni di regime diano per certa l’installazione di Draghi (un altro “salvatore della Patria”), la partita non è ancora decisa.

E’ necessario muovere tutto ciò che è possibile muovere per spingere i portavoce del M5S in Parlamento a votare contro Draghi e il suo programma del “pilota automatico” camuffato da programma “del buon senso”.

Indichiamo senza troppi fronzoli a tutti i simpatizzanti, gli iscritti e gli attivisti del Movimento 5 Stelle di firmare la lettera che riportiamo in appendice, scritta dai promotori e partecipanti al “VDAY – No Draghi” che si è svolto on line ieri sera. Indichiamo loro inoltre di mobilitarsi subito: bisogna che i promotori e i sottoscrittori prendano l’iniziativa di andare in piazza e chiamare alla piazza quell’ampia parte di “base” del M5S (attivisti, ex attivisti, elettori, ex elettori…) e dare vita a manifestazioni, presidi, banchetti per far pesare la loro ribellione ai vertici del M5S che stanno facendo le moine a Draghi! La lettera è un ottimo segnale, ma da sola non basta, nonostante le prese di posizione e le piccole iniziative dei giorni scorsi abbiano già messo in difficoltà Di Maio e gli esponenti concordi con l’installazione di Draghi.

Indipendentemente da quale sarà l’esito delle votazioni su Rousseau (se e quando ci saranno: sono state indette e poi revocate e poi annunciate ancora in orario indefinito: anche questo balletto è la dimostrazione dell’operazione sporca che stanno compiendo i vertici del M5S) il NO a Draghi è la sola strada per non disperdere il patrimonio di partecipazione e attivismo di un Movimento che ha perso l’anima strada facendo ad opera di politicanti che hanno rinnegato tutto. Sostenere il governo della Troika è l’ultima porcata!

Se tornare nelle piazze, legarsi ai cittadini, farsi promotori delle mille resistenze agli intrighi di palazzo vuol dire creare nel M5S una corrente alternativa ai fautori della “linea governista” nel M5S (“basta che si governi, non importa con chi”), allora che si faccia! Ma anche in questo caso, la questione principale non è quello che avviene nei palazzi e fra i gruppi parlamentari, la questione principale è tornare a dare la voce e mobilitare chi questo paese lo voleva e lo vuole cambiare.

***

Lettera per il no a Draghi



Care/i portavoce parlamentari,

questa lettera è espressione della riunione tenutasi l’8 febbraio 2021, partecipata da centinaia tra attivisti e portavoce del Movimento 5 Stelle di tutta Italia. Non vuole rappresentare una contrapposizione o una spaccatura, ma contribuire positivamente al futuro del Paese.

Scopo della lettera è quello di esprimere alcune considerazioni, alla luce dei principi del Movimento 5 Stelle, in occasione dell’invito del Presidente della Repubblica a partecipare alla formazione di un nuovo governo “tecnico”, con soggetti di “alto profilo”. Noi non crediamo che possano esistere i cosiddetti “governi tecnici”. Tutti i governi sono politici per loro stessa natura, perché prendono decisioni politiche. Decisioni che, in questo momento, assumono un peso ancora maggiore sui 62 milioni di cittadini e cittadine stremati dall’isolamento sociale, sfibrati dalla pandemia, piegati dalla crisi economica. Un governo che dovrà decidere del futuro della nostra nazione e rimettere in sesto il nostro disastrato sistema sanitario. Tutte queste scelte non possono essere che politiche, nel senso più alto del termine.

Vogliamo esprimere con forza la nostra contrarietà ad un governo con Mario Draghi. Non abbiamo nulla contro la persona, ma è ciò che rappresenta che ci preoccupa. Non abbiamo dimenticato il suo passato da Direttore generale del Ministero del Tesoro, quando si prestava ad essere l’esecutore della svendita del patrimonio pubblico dello Stato, costruito con l’impegno e il sacrificio delle nostre madri e dei nostri padri. Non abbiamo dimenticato il Draghi che ricattava i fratelli ellenici arrivando, come Presidente della BCE, a far chiudere le loro banche per condizionare il loro voto al referendum sui provvedimenti che voleva imporre per mettere in ginocchio la Grecia.

Non dimentichiamo che fece parte di quella classe dirigente europea che ci impose il governo Monti e la Legge Fornero. Non dimentichiamo quando, stando alle parole dell’ex Ministro e attuale deputato Andrea Orlando del PD, arrivò a ricattare direttamente il nostro Paese per imporre il pareggio di bilancio in Costituzione, dall’alto di quell’Europa dei banchieri e delle aziende multinazionali piuttosto che dei popoli.

Non dimentichiamo la sua appartenenza al G30, un gruppo di banchieri ed economisti che, a livello mondiale, si occupano del “benessere” delle grandi imprese multinazionali e delle lobby finanziarie, piuttosto che delle persone e del pianeta. Non dimentichiamo che Draghi, a dicembre del 2020, ha contribuito alla redazione di un documento1 di rinascita delle “big corporation” #corporaterevival, in cui si chiedono “scelte molto difficili” ai governi verso i loro cittadini. Avere a capo del governo italiano chi rappresenta la finanza e le multinazionali e non i cittadini, non è una scelta che si può condividere per il bene degli italiani. Il documento del Gruppo di Lavoro del G301 sostiene che i governi debbano favorire un processo di “distruzione creatrice”, eliminando le imprese “zombie”, ossia quelle che sopravvivono grazie ai sussidi dello Stato, prevedendo il “trasferimento” dei lavoratori attraverso licenziamenti e, forse, assunzioni verso “nuove imprese” cosiddette “virtuose”, che dovrebbero nascere dopo la crisi. Una strategia alla cieca sulla pelle dei lavoratori, in cui molti, considerati “obsoleti”, non verranno “riassorbiti”, ma rimarranno disoccupati.

Noi attivisti del M5S firmatari del presente documento chiediamo, quindi, una presa di posizione netta da parte di voi, che siete i nostri portavoce, contro la costruzione di un governo in cui, come gruppo parlamentare, non potremo mai essere determinanti e, in ogni caso, non potremmo mai stare al fianco di chi è stato complice della prevalenza della finanza sulla politica, con chi ha realizzato le liberalizzazioni e le privatizzazioni che hanno distrutto il tessuto economico del nostro Paese, impoverendo il popolo e aumentando le diseguaglianze.

Vogliamo che non sia la finanza a gestire l’economia, bensì la politica, affinché i valori costituzionali siano garantiti, a partire dal rispetto del sistema democratico espresso attraverso la sovranità popolare. Perché crediamo che l’economia debba svolgere quella funzione sociale prevista dalla Costituzione e non sia strumento per arricchire pochi impoverendo molti e distruggendo l’ambiente di cui l’umanità fa parte.

Crediamo nei valori fondanti del Movimento 5 Stelle: la democrazia diretta, la trasparenza negli incontri e degli organi istituzionali anche attraverso le dirette streaming, la partecipazione dei cittadini alla politica, l’acqua pubblica, l’economia circolare, la giustizia sociale, il limite del secondo mandato per deprofessionalizzare la politica, il sostegno alle economie locali e resilienti, alla redistribuzione del reddito e ai servizi pubblici universali, e a quella visione dell’economia che dà libertà e diritti alle persone e non le rende schiave di un sistema governato dalle banche e dalle multinazionali. Vogliamo un’innovazione tecnologica per migliorare il lavoro, le condizioni di vita delle persone e per preservare l’ecosistema, mai come oggi compromesso dalle attività antropiche. Vogliamo un Paese capace di realizzare farmaci sicuri e liberi da brevetti, che siano resi disponibili anche ai paesi più poveri e non lasciati in mano alle multinazionali private gestite dalla finanza che speculano sulla vita delle persone. Vogliamo una sanità libera dai condizionamenti delle industrie farmaceutiche, il cui scopo finale è fare profitti, una sanità basata sull’informazione, la prevenzione e la cura.

Per il percorso di Mario Draghi sappiamo che tutti questi valori non potranno essere posti quali obiettivi prioritari dell’agenda politica: sono anni che circola il suo nome e alla fine i “poteri forti” stanno riuscendo a imporre la loro visione di futuro, che non è la nostra e quella dei cittadini che vedono nel Movimento 5 Stelle una speranza di essere ascoltati e tutelati. Non vogliamo vedere il nostro popolo continuare ad impoverirsi sempre più, non vogliamo il prosieguo della disgregazione sociale e della perdita d’identità e delle culture, determinata dalla competizione spietata che il sistema che Draghi rappresenta ha imposto al mondo. Serve un governo che sia consapevole che non possa esistere una crescita infinita della produzione, perché impossibile e insostenibile in un mondo con risorse limitate e quindi preziose.

Vogliamo un cambio di direzione nelle politiche economiche del nostro Paese, al fine di sostenere le filiere corte dell’economia solidale, la scuola statale e la sanità pubblica, entrambe gratuite, la ricerca finanziata dallo Stato e indipendente dagli interessi delle multinazionali, la protezione effettiva dell’ambiente naturale e di tutti gli esseri viventi, la solidarietà sociale e la cooperazione in luogo della concorrenza spietata. Vogliamo un’economia etica e non crudele.

Tutte le altre forze politiche hanno tradito il popolo italiano, perché asservite a quei “poteri forti” che vogliono trasformarci in schiavi: e la quasi totalità di queste ha espresso, in questi giorni, un sì incondizionato a Draghi.

Il Movimento è nato proprio per contrastare tutte quelle dinamiche politiche che negli ultimi decenni hanno distrutto l’Italia. Sappiamo che l’attuale situazione ci impone ancor di più di essere responsabili: ma accanto alle migliaia di morti per il COVID e alla crisi economica e sociale, nel nostro Paese, ci sono più di 49.0002 persone che ogni anno muoiono negli ospedali per infezioni contratte in quelle strutture ospedaliere pubbliche oggi fatiscenti, che una volta erano eccellenze mondiali e vanto della nostra nazione, a causa delle privatizzazioni e dei tagli imposti dall’economia di mercato tanto osannata da Draghi; ci sono le 84.4003 persone che ogni anno muoiono a causa dell’inquinamento causato da uno sviluppo dissennato il cui unico obiettivo è il profitto di quel 1% che detiene il 99% delle risorse mondiali; ci sono i 241.0004 feriti e gli oltre 3.0004 morti ogni anno per incidenti stradali, per una politica della mobilità insostenibile, non incentrata sulla sicurezza e sulla qualità della vita, ma sul denaro; ci sono i 16,4 milioni5 di persone a rischio di povertà o esclusione sociale e gli 1,7 milioni5 di famiglie in condizioni di povertà assoluta; ci sono le 4.0006 persone che si suicidano ogni anno, situazione ad oggi peggiorata al punto tale da spingere gli psichiatri a lanciare un allarme per il rischio di aumento di suicidi e tentativi di suicidio connessi alla pandemia7.

Noi siamo la vostra forza, la vostra coscienza, siamo quelli di cui non sapete neanche il nome e cognome, ma che hanno lottato e lottano ogni giorno perché voi abbiate il privilegio di stare in Parlamento e nei luoghi del potere per portare la nostra voce, per lottare per un futuro fatto di umanità, pace, prosperità, salute e armonia per il nostro Paese e per tutti gli esseri umani. Sappiamo che non è facile il vostro compito, ma se siamo ancora qui è perché non abbiamo perso la speranza, perché sappiamo che il domani non è ancora scritto, ma tutto da scrivere e siete voi che dovete dimostrarci di essere responsabili. Il futuro lo possiamo costruire insieme, superando le logiche della vecchia politica, interagendo costruttivamente come comunità umane. Abbiamo come popolo le conoscenze, gli strumenti, il potenziale e l’onestà intellettuale per dimostrare che l’Italia può essere, con tutta la nostra creatività e competenza, la nostra perseveranza e la nostra umanità, un modello verso un mondo di pace, giustizia, equità, dove al centro dello sviluppo vi siano le persone, la vita, l’ambiente e non il denaro.

Per questo vi chiediamo di ascoltarci e di scegliere di dire No: #DraghiNonInMioNome  #DraghiNotInMyName

Per sottoscrivere la lettera è possibile inviare una mail a: draghinoninmionome@gmail.com

Riferimenti

1:https://group30.org/publications/detail/4820

2:https://www.osservatoriosullasalute.it/osservasalute/rapporto-osservasalute-2019

3:https://www.eea.europa.eu/it/pressroom/newsreleases/molti-cittadini-europei-sono-ancora/morti-premature-attribuibili-allinquinamento-atmosferico

4:https://www.istat.it/it/archivio/245757

5:https://www.istat.it/it/files/2020/06/REPORT_POVERTA_2019.pdf

6:https://www.epicentro.iss.it/mentale/giornata-suicidi-2020-fenomeno-suicidario-italia

7:https://www.agi.it/cronaca/news/2020-09-07/allarme-psichiatri-suicidi-covid-9589799/

SOTTOSCRITTORI

1. Dario Pulcini

2. Candida Nastrucci

3. Stefania Santoni

4. Giovanni Palestrini

5. Luca Paoletti

6. Luca Caviglioli

7. Francesco Filippi

8. Luigi De Leonibus

9. Claudia Nastrucci

10. Franco Fracassi

11. Massimiliano Morosini

12. Luisa Piccinno

13. Ezio Sperduto

14. Margherita Gatta

15. Maria Antonietta Ivone

16. Gianfilippo Lo Masto

17. Guerino Caccia

18. Silvia Alboni

19. Salvatore Conforti

20. Valentina Battistelli

21. Vincenzo Pettitto

22. Ascenzio Salvati

23. Michele D’Onofrio

24. Roberto Di Lillo

25. Angelo Coffa

26. Patrizia Gallè

27. Maria Oriolo

28. Cosimo Forleo

29. Gaetano Spataro

30. Raffaella Svizzeretto

31. Leonardo Rossi

32. Valerio Conte

33. Marco Mondello

34. Anna Borri

35. Mario Piazza

36. Rosa Bianca Colella

37. Valerio Del Monaco

38. Paola Zaccari

39. Giovanna Farigu

40. Nicola De Giglio

41. Carlo Pino

42. Mauro Cinti

43. Monia Maria Medaglia

44. Alessandro Stirpe

45. Giovanni Trombetta

46. Adolfo Mele

47. Amilcare Mollica

48. Domenico Basile

49. Marco Martens

50. Marino Casu

51. Giuseppe Agnini

52. Maria Laura de Franceschi

53. Agata Iacono

54. Alberto Mararabini

55. Bianca Laura Granato

56. Maria Antonietta Iovone

57. Almilcare Mollica

58. Valerio Marchi

59. Domenico Rossini

60. Gabriella Sticca

61. Gennaro Furente

62. Maurizio Bertotti

63. Natalina Bellini

64. Walter Pellegrini

65. Franco Casale

66. Giovanni Di Domenico

67. Federico Mij

68. Giuseppe Valentino

69. Federico Galleni

70. Alessandra Gargari

71. Vito Zivoli

72. Eleonora Bono

73. Monica Freni

74. Italo Carelli

75. Lucia Missure

76. Daniela Di Camillo

77. Mario Balzano

78. Barbara Spinelli

79. Alessandra Filippo

80. Giovanni Redente

81. Gianni Penza

82. Mario Costantini

83. Daniele Romagnoli

84. Ines De Stefano

85. Leonardo Chiari

86. Antonello Delle Fontane

87. Alessandra Barone

88. Marianela Diaz

89. Paolo Capezzali

90. Silvia Foriglio

91. Daniele Michele

92. Fabio Iannozzi

93. Anna Angela Confalone

94. Tonino Palmisano

95. Federico Serra

96. Nicoletta Ferroni

97. Nicoletta Ladisa

98. Ubaldo Bompane

99. Teresa De Tommaso

100. Enrico Maria Bastardi

101. Giorgio Magistrelli

102. Piercarlo Zizzari

103. Loredana Angelini

104. Patrizia Guastella

105. Mario Luvarà

106. Concetto Canzoneri

107. Paola Viganotti

108. Giuseppe Riccardi

109. Andrea Aiazzi

110. Massimo Marinelli

111. Federica Festa

112. Donato Pomponio

113. Katherina Pugliese

114. Maria Ardesi

115. Amedeo Gilotti

116. Cosimo Puliti

117. Giuseppe Schifalacqua

118. Donato Mele

119. Romolo Cacioni

120. Ivo Mej

121. Ida Atripaldi

122. Giovanni Limone

123. Francesca De Vito

124. Roberto Verrengia

125. Mauro Mattei

126. Valerio Iammartino

127. Alessandra Faedda

128. Marco Miraglia

129. Maria Oriolo

130. Titty Caldarelli

131. Gabriele Munafò

132. Luigi Spanu

133. Giuliano Turrin

134. Caterina Grittani

135. Giuseppe Renato De Stasio

136. Maria Chiara Di Filippo

137. Irmgard Franziska Hartmann

138. Daniele Padoan

139. Stefano Stronati

140. Carlo Cortese

141. Andrea Barbiero

142. Maria Fiorito

143. Lorenzo Nardelli

144. Ettore Virgilio

145. Maria Bonaria Sechi

146. Federico Alessandrini

147. Giuseppe Trapani

148. Maria Rita Bifano

149. Luca Ranzato

150. Maurizio Zinesi

151. Luigi Imperato

152. Gennaro Furente

153. Salvio Di Lauro

154. Valeriano Celiberto

155. Patrizia Fabbricini

156. Luigi Ursino

157. Marco Verdinelli

158. Raffaella Villa

159. Ester Martone

160. Teresa Cennamo

161. Marta Gessa

162. Gianni Gasparini

163. Oriana Funari

164. Raffaela Piccolo

165. Silvio D’Angerio

166. Roberto Ciannarella

167. Aldo Franchi

168. Marco Signori

169. Luca Pertile

170. Andrea Mainardi

171. Ferruccio Barbieri

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here