Il 3 e il 5 dicembre scorsi due compagni del P.CARC hanno partecipato, su invito di Alex Chamán Portugal, direttore della piattaforma IPnews e della rivista Atreverse in Bolivia, all’iniziativa internazionalista titolata “In difesa della vita del Dr. Abimael Guzmán Reynoso (Gonzalo) e sulla situazione dei prigionieri politici nel mondo”.
Agli eventi on line delle due giornate hanno preso parte compagni di organismi popolari e movimenti progressisti attivi nella resistenza e lotta alla repressione. Sono intervenuti complessivamente 16 relatori da Colombia, Messico, Argentina, Cile, Perù, Irlanda, Paesi Baschi, Stato spagnolo e Italia.
Gli interventi si sono concentrati specificamente sulle condizioni dei prigionieri politici dei paesi di appartenenza, prendendo a riferimento la lotta per la liberazione del Presidente Gonzalo, segretario generale del Partito comunista del Perù (PCP) che dal 1992 è incarcerato nella base navale di El Callao (Lima) in isolamento totale.
Il Presidente Gonzalo lo scorso mese ha compiuto 86 anni e, nonostante abbia un serio bisogno di cure, il governo persevera nel negargli la possibilità di essere visitato da un medico che non sia quello del carcere, a ennesima conferma della persecuzione che lo Stato peruviano conduce da più di 35 anni nei suoi confronti.

Particolarmente interessanti sul piano del dibattito politico le posizioni del compagno Edgardo Tritini Lillo (dirigente del Partito Rivoluzionario Marxista-Leninista del Cile), secondo cui il principale errore del PCP nella conduzione della Guerra Popolare Rivoluzionaria è stato lo scadere nel militarismo.
Stimolante anche l’intervento della compagna Gabriela Jiménez (Movimento per l’emancipazione delle donne – Messico) che si è concentrata sul riconoscimento da parte del PCP del maoismo come terza superiore tappa della scienza rivoluzionaria in virtù dei suoi apporti universali, validi sia per i paesi oppressi che per quelli imperialisti.
Degno di nota anche l’intervento del compagno argentino Eduardo Negro Soares (presidente dell’organismo popolare Unione degli avvocati e delle avvocatesse) che ha sottolineato come l’unità ideologica sia determinante per un partito rivoluzionario che si forgia continuamente nella lotta di classe e come l’unico modo per disfarsi del capitalismo sia lottare perché i lavoratori prendano il potere.

Gli interventi dei nostri compagni si sono soffermati su due aspetti particolari: al PCP va sicuramente il merito di aver riconosciuto per primo il valore del maoismo – motivo per cui negli anni Ottanta esso ha anche lanciato una campagna internazionale per conoscerlo e assimilarlo – e anche quello di aver concepito e condotto la lotta alla repressione come parte integrante della lotta politica rivoluzionaria, una linea che la Carovana del (nuovo)PCI – di cui il P.CARC è parte – ha poi elaborato e praticato, affinandola.

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