Nella giornata di ieri, la Federazione Toscana del Partito dei CARC ha sostenuto la mobilitazione lanciata da ARCI nazionale in occasione della discussione in Parlamento della Legge di Bilancio 2021 che contiene un articolo, il 108, in base al quale le associazioni no profit e del terzo settore dovranno aprire una partita IVA e sostenere ulteriori costi e adempimenti burocratici, che porteranno diverse realtà a chiudere per sempre.

Poco importa alla classe dirigente del paese che questi circoli rappresentino dei punti di riferimento e di aggregazione per le masse popolari, che permettono loro di avere dei punti di riferimento e di aggregazione e in particolare alle fasce economicamente e socialmente più deboli, come è sempre storicamente stato.

Solo a Firenze si contano oltre 250 circoli ed è comprensibile a tutti il disastro che rappresenterebbe la loro chiusura per giovani, anziani, persone diversamente abili che vi trovano un punto di aggregazione e riferimento e nelle ultime settimane pure di sostegno alimentare, come al Campino di Rifredi, Porte Nuove, all’ARCI La California di Bibbona, tanti altri che si riattivano per praticare il mutualismo che li fece nascere oltre cento anni fa: è un pezzo di storia del nostro paese che non si deve chiudere!

La classe dominante con questa manovra, a cui ha aperto la strada la riforma del terzo settore voluta da Renzi e di cui oggi si vedono gli effetti velenosi, punta a smantellare questi luoghi dove le persone si ritrovano, discutono e magari si organizzano pure per far fronte ai loro problemi; per questo li smantella pezzo dopo pezzo, in modo subdolo, strangolandoli nelle maglie della burocrazia e dell’economia di mercato, opprimendoli con leggi e misure che un’associazione difficilmente può sostenere.

Di questa operazione uno dei fautori è il PD che è al governo, lo stesso PD che è presente in moltissimi circoli ARCI più che per necessità, per mantenere il controllo su quello che vi accade dentro, per dare un indirizzo politico al circolo stesso; vediamo bene dove porta questa “direzione” a livello economico, sociale e anche sanitario, la pandemia è il frutto di anni di tagli del SSN e in Toscana sono gli indiscussi responsabili di ciò. Possono dire quanto vogliono, pressati giustamente dalla loro base, che stanno cercando di emendare tale porcata in Parlamento, ma il fatto incontestabile è che – rimanendo soltanto agli ultimi mesi – il PD non ha fatto niente per impedire che i circoli chiudessero a differenza delle altre attività commerciali, non ha fatto niente per il blocco e la cancellazione di tasse varie, non ha minimamente mobilitato la sua base (in teoria ne hanno ancora una)  per far fronte a questo scempio.

Cosa possiamo fare? Come già molti circoli stanno facendo, si tratta di tenerli aperti per svolgere in sicurezza attività utili alla collettività in questo momento in cui la solidarietà è fondamentale, farli diventare ad esempio basi per la raccolta alimentare, dare i saloni per organizzare aule studio per gli studenti confinati in casa oppure per le assemblee sindacali negate in azienda dai padroni con la scusa del COVID (mentre possono stare tranquillamente appiccicati in produzione), mantenere le attività ludiche per i bambini: in sostanza, continuare a sostenere i bisogni anche urgenti delle masse popolari e non sottostare alle continue minacce di multe e sanzioni, fare ciò che è legittimo per le masse popolari!

Facciamo appello a tutti i presidenti, consiglieri, frequentatori dei circoli ARCI, a ribellarsi a queste leggi vessatorie, che proprio in questi giorni di festa dimostrano non avere criteri medici e scientifici ma soltanto di convenienza per lo shopping e il profitto. Oggi non basta più chiedere o indignarsi!

Li invitiamo anche a dare solidarietà allo Spazio Popolare occupato di Massa, centro di aggregazione e socialità nel quartiere popolare delle Villette che ieri i vigili della locale amministrazione comunale della Lega hanno cercato di serrare con tanto di lucchetti e sigilli; sono stati “respinti” dalla immediata mobilitazione degli attivisti e del quartiere e il fatto è reso ancora più grave dal fatto che da dieci giorni anche qui viene attuata la raccolta e distribuzione di generi alimentari.

La base per poter riaprire questi spazi fondamentali per la tenuta sociale di cui le istituzioni si riempiono la bocca e poi fanno come si vede il perfetto contrario, a prescindere dai colori politici, è quella dell’organizzazione, è quella di far diventare ogni circolo luogo di mobilitazione delle masse popolari. Solo cominciando a prendere in mano direttamente e iniziando a gestire dal basso parti della loro vita quotidiana, le masse popolari potranno porre le basi per un governo d’emergenza del paese che metta fine agli effetti più gravi della crisi, un governo di loro reale espressione che cancelli l’IMU, IRES e tasse tipiche (giustamente) delle aziende capitalistiche che i circoli proprio non sono, ne promuova l’apertura di nuovi recuperando spazi abbandonati al degrado favorendo la sana aggregazione e la socialità nei quartieri popolari abbandonati a sé stessi e che ne sono sempre più privi, che crei altri posti di lavoro utili e dignitosi dedicati alla socialità e all’educazione sportiva, culturale e sociale delle masse popolari: sono oltre 16mila gli addetti che rischiano di perderlo nella sola Toscana.

Questi sono solo alcuni esempi di ciò che possono fare fin da subito i volontari, gli attivisti e i consiglieri; siamo sicuri che non mancheranno altre idee e proposte, che hanno sempre rappresentato la forza e la spinta dei circoli ARCI, in Toscana e nel paese.

 

Che tutti i circoli riaprano subito!  Che i luoghi di sana aggregazione delle masse popolari si moltiplichino invece che chiudere!

Impedire la chiusura dei circoli, impedire ciò che nemmeno il fascismo è riuscito a fare con la violenza!

 

Segreteria Federale Toscana del P.CARC

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