Ieri pomeriggio, 10 dicembre, due compagni del P.CARC sono stati convocati dalla Questura di Lecco nella persona dell’ispettore della DIGOS Luca Checuz per la notifica delle prescrizioni “necessarie”, oltre alla canonica comunicazione, allo svolgimento di una assemblea (all’aperto) per organizzare la distribuzione di pacchi alimentari in città.

Le prescrizioni riguardano l’obbligo di garantire il distanziamento dei partecipanti, quello di indossare le mascherine ed evitare assembramenti. Senza assumersi quella responsabilità, l’assemblea non sarebbe stata autorizzata: firmando quella notifica e assumendosi quella responsabilità i compagni si espongono a ritorsioni (multe, denunce, ecc.).

Sembrerebbe “normale amministrazione”, ma di normale non c’è niente e non solo perché queste prescrizioni non esistono in altre parti d’Italia.

Solo due giorni fa, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha dichiarato di essere solidale con chi a Natale violerà i DPCM per mangiare il panettone con amici e parenti.

Giulio Gallera non è stato da meno: ha pubblicato le foto della sua “impresa” podistica quando, tutt’altro che solo e senza mascherina, ha attraversato due o tre comuni.

Sembrano macchiette del circo, ma sono la testa della Giunta Regionale della Lombardia, la regione con il più alto numero di contagi, malati, morti. Morti dei quali i due sono responsabili tramite mille fili (ricordiamo qui solo la delibera che inviava gli anziani positivi dagli ospedali alle RSA, quella dell’8 marzo scorso).

Per i due non una multa, non una notifica, non una denuncia. Loro sono lì al loro posto, continuano a speculare, a tramare, a garantire profitti a familiari e amici (altro che panettone per Natale!) sulla pelle dei lavoratori e delle masse popolari.

La Questura di Lecco riporta le cose sul piano concreto. A loro interessa impedire (o almeno ostacolare) lo sviluppo dell’organizzazione e della solidarietà popolare. Perché ogni iniziativa, anche se piccola, in ogni territorio, anche di provincia, rafforza le proteste, il malcontento e l’insofferenza verso una classe dirigente parassitaria e speculatrice ed apre la strada alla costruzione di un mondo nuovo, il socialismo.

Non ci servono notifiche della Questura per rispettare le norme sanitarie: fin dalla primavera scorsa promuoviamo iniziative e mobilitazioni non solo garantendo il rispetto delle misure sanitarie ma promuovendo educazione e formazione sanitaria.

Le masse popolari organizzate sono le uniche che possono garantire la sicurezza. Perchè le masse popolari sono le uniche ad avere a cuore la propria salute. Al contrario dei padroni (che contrastano l’adozione di misure di sicurezza, fanno carte false per continuare la produzione, nascondo i contagi come sta succedendo in tante aziende della nostra regione, come ad esempio all’IVECO di Brescia); al contrario degli speculatori della sanità privata (che “vendono pacchetti di prestazioni” a 450 euro come il S. Raffaele), al contrario dei politicanti come Fontana e Gallera (che permettono speculazioni e speculano direttamente sui camici, sui tamponi, ecc.).

Le brigate volontarie dell’emergenza, i gruppi organizzati di operai, i collettivi studenteschi, i comitati di insegnanti e genitori in difesa della suola pubblica, il personale sanitario e i comitati che si mobilitano in difesa della sanità pubblica sono la parte sana del nostro paese e della nostra regione.

Sono la parte sana che si organizza per trovare le soluzioni all’abbandono delle istituzioni e così facendo imparano a dirigere quartieri, aziende e ospedali, mettendo al centro non i profitti dei pochi, ma gli interessi e il benessere della collettività, delle masse popolari.

Approfittiamo di questo comunicato per salutare con entusiasmo la nascita della Brigata Francesca Vera” Ciceri che si sta organizzando sul territorio lecchese per la raccolta e distribuzione di pacchi alimentari dando una prima risposta concreta alla crisi sociale che l’emergenza sanitaria ha scoperchiato!

Che 10 100 100 Brigate Volontarie per l’Emergenza nascano nel nostro territorio e in tutto il paese!

Commissariare dal basso la giunta: organizzarsi e coordinarsi per costruire un’amministrazione di emergenza popolare che metta al centro le misure che servono per rimettere in piedi la sanità pubblica, un lavoro utile e dignitoso per tutti, la distribuzione di ciò che serve (cibo, casa, servizi)per una vita dignitosa per ogni famiglia delle masse popolari!

Cacciare la giunta Fontana-Gallera è necessario e possibile!

Facciamo appello agli operai, ai lavoratori, ai disoccupati, agli studenti e ai pensionati del territorio lecchese e non solo di:

  • partecipare alle iniziative che metteremo in campo nel prossimo futuro in difesa della sanità pubblica e gratuita, per l’abolizione dell’obbligo di fedeltà aziendale (vedi il caso Scorzelli all’ospede di Lecco!)

  • sostenere la Brigata Francesca “Vera” Ciceri organizzandosi con loro o dando una mano, perché in questa situazione d’emergenza nessuno deve restare solo!

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