Di seguito un’intervista al portavoce del comitato autisti scuolabus di Napoli che sta portando avanti la lotta per continuare a veder garantito il proprio lavoro e un servizio per i bambini e le loro famiglie gravemente compromesso dall’emergenza sanitaria in corso e dalla conseguente chiusura delle scuole in Campania. L’intervista è particolarmente interessante perché mette in luce il coordinamento che spontaneamente si sta creando tra diversi settori delle masse popolari in lotta, in questo caso: genitori, autisti degli scuolabus pubblici e di quelli privati.

La vicenda degli autisti scuolabus è emblematica della gestione criminale dell’emergenza da parte del governo Conte 2 (si pensi alle parole della ministra dei trasporti De Micheli che qualche settimana fa ha addirittura dichiarato che “i compagni di scuola vanno considerati congiunti in modo da farli continuare ad andare in autobus insieme”) e del governatore “sceriffo” De Luca. In otto mesi dall’inizio della pandemia nulla è stato fatto per eliminare le classi pollaio nelle scuole, per potenziare il trasporto pubblico locale e soprattutto per ricostruire il Sistema Sanitario che in particolare in Campania è allo stremo. Le misure restrittive, tra cui la chiusura delle scuole è la più odiosa, sono solo palliativi atti ad alimentare la repressione e a distogliere le masse popolari dai veri problemi che li attanagliano e che sono frutto della crisi generale del capitalismo di cui il virus è solo un frutto.

Si tratta di organizzarsi dal basso per imporre le necessarie misure d’emergenza per uscire dalla pandemia, a partire da:

  1. a) investimenti senza precedenti e a fondo perduto per rafforzare il sistema sanitario pubblico;
  2. b) messa in sicurezza degli istituti scolastici e individuazione di strutture adatte a fare scuola in sicurezza e non svolgere la DaD;
  3. c) idonee e diffuse misure di accertamento e contenimento dei contagi:
  4. d) Potenziamento del trasporto pubblico in modo da evitare affollamenti e assembramenti.

Solo con queste misure il nostro paese potrà contenere e debellare il contagio da coronavirus.

 

INTERVISTA AL PORTAVOCE DEL COMITATO AUTISTI SCUOLABUS

 

Siamo qui oggi in presidio insieme al Comitato Autisti di Scuolabus di Napoli.

Intanto, vorremmo chiederti che tipo di vertenza state portando avanti, anche al di là della giornata odierna e se siete qui in rappresentanza solo degli autisti di scuolabus o anche di altre categorie di trasportatori o, magari, delle famiglie.

Assolutamente sì. Napoli ha una flotta di 148 bus autorizzati dal Comune di Napoli. Rispettando le regole anti-Covid non si ha più la capacità di trasportare 16 bambini come avveniva prima dell’emergenza. Oggi, possiamo portare al massimo cinque-sei bambini. È una flotta che va sostenuta. Noi chiediamo che vengano utilizzati parte dei fondi messi a disposizione dalla Conferenza Stato-Regioni il 31 di agosto per sostenere la flotta degli scuolabus comunali, anche come misura di sostegno al reddito, per far sì che possano continuare a fornire il servizio. Un servizio unico in Italia (mi riferisco, ovviamente, alle grandi città, perché solamente qui abbiamo un servizio di accompagnamento scolastico da casa a scuola e ritorno. Questo, sicuramente, nel pieno rispetto delle norme anti-Covid. Quindi, chiediamo che questi fondi vengano utilizzati per sostenere la flotta utile a portare avanti questo servizio.

Un inciso sulla chiusura delle scuole. Le scuole napoletane sono, oggi, i luoghi più sicuri al mondo in termini di misure per la prevenzione del contagio, grazie all’abnegazione dei DS e di tutto il personale docente e non-docente. Chiudere le scuole non può essere considerato una soluzione: è, invece, necessario rafforzare in maniera significativa, il servizio di trasporto scolastico nella città di Napoli.

 

Perfetto. Mi viene in mente subito un’altra domanda. L’emergenza Covid-19 ha fatto emergere sempre più lo stato prossimo al collasso della struttura economico-sociale, di qui l’esigenza di coordinarsi in comitati settoriali per seguire al meglio le varie lotte (autisti scuolabus, studenti, famiglie, lavoratori della salute che oggi sono in prima linea. Voi, come Comitato, avete sentito l’esigenza di collegarvi/rapportarvi ad altri comitati di lotta o intendete farlo nei prossimi mesi?

I collegamenti sono nati e si sono sviluppati spontaneamente. Abbiamo incontrato nei nostri percorsi di lotta gli autisti degli scuolabus Scuole Private (paritarie) e poi le famiglie. Tra queste, un ruolo particolare l’hanno svolto i genitori dei bambini che io amo chiamare bambini “speciali”, che sono da sempre i destinatari privilegiati dei servizi della nostra flotta. Secondo noi, loro rappresentano l’animo del popolo e della città napoletani. In riferimento, poi, ai regolamenti anti-Covid: nel febbraio 2020, il governo italiano ha decretato tutto il territorio nazionale zona rossa per quella che sarebbe poi diventata la pandemia da Covid-19 a livello planetario: ebbene, il trasporto, scolastico e ordinario, delle nostre città è, nel settembre 2020, pressoché eguale a quello del settembre 2019 o a quello del settembre 2018. Non si è fatto nulla per prevenire una nuova ondata, non si sono affrontati i problemi di un trasporto sicuro, come un serio piano anti-pandemia avrebbe richiesto. Il problema riguarda Napoli, ma, a quello che vedo, anche altre grandi città italiane.

 

Quindi, parli anche di trasporto pubblico…

Assolutamente sì. Parlo di trasporto in generale.

 

Un’ultima domanda, poi ti lascio andare. Cosa intendete mettere in campo prossimamente, al di là della mobilitazione di oggi?

Noi adesso aspettiamo. Abbiamo un’ottima interlocuzione col Prefetto, col Questore e col Sindaco di Napoli, quello che ci manca è un’interlocuzione col Governatore della Campania, che ancora non ha insediato la neo-eletta Giunta, ma che, in quanto partecipante alla Conferenza Stato-Regioni, ha in mano i cordoni della borsa. Non ci resta, per il momento, che aspettare.

 

Perfetto. Grazie.

Grazie a te.

 

 

 

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