lunedì, Luglio 20, 2026
  • Login
Partito dei CARC
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
Partito dei CARC
No Result
View All Result

Avanti metalmeccanici! Solo con la lotta si conquista il contratto

Redazione di Resistenza by Redazione di Resistenza
Novembre 2, 2020
in Resistenza n. 11-12/2020
A A
0
0
SHARES
4
VIEWS
CondividiShare on TwitterInvia

Quasi un anno fa FIOM, FIM e UILM hanno presentato la piattaforma per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) dei metalmeccanici, senza fare praticamente nulla per vincere una trattativa che nei fatti non è mai partita.

Gli industriali hanno, infatti, prima preso tempo adducendo la scusa del Covid-19 e ora piangono miseria e rigettano ogni richiesta sindacale sugli inquadramenti e il riconoscimento delle professionalità, sull’effettiva esigibilità del diritto alla formazione, sulla riduzione dell’orario di lavoro e soprattutto sulle richieste di aumento salariale (l’8% sui minimi tabellari). A fronte della convocazione dello sciopero del 5 novembre, i padroni hanno pure interrotto la trattativa e disdetto i tavoli già programmati.

La battaglia per l’aumento salariale rientra nella più generale lotta per la difesa del CCNL sotto attacco di Confindustria da anni. Smantellare il CCNL dei metalmeccanici è un passo decisivo per tutti i padroni, poiché storicamente i metalmeccanici rappresentano la punta più avanzata del movimento operaio e ciò che viene definito nel loro contratto determina lo stato dei rapporti di forza più generali fra capitale e lavoro.

Ecco perché, mentre gli affiliati a Confindustria hanno ceduto sugli aumenti salariali per altri settori e categorie, Bonomi, che di Confindustria è il presidente, non è disposto a scendere a patti con i metalmeccanici.

Già nel CCNL firmato nel 2016 gli aumenti salariali erano stati sostituiti dai bonus spesa o benzina e dagli aumenti dei fondi per il welfare aziendale (fondi pensione privati e assicurazioni sanitarie, come Metasalute e Cometa, che sono cogestiti dagli stessi sindacati di regime). I sindacati di regime avevano promesso di dar battaglia nelle trattative di secondo livello, ma le promesse non sono state mantenute e molte aziende stanno anzi disdicendo unilateralmente i vecchi accordi aziendali!

È solo grazie alle pressioni degli iscritti che i sindacati di regime sono costretti oggi a non accettare accordi come quelli del 2016.

 

Il cavallo di Troia del “salario differito”.

Gli operai hanno ragioni da vendere nel pretendere l’aumento salariale. Per una questione di soldi in busta paga, ma non solo.

Se l’aumento salariale è il riconoscimento dell’aumento del valore della forza lavoro degli operai, questo significa che il padrone è costretto a pagare di più affinché ogni operaio lavori; per il padrone ciò corrisponde a una spesa secca (per far lavorare l’operaio deve pagarlo di più) che riduce il profitto che egli estorce dal lavoro dell’operaio.

Al contrario se all’aumento salariale corrisponde il riconoscimento di un bonus o l’aumento di welfare aziendale, questo significa che il padrone fa pagare l’aumento che concede agli operai stessi e a tutte le masse popolari.

Questo perché:

– il sistema della previdenza pubblica (pensioni) e della sanità pubblica, ecc. sono finanziati attraverso la spesa pubblica dello Stato, cioè con le tasse pagate sia dalle imprese che dai lavoratori. Il welfare aziendale è quindi un modo per far pagare ai lavoratori quello che in realtà essi hanno già pagato e che, fra l’altro, attiene ai diritti collettivi frutto delle conquiste sociali ottenute con la lotta dei decenni passati;

– nel corso del tempo le tutele, i diritti e le conquiste sociali sono stati progressivamente smantellati e i servizi pubblici privatizzati. Anche la previdenza sociale e la salute pubblica sono diventate merci che i capitalisti vendono per valorizzare il loro capitale. Attraverso il welfare aziendale, gli operai sono praticamente obbligati a diventare “clienti” di quel mercato.

Ridurre le conquiste a oggetto di trattativa sindacale attraverso il “salario differito” è, quindi, un ulteriore passo verso lo smantellamento del patrimonio civile e sociale che era (e deve rimanere) collettivo.

 

Difendere il Contratto, conquistare gli aumenti di salario.

I lavoratori metalmeccanici devono mobilitarsi in massa per ottenere il rinnovo del Contratto e l’aumento salariale ma devono farlo senza delegare la conduzione di questa lotta ai funzionari sindacali.

I metalmeccanici devono essere i protagonisti indiscussi di questa lotta e questo concretamente significa:

– rafforzare e sviluppare nelle fabbriche le organizzazioni operaie che già esistono e crearne di nuove;

– costituire in ogni azienda organismi simili ai vecchi Consigli di Fabbrica che raggruppano i lavoratori al di là della loro appartenenza sindacale, spingono in avanti le RSU/RSA e assumono un ruolo politico sia all’interno che fuori della fabbrica.

Se i metalmeccanici assumeranno questo ruolo, non solo conquisteranno il loro Contratto ma spianeranno anche la strada alla costituzione del governo d’emergenza di cui il paese ha bisogno.

Condividi:

  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

Mi piace:

Mi piace Caricamento in corso…
ShareTweetSendShareShareSend
Previous Post

In lotta fuori dalla fabbrica per il diritto allo studio e ai trasporti

Next Post

Abbonati a Resistenza

Related Posts

Siamo a un bivio! La via dei capitalisti o quella delle masse popolari organizzate
Primo piano

Siamo a un bivio! La via dei capitalisti o quella delle masse popolari organizzate

by Redazione di Resistenza
Novembre 4, 2020
0

...

Aderire e partecipare al No Renzi Day del 22 ottobre a Roma
Primo piano

Governo e istituzioni hanno fallito: le masse popolari organizzate devono governare il paese

by Redazione di Resistenza
Dicembre 27, 2020
0

...

Sulle mobilitazioni popolari di queste settimane

Altro che MES. Il punto sulla situazione politica

Novembre 4, 2020
Coronavirus: uccidono di più il lavoro salariato e l’inquinamento!

Il M5S può liberarsi dall’abbraccio mortale con il PD

Novembre 2, 2020
[Toscana] La lotta antimperialista e la rivoluzione socialista nel nostro paese

Il terzo Congresso del Partito Comunista e la rinascita del movimento comunista nel nostro paese

Novembre 2, 2020
L’8 marzo parla di futuro

Rafforzare il nuovo potere: la situazione rivoluzionaria in sviluppo e i compiti dei comunisti

Novembre 4, 2020

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali

2025 P.Carc

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Gestisci Consenso Cookie

Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali
  • Log in

2025 P.Carc

%d