La borghesia imperialista non ha una soluzione positiva al marasma in cui versa la società per cui mobilitare (formare, educare, organizzare e attivare) le masse popolari. La sua propaganda corre a reti unificate, alimenta l’intossicazione e l’opinionismo con gli unici obiettivi di seminare confusione, rassegnazione e paura e rinfocolare la guerra fra poveri.
Anche le “voci critiche” partecipano a questo risultato: denunciare le malefatte della classe dominante e “i crimini del capitalismo” senza dare indicazioni sul che fare oggi, alla lunga provoca infatti scoraggiamento e spinge ognuno a cercare la sua strada particolare per “salvarsi come può”.

La propaganda comunista non è solo “una boccata di ossigeno” tra i miasmi della propaganda di regime, essa è anzitutto lo strumento che gli operai e le masse popolari hanno per imparare come farla finita con il capitalismo.

Uno strumento
– di analisi per capire le contraddizioni della società e il movimento verso cui essa marcia;
– di formazione, per conoscere e usare il patrimonio ideologico e politico della concezione comunista del mondo nel contesto specifico e particolare in cui ognuno vive e lavora;
– di informazione per conoscere esperienze che aprono una strada, che è utile replicare e riproporre;
– di organizzazione perché indica cosa fare (e come farlo) per alimentare e sviluppare la lotta di classe.

Pure fra limiti e difficoltà, Resistenza è tutte queste cose insieme e lavoriamo affinché lo sia sempre di più.
Ad esempio nella scorsa primavera, quando imperava lo “state a casa” fatto rispettare a suon di multe, abbiamo comunque pubblicato la versione cartacea del giornale e lo abbiamo consegnato agli abbonati, lo abbiamo portato nelle fabbriche dove gli operai hanno continuato a lavorare e distribuito nelle case popolari, organizzando poi discussioni on line.

Di fronte alle caotiche e schizofreniche misure prese da governo e regioni, di fronte all’uso distorto della scienza, convalidata o smentita a seconda della convenienza del momento, Resistenza ha fornito una lettura delle cose coerente con la realtà e con la lotta di classe in corso, basata sui fatti e non sulle impressioni, finalizzata ad affermare gli interessi delle masse popolari.

In molte occasioni, dalle letture collettive del giornale sono nate idee per iniziative pratiche da mettere in campo sui territori e, ad esempio, alcune Brigate volontarie per l’emergenza hanno avviato un confronto interno a partire proprio dalla discussione di alcuni articoli, molte si sono conosciute grazie al giornale e altre ancora sono nate su spinta degli esempi che Resistenza ha propagandato.

Oggi la situazione è persino peggiore di quella della scorsa primavera. Ogni giorno è sempre più evidente che il corso delle cose non cambierà se a cambiarlo non saranno le masse popolari organizzate attorno al movimento comunista che sta rinascendo.
Inizia a novembre la campagna abbonamenti a Resistenza per il 2021: è questo il momento di rinnovare l’abbonamento, di proporlo a colleghi, amici e conoscenti, di contribuire alla sua diffusione all’interno delle aziende capitaliste e pubbliche.

Come abbonarsi
contatta la sezione del P.CARC a te più vicina
oppure fai un versamento
– sul Conto Corrente Bancario – IBAN: IT79 M030 6909 5511 0000 0003 018 intestato a Gemmi Renzo;
– sulla Postepay n. 5333 1710 9377 5704 intestata a Gemmi Renzo
In questo caso contatta il nostro Centro Nazionale e invia la ricevuta di pagamento alla casella mail carc@riseup.net indicando gli estremi per la spedizione.

Il prezzo dell’abbonamento ordinario è di 20 euro, da 20 a 50 euro quello sottoscrittore, da 50 euro in su quello sostenitore. L’abbonamento è valido da gennaio a dicembre 2021.

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