L’8 ottobre si è svolto l’ennesimo, inconcludente, tavolo ministeriale che (in teoria) aveva l’obiettivo di chiarire il futuro degli stabilimenti Sanac e in particolare quello di Massa; la situazione è precipitata nell’ultimo mese, con l’apertura di diverse settimane di CIG in diretta relazione con la crisi che vive lo stabilimento ex ILVA di Taranto di cui sono pressoché esclusivo fornitore di mattoni refrattari. Sono gli unici produttori italiani, un’altra “eccellenza” messa a rischio dopo la chiusura pochi giorni fa della Rifle di Barberino (era l’unica azienda del paese che produceva Jeans), della Bekaert di Figline e della Eaton, solo per rimanere alla Toscana. Il tavolo era stato concesso non per grazia ricevuta ma dopo le mobilitazioni davanti a fabbrica, prefettura e Comune, dopo aver incalzato praticamente tutti i candidati alle elezioni regionali; semmai il limite è consistito nell’essersi accontentati di essere ricevuti al ministero, senza accompagnare l’incontro ad ulteriori iniziative di lotta: ma niente è perduto, se si impara anche dagli errori.
 

Ieri il Governo Conte 2 non si è degnato nemmeno di fare partecipare alla discussione un funzionario competente, con una preparazione minima sull’argomento; una letterale presa in giro che avviene alla faccia del piano nazionale della siderurgia di cui ciancia da mesi il ministro Patuanelli, a cui gli stessi operai Sanac si sono appellati (ormai alcuni mesi fa, senza ricevere risposta) per le problematiche relative al COVID ma soprattutto per l’assenza di un piano industriale, di prospettive certe per il proprio futuro: anche lo stabilimento di Taranto è di fatto portato alla chiusura da Mittal con un susseguirsi continuo di incidenti.
 
Questo contesto ci dimostra che la crisi economica avanza e non lascia scampo, se la pratica rimane confinata a tavoli di trattativa istituzionali che si dimostrano sempre più inconcludenti, se la classe operaia di Massa (e non solo) non detta i tempi della lotta di classe e lascia l’iniziativa in mano a chi che non può o non vuole farvi fronte: è quanto ci dicono l’esperienza della Eaton e della Rational, è quanto ha permesso a questa fabbrica di rimanere ancora aperta.
 
Gli operai devono darsi un “piano di guerra” per far fronte allo smantellamento dell’apparato produttivo, della città e del paese, da parte di multinazionali e padroni nostrani, che non si fanno problemi a portare altrove tecnologie e conoscenze lasciando a casa centinaia di lavoratori, sono sempre a piangere per avere soldi pubblici; al massimo tengono aperte le aziende se ci fanno profitti milionari, non si fanno scrupoli a mandarle avanti anche quando il COVID dilaga grazie a protocolli di sicurezza farlocchi (gli stessi che già prima della pandemia causavano tre vittime al giorno, su cui nessuno vigila e chi protesta viene cacciato), non esitano ad azzerare Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro: dopo i metalmeccanici toccherebbe agli altri.
 
Operai Sanac! E’ ora di uscire dalla fabbrica e mobilitare il resto della città di Massa a difesa di una delle ultime grandi aziende del territorio, una città che ha risposto con generosità più volte in passato e che aspetta di essere chiamata alla lotta per il Lavoro utile e dignitoso! Siamo fiduciosi che risponderà ugualmente il resto della classe operaia di massa e non solo, dai “vicini” dell’ex Pignone a quelli di fabbriche come la Piaggio, così come gli studenti, i disoccupati, i tanti compagni e compagne del territorio. Non siete affatto soli!
 
Operai Sanac! E’ il momento di rafforzare, rilanciare e sviluppare il coordinamento degli operai della siderurgia che in questi mesi ha mosso i primi passi (grazie anche ad alcuni di voi) per discutere quali forme di azioni comuni intraprendere per praticare la solidarietà di classe, per disinnescare la guerra tra stabilimenti in cambio di briciole di miseria da spartirsi, per stendere il proprio piano nazionale della siderurgia. Se il governo non lo accoglierà, sarà la ulteriore prova che devono costruirne uno di loro espressione, un governo di emergenza che prenda misure immediate a tutela dell’occupazione, della continuità produttiva delle fabbriche siderurgiche e non solo (dalla Whirlpool di Napoli agli stabilimenti FCA l’elenco è lungo), per le bonifiche necessarie ai territori che da decenni pagano un duro prezzo in termini di salute e sicurezza per la direzione delle acciaierie mirata unicamente al profitto.
 
Il Partito dei CARC vi sosterrà con ogni mezzo, come facciamo venendo da anni davanti ai cancelli della fabbrica, in questa difficile battaglia che però è del tutto possibile vincere. La forza dei lavoratori quando si unisce a quella delle masse popolari con l’obiettivo di prendere in mano il proprio destino, è inarrestabile: lo abbiamo visto di recente con le lotte ai Nuovi Cantieri Apuani, contro gli abusi della CIG al Pignone, lo avete dimostrato voi lo scorso anno con il blocco stradale dell’Aurelia: alla faccia dei decreti Sicurezza di Salvini, che l’attuale governo ha lasciato intatti nelle sue parti antioperaie e antipopolari!
 
 
Avanti operai Sanac, è il momento di mettere in campo orgoglio e testa per invertire il catastrofico corso delle cose!
 
Difendere la fabbrica con ogni mezzo necessario unirsi ai colleghi di tutto il paese per dare un futuro ecocompatibile e pianificato a tutta la siderurgia!
 
 
 
Federazione Toscana P.CARC

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