Agli Agnelli-Elkann non basta avere la sede legale in Olanda e quella fiscale a Londra, entrambe zone fiscalmente “grigie” che consentono di pagare meno tasse, ma, da bravi parassiti, hanno addirittura il coraggio di chiere ulteriori soldi agli italiani che da anni subiscono i loro capricci.
Il prestito di 6,3 MLD che pretendono, però, comporta il rispetto di alcune clausole da parte di chi lo riceve, tra le quali: lo stop ai dividendi e al riacquisto di azioni proprie per un anno, l’impegno a “gestire i livelli occupazionali attraverso accordi sindacali” e l’utilizzo dei soldi per sostenere costi del personale, investimenti o capitale circolante impiegati in stabilimenti produttivi localizzati in Italia. Un prestito come questo da 6,3 miliardi è pari al 25% del fatturato realizzato in Italia. Conoscendo però gli Agnelli Elkann e i loro simili, considerando che da anni a questa parte il settore dell’automovie in Italia e in Piemonte soprattutto, sta morendo lentamente sotto tortura da parte di questi maiali, la promessa che al governo è stata fatta rivelerà presto la propria natura di promessa da marinaio. Con assoluta certezza del fatto che questi soldi andranno presto a rimpinzare gli stomaci, già stracolmi, di questi avvoltoi.

Dobbiamo estirpare da questa nostra società certi personaggi che altro non fanno se non campare sulle spalle degli operai e delle masse popolari. Non hanno ormai più ragion di esistere, sono veri e propri parassiti che con le parole e la violenza impongono ai lavoratori italiani lo schiavismo del secolo XXI, mascherato da bei discorsi e tante promesse.
L’unica alternativa, necessaria e possibile, è l’organizzazione degli operai e dei lavoratori, degli studenti e dei disoccupati in ogni azienda e in ogni quartiere di Torino e del paese intero per prenderne le redini e adottare misure d’emergenza atte a far fronte agli effetti della crisi verso l’instaurazione del socialismo.

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