Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Rosa, una compagna che espone in quello che scrive tutti i sui dubbi in merito alla gestione della pandemia da Covid-19 imposta dalla borghesia per mezzo del governo Conte 2, ma anche quella promossa dal (nuovo) Partito Comunista Italiano. In alcuni suoi comunicati infatti, il (n)PCI indica come fonti, dalle quali trarre informazioni utili circa le misure anti contagio e i dati della diffusione del virus e dei morti, il sito del Ministero della Salute o quello della Protezione Civile.

In sintesi la compagna reputa che la scelta del (n)PCI vada nella direzione di promuovere la collaborazione tra la borghesia e il proletariato prestando il fianco ai conclamati appelli all’unità nazionale della prima oltre che ad una informazione manipolata.

Nella prima parte della sua lettera Rosa riporta una panoramica delle informazioni che le sono passate sottomano in questi mesi di pandemia ponendo l’accento sul fatto che alle battaglie portate avanti dalla classe operaia per la tutela della salute sui luoghi di lavoro, molti dei quali sono rimasti aperti nonostante il rischio di contagio, si è contrapposto un susseguirsi di notizie che lasciano spazio a svariate interpretazioni. In questa gestione scellerata dell’emergenza però un dato è certo: la borghesia sta conducendo una guerra contro le masse popolari che si è concretizzata con l’aggravamento dei problemi di tutti i settori della società, già compromessi dalla crisi del capitalismo. Il virus ha scoperchiato quanto la classe dominante ha cercato fino all’ultimo di nascondere e – per quanto le informazioni circa la sua diffusione, il numero di contagi ecc.. siano manipolate – a farne le spese sono state e continuano ad essere le masse popolari tra cui si contano migliaia di vittime. Principalmente anziani, morti dentro le RSA all’interno delle quali, in Lombardia, il governatore Fontana dispose il ricovero dei pazienti Covid gettando di fatto un cerino in un pagliaio, ma anche operai e operatori sanitari a cui è stato imposto di lavorare senza DPI né distanziamento sociale. Più che morti di coronavirus bisogna parlare di morti di capitalismo, causa dello smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale non più in grado di garantire le cure ai pazienti con sintomi gravi, causa della necessità di mandare al macello migliaia di operai per il profitto dei padroni. Oggi che il virus sembra retrocedere la conta dei morti continua anche tra chi non si è ammalato ma, per esempio, non può riaprire la propria attività strozzato dai debiti o da tasse, mutui e bollette che il governo non ha provveduto ad annullare. Un virus sotto il quale si cela inoltre l’opera di smantellamento dell’apparato produttivo in corso da anni e che sta velocizzando il processo di morte delle aziende che i padroni stanno chiudendo o vendendo per fare profitti altrove.

La pandemia è una guerra che combina l’incuria della classe dominante verso le masse popolari con la promozione di un clima da unità nazionale intorno alle istituzioni borghesi funzionale a nascondere le loro malefatte a suon di slogan “io resto a casa” o “andrà tutto bene” cercando di raccoglierne il consenso e impedirne l’organizzazione e la mobilitazione necessaria per prendere in mano le sorti del paese.

L’unità nazionale oggi è una buffonata, la novella raccontata dalla classe dominante per distogliere le masse popolari dalla vera unità che serve, quella di classe!

Fa bene Rosa a dubitare della gestione borghese dell’emergenza e a vedere dietro al lockdown, alle misure repressive disposte per eliminare le libertà fondamentali costituzionalmente garantite, dietro all’obbligo di fedeltà aziendale “altri motivi” che non siano il mero contenimento del contagio.

L’accozzaglia di notizie che circolano sul Covid-19 sono proprio il frutto del regime di intossicazione e disinformazione a cui tutti sono sottoposti e che sono legate strettamente a specifici interessi politici ed economici. Quella che all’inizio è stata fatta passare come una banale influenza infatti, il mese successivo è diventata la più letale delle pandemie. Anche il numero delle vittime è diventato ambito di speculazione stante il fatto che nel computo dei morti sono stati calcolati dalla stessa protezione civile i decessi complessivi avvenuti nel periodo di picco. Neanche sul numero dei malati sono stati forniti numeri realistici dato che non sono stati fatti i tamponi.

È vero quanto dice Rosa: i lavoratori organizzati saprebbero fare di meglio nel gestire e contrastare la diffusione del coronavirus e lo hanno dimostrato organizzandosi nelle fabbriche, imponendo al governo e ai padroni lo stop delle produzioni non indispensabili al superamento dell’emergenza e pretendendo tutele e le misure di sicurezza adeguate per i lavoratori delle produzioni necessarie. Quelle stesse misure che il Conte 2 ha imposto alle masse popolari – pena multe e denunce – ma che poi proprio per tutti non sono valse.

Allora è qui che bisogna individuare la differenza tra una stessa misura imposta dalla classe dominante e quella indicata dai comunisti come necessaria al superamento dell’emergenza sanitaria, una differenza legata agli interessi di due classi contrapposte e antagoniste: la borghesia che fomenta la guerra tra poveri promuovendo la caccia all’untore aizzando masse popolari contro masse popolari e i comunisti il cui obiettivo è quello di organizzare le masse popolari e mobilitarle perché trovino e applichino soluzioni positive e prendano un posto nella guerra popolare contro la borghesia e le sue scorribande.

Il distanziamento sociale imposto dalla borghesia ad esempio, vale solo per alcuni e solo in alcuni casi che poco hanno a che vedere con la prevenzione del virus ma che hanno invece molto a che vedere con la salvaguardia dei suoi interessi. È valido infatti per le masse popolari quando si tratta di reprimerne la mobilitazione ed eliminare gli spazi di agibilità politica ma, al contrario, non valgono per gli operai che lavorano per il profitto dei padroni. Analogo discorso va fatto rispetto alle sanzioni previste contro coloro che passeggiano soli per la strada senza DPI che, a quanto pare, non si applicano a chi manda in corsia il personale sanitario a cui gli stessi dispositivi di protezione individuale non sono mai stati forniti.

Le stessa misure, indicate e ribadite più volte anche dal (n)PCI e dal P. CARC, non hanno lo scopo di limitare le libertà fondamentali, né di impedire l’agibilità politica delle masse popolari, di operai e lavoratori. Hanno al contrario l’obiettivo di contenere gli effetti della crisi del sistema capitalista, aggravati dal Covid-19, affinché non siano ancora più devastanti per le masse popolari. Servono a proteggere le fasce più deboli e contrapporre a quella del Conte 2 una gestione positiva e responsabile dell’emergenza.  Anche la pretesa dei DPI deve continuare ad essere terreno di battaglia per operai e lavoratori contro la classe dominante e contro i padroni che li hanno rimessi in catena di montaggio incuranti del loro stato di salute e incuranti della sicurezza ordinaria sui luoghi di lavoro.

È in questo senso che come Partito dei CARC promuoviamo le misure necessarie per le masse popolari, misure che mettono al centro gli interessi di classe che solo la classe operaia e le masse popolari organizzate possono riconquistare così da trovare una soluzione positiva all’emergenza. Nessun altro lo farà al posto loro ed è compito dei comunisti mobilitarle ed organizzarle affinché prendano in mano le sorti del loro futuro.

Dubitare quindi della veridicità di ciò che la borghesia ci propina quotidianamente rispetto ai dati, ai risultati della sua gestione scriteriata, a cosa sia davvero il Coronavirus e quali ne siano gli effetti o le cure è legittimo, ed è per questo che come Carovana del (n)PCI promuoviamo la costruzione di una commissione d’inchiesta popolare per la quale ciascuno può portare il proprio contributo in termini di reperimento dati, informazioni o analizzando i dati “ufficiali” divulgati dalla protezione civile.  

Questo tipo di lavoro è oggi necessario perché la società è ancora nelle mani della borghesia e anche i centri di elaborazione dati lo sono, ma ciò non impedisce ma anzi, deve spingere le masse popolari a cominciare subito ad occuparsi della vera informazione che serve. Per farlo è necessario, e lo è stato fin dall’inizio, partire proprio da quei dati e da quelle misure emanate dalla Protezione Civile e dal Governo in un clima di confusione e di impreparazione generale, usarle come strumento di mobilitazione ed organizzazione, pretenderne l’estensione anche negli ambienti in cui la legge del padrone scavalca quella del Governo come le aziende, gli ospedali, le RSA ecc..

Costruire la commissione d’inchiesta popolare è dunque funzionale ad eliminare il clima di paura instillato in questi mesi dalla caotica propaganda borghese con la quale la classe dominante si prodiga a tutelare i suoi interessi ingannando e provando ad immobilizzare il proletariato che invece può e deve dotarsi di misure adeguate ad affrontare l’emergenza per uscirne sano e organizzato.

Facciamo quindi appello a Rosa e a chiunque abbia le competenze o la volontà di mobilitarsi per individuare quelli che sono i fondamenti scientifici di questa epidemia così da ricavare misure e norme di condotta efficaci e adeguate.

Contrastare il panico e lo smarrimento oggi è possibile grazie alle centinaia di migliaia di elementi delle masse popolari che per lavoro o interesse possono mettere a disposizione le proprie conoscenze e costruire una guida che funga da base materiale per prendere in mano la gestione della propria salute e di quella degli altri, così da disporre di uno strumento utile per organizzarsi e mobilitarsi di fronte all’emergenza sanitaria, economica, politica e sociale.

Per mettersi in contatto e collaborare con noi scrivete a carc@riseup.net

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Carissimi,

In questo periodo ho molta confusione rispetto a quello che sta succedendo. Virus, crisi.

Ho letto e saputo di alcune battaglie che giustamente i lavoratori hanno fatto per avere i dispositivi di sicurezza sul lavoro. Ho trovato queste lotte sacrosante, perché come al solito in Italia, e non solo, non siamo tutti uguali, sono i lavoratori a pagare e i ricchi non pagano mai. Se c’è un’epidemia tutti dobbiamo essere protetti e non essere sacrificati in nome del profitto.

Ma dopo ho letto altre cose. Ho letto di tanta gente che mette in dubbio l’esistenza del virus (almeno nella maniera in cui ci viene raccontato); mette in dubbio come vengono contati i morti da coronavirus, fa confronti di cifre con i morti degli anni precedenti, mette in dubbio su come in realtà non si è fatto molto per evitare il contagio generalizzato, su come curano la gente (dicono che ricorrere all’intubazione è inutile e pericoloso) e su come non la curano, ma principalmente mette in dubbio la pericolosità e la contagiosità di questo supposto virus.

Con i virus ci conviviamo da sempre e non si capisce come mai davanti ad un virus non estremamente pericoloso (che infatti ha fatto vittime principalmente nella popolazione anziana e con 2 o 3 malattie croniche già presenti) si debba arrivare a delle misure quali il lockdown, l’uso generalizzato delle mascherine, il distanziamento sociale, la chiusura di tutte le attività per mesi, la chiusura della scuola (per giunta i bambini non presentano la malattia), lo sconvolgimento della nostra vita, l’abolizione di tutte le libertà individuali, sociali e collettive. E inoltre sembra che misure così drastiche siano stata prese soltanto in Italia. Molti si sono chiesti se non ci sia qualche altro motivo.

I motivi possono essere tanti, guerra tra capitali e interesse alla distruzione economia del nostro paese, interessi delle lobby farmaceutiche (i profitti di queste lobby nel mondo sono secondi solo a al business delle armi), l’interesse ad arrivare ad un’altra ulteriore vaccinazione di massa oltre a rafforzare quella dozzina già obbligatoria per i nostri bambini, un esperimento di massa su quanto si può opprimere un popolo, fin dove si può arrivare, obbligare all’installazione di un app per controllare elettronicamente tutta la popolazione (cosa che già in una certa misura avviene, ma che in questo modo diventerebbe interiorizzato dalle masse e legalizzato).

Insomma tutti questi discorsi mi hanno fatto mettere in dubbio sinceramente l’esistenza del coronavirus nei modi in cui la televisione ce lo racconta (del resto anche le bare accatastate a Bergamo che ci hanno mostrato sembra che invece fossero le bare dell’annegamento a Lampedusa dei migranti). Del resto ho visto che tanti medici coraggiosi in questi anni sono stati radiati dall’ordine per avere messo in dubbio le vaccinazioni di massa, oppure oggi vengono denigrati perché mettono in discussione in toto o in parte la lettura mainstream del coronavirus. Mi son detta se ci sono tanti medici e ricercatori che dubitano e vengono messi a tacere, visto che è una vita che in televisione ci raccontano solo quel che vogliono, non è che abbiano ragione? Del resto la scienza di regime è sempre cambiata perché ad un certo punto alcuni scienziati più avanzati hanno messo in dubbio, altrimenti saremmo ancora a credere che è il sole a girare intorno alla terra….

Bene, mentre ragionavo su queste cose ho letto il comunicato con le informazioni sul covid del npci. Oltre a leggere le istruzioni, che più o meno sono quelle che ci da la televisione, in fondo ho trovato la scritta per “Ulteriori e più dettagliate informazioni guardare in Dipartimento della Protezione Civile (ogni giorno alle 18 i dati sull’epidemia), e in Ministero della Salute e Istituto superiore della Sanità”. Allora ho pensato: cavolo se lo dicono i comunisti rivoluzionari!!! Mia nonna con la propaganda dei suoi tempi si era convinta che comunisti mangiavano i bambini, mia mamma non credeva più a questa sciocchezza, ma pensava che comunque i comunisti erano dei dittatori, che il comunismo significasse un mondo in cui erano tutti anonimi, senza libertà ecc (anche questo lo ripeteva sempre la televisione) allora mi son detta: se dei comunisti che sempre sono stati descritti in tal modo dai media e non come i difensori dei più deboli, non come quelli che credevano in un mondo più giusto e uguale, non come quelli che lottavano contro un regime ingiusto e opprimente, se proprio quei comunisti oggi non dicono una parola in difesa di questi medici dissenzienti e offesi e oltraggiati dai media, se proprio questi comunisti ci dicono di rivolgerci al ministero della sanità allora è proprio vero.

E’ giunto il momento dell’Unità nazionale! Bisogna unirsi tutti anche i rivoluzionari, unirsi per combattere questo terribile virus cercando si di ottenere anche la protezione per i lavoratori, si una certa uguaglianza di trattamento anche nella malattia, ma unirsi per combattere un’unica battaglia! Si i comunisti dicono che i lavoratori organizzati lo farebbero meglio, si ci credo anche io, ma in questo momento visto che i lavoratori organizzati sono pochi e poco organizzati allora bisogna innanzitutto combattere il virus e a quanto pare le armi che i comunisti e i capitalisti vogliono mettere in campo, la concezione che hanno sulla situazione, le idee che si son fatti sul virus coincidono!


Poi qualcuno mi ha detto che questo nuovo pci è addirittura clandestino!!! Clandestino! io pensavo che gli unici clandestini fossero stati i comunisti durante il fascismo!! E io che per un attimo ho pensato di trovarmi d’avanti a un nuovo fascismo! Ma se dei comunisti rivoluzionari ti consigliano di metterti mascherina e guanti ed evitare assembramenti per andare davanti ai cippi il 25 aprile, se dei comunisti rivoluzionari clandestini ti dicono per informarti sul contagio di guardare il Dipartimento della Protezione Civile e il Ministero della Salute per informarti sul virus (e loro potrebbero dire tutto quello che vogliono), allora no. Mi sbaglio io e tutti quei medici che si fanno radiare per le proprie idee, tutte quelle persone che scendono in piazza perché sono preoccupati per la salute dei propri figli che vengono vaccinati come se fossero polli di allevamento, tutte quelle persone che mettono in dubbio il numero dei morti da coronavirus, tutte quelle persone che pensano che mascherine, guanti e distanziamento sociale sia una privazione della libertà. Si sbagliano tutti! Allora vi ringrazio di avermi fatto capire che il virus esiste, è grave, e che hanno ragione quegli stessi media che una volta vi descrivevano come mangia bambini. Grazie!

Rosa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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