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Settimana Rossa: la mobilitazione del P.CARC

Redazione di Resistenza by Redazione di Resistenza
Maggio 4, 2020
in Resistenza n. 5/2020
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Iniziative online

Alle molte iniziative che Segreterie Federali e Sezioni conducono ordinariamente on line, il Centro del Partito ha promosso nel solco della Settimana Rossa tre iniziative nazionali. Quella del 19 aprile, rivolta in particolare ai giovani è trattata nell’articolo qui a fianco. Qui trattiamo brevemente dell’iniziativa sulla vigilanza democratica e il controllo popolare sull’operato delle Forze dell’Ordine del 25 aprile e il confronto fra operai delle fabbriche del gruppo Agnelli – Elkann del Primo Maggio.

 

Il 25 Aprile Elena Bocci del P.CARC Umbria, il direttore di Resistenza Pablo Bonuccelli, Rosalba Romano per Vigilanza Democratica e Aurelio Fabiani della Casa Rossa di Spoleto si sono confrontati sul tema della crescente repressione, degli abusi in divisa e del controllo sociale che crescono nel contesto del lockdown. L’iniziativa è stata il riadattamento on line di un’iniziativa che da era in preparazione con i compagni della Casa Rossa e che non è stato possibile realizzare fisicamente. Anche se a distanza, si è trattato di un’occasione per alimentare il dibattito e l’unità di azione fra comunisti. Nel ringraziare i compagni della Casa Rossa per il confronto, ricordiamo qui l’importanza della solidarietà proletaria e facciamo appello a sostenere la compagna Rosalba attraverso sottoscrizioni economiche che le permettano di fare fronte alle conseguenze della condanna per diffamazione comminatale dal Tribunale di Milano per diffamazione di un poliziotto (versamento sulla Postepay 5333 1710 9377 5704 – intestata a Gemmi Renzo). Proprio durante la diretta è arrivata la notizia della repressione, pestaggi e multe, ai compagni che stavano omaggiando le lapidi dei partigiani a Milano (vedi articolo a pag. 1).

 

Il Primo Maggio abbiamo promosso la diretta Facebook “Lavorare ai tempi del Covid-19. A quali condizioni?”. Si sono confrontati cinque operai di diversa appartenenza sindacale della FCA di Torino e Cassino, Sevel di Atessa (CH) e Iveco di Brescia. Hanno condotto i compagni del P. CARC Andrea De Marchis, della Direzione Nazionale, e Piero Azzoli, della Sezione di Cassino e operaio FCA. Il ricchissimo dibattito ha avuto al centro tre questioni. Anzitutto la necessità di organizzarsi per la sicurezza e la salute in fabbrica, che anche prima dell’emergenza era un serio problema, in secondo luogo la questione della repressione, della democrazia in azienda e di come affrontare le ritorsioni padronali che colpiscono i lavoratori più combattivi. Infine la necessità di promuovere fabbrica per fabbrica l’organizzazione degli operai senza farsi limitare dagli steccati di appartenenza a questo o quell’altro sindacato, ma sulla base degli obiettivi da perseguire, puntando a coordinarsi per agire sempre più come un corpo unico di fronte al comune nemico.

Il 25 Aprile nelle strade

Tutte le Sezioni del Partito hanno prodotto iniziative e attività attraverso cui sono state rianimate le città e i quartieri che il governo Conte aveva svuotato chiudendo le masse popolari n casa. Ovunque le iniziative sono state accolte con entusiasmo e solidarietà da parte delle masse popolari: il sentimento di riscossa che il 25 Aprile ha sedimentato nel senso comune è duro da estirpare nonostante la borghesia ci provi da 75 anni.

L’iniziativa “porta un fiore a un partigiano” è stata praticata su larga scala: i compagni hanno decorato lapidi, targhe, cippi e monumenti alla Resistenza con fiori, cartelloni, disegni e striscioni, spesso registrando dei video-interventi per ricordare le gesta di un partigiano e dare concretezza allo slogan “per un nuovo 25 aprile”. Mobilitazioni di questo tipo si sono avute a Torino, Nel Verbano-Cusio-Ossola, a Milano, Bergamo, Sesto San Giovanni, Brescia, Reggio Emilia, Cecina, Viareggio, Massa, Firenze, Lastra a Signa, Siena, Colle Val d’Elsa, Prato, Pisa, Pistoia, Abbadia San Salvatore, Perugia, Roma, Quarto (NA) e Napoli, dove i compagni sono andati anche alla targa dei militari ammutinati e fucilati dai nazisti, facendo un appello alle forze dell’ordine a non eseguire gli ordini che li pongono contro le masse popolari. Altre forze politiche si sono aggregate alle celebrazioni, come il PCI a Quarto (NA) e Liberiamo l’Italia a Firenze. In alcuni casi i compagni hanno chiamato alla responsabilità le istituzioni, chiedendo pubblicamente alle Amministrazioni comunali di non annullare le celebrazioni istituzionali, come nei casi di Cecina e Pistoia.

A Milano una decina di compagni stavano effettuando la “staffetta partigiana” alla quale si sono unite anche altre persone scese in strada. Nella zona di via Padova sono stati accerchiati dalla Digos e poi da decine di poliziotti che hanno anche multato quattro di loro. Nelle vicinanze un altro gruppo di antifascisti è stato nel frattempo aggredito a freddo dalla polizia e uno di loro è stato portato in Questura. Nonostante l’ingente spiegamento di forze e la violenza, i compagni non si sono lasciati intimidire, anche grazie al diffuso sostegno di tante persone affacciate ai balconi, alcune delle quali sono scese in strada per protestare contro la Polizia. Già dal giorno seguente sono comparse bandiere e cartelli sotto quelle lapidi che l’intervento della Polizia aveva fisicamente impedito di omaggiare il giorno precedente.

A Firenze i compagni della Segreteria Federale Toscana e delle due Sezioni di Rifredi e Peretola, insieme ad alcuni collaboratori, hanno fatto una passeggiata distanziata nel quartiere di Rifredi, con delle tappe sotto alle targhe e vie dedicate ai partigiani. Lì hanno tenuto dei brevi discorsi, lasciato fiori e cartelli. Tra una tappa e l’altra sono stati intonati slogan e canzoni che hanno attirato l’attenzione degli abitanti: alcuni di loro si sono aggiunti al corteo, altri cantavano e applaudivano dai balconi, in molti hanno ringraziato per il gesto e alcuni hanno lasciato i contatti chiedendo di essere chiamati per fare qualcosa insieme.

Anche in altre zone della Toscana si sono verificati episodi di intimidazione della Polizia: a Massa i compagni della Sezione, insieme a Massa Antifascista, sono andati a rendere omaggio alla lapide del partigiano Aldo Salvetti. Proprio in quel momento decine di agenti della Digos stavano attorno ai compagni, mentre due camionette della celere erano posizionate lì vicino per disperdere la celebrazione in caso di ordine. A Colle Val d’Elsa (SI) sono stati i Carabinieri a cercare di impedire a una compagna della Sezione e ad altri antifascisti colligiani di andare a rendere omaggio ai partigiani. Con la scusa del divieto di assembramento, hanno provato a multare i compagni che, però, si sono fatti valere: a seguito di una rapida “lezione” sul significato e sul valore del 25 Aprile le multe sono state stracciate. L’episodio consente di ragionare sul fatto che la situazione crea subbuglio ovunque e anche nelle Forze dell’Ordine c’è una parte che non è d’accordo o non è convinta dell’applicazione di misure restrittive tanto gravi quanto poco utili.

 

Primo Maggio

La tappa conclusiva della Settimana Rossa ha visto mobilitazioni in tutte le federazioni del Partito. A Torino i compagni hanno fatto un piccolo corteo distanziato insieme al Si Cobas, mentre a Milano hanno portato la solidarietà ai lavoratori della Grande Distribuzione presidiando l’entrata di un supermercato Carrefour, per poi fare un piccolo corteo distanziato sulla passeggiata lungo la Martesana. A Pisa striscioni e video comizio di fronte alla sede di Confindustria. A Prato i compagni hanno fatto un video davanti all’azienda tessile Alan attaccando uno striscione, così come striscioni sul tema del lavoro sono stati esposti nella zona del Verbano-Cusio-Ossola. A Firenze i compagni hanno attaccato striscioni e fatto comizi al megafono nel quartiere di Rifredi insieme ad alcuni collaboratori e simpatizzanti, dove hanno attirato l’attenzione di Digos e carabinieri che hanno identificato tre compagni.

L’attenzione maggiore è stata rivolta alle strutture sanitarie. Infatti sono stati fatti interventi con striscioni, video e comizi davanti a ospedali e RSA a Milano, Sesto San Giovanni, Massa (insieme alla Rete Antifascista), Cecina, Pisa, Firenze e Napoli (insieme al Comitato San Gennaro e a un esponente di Potere al Popolo).

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