Il governo ha annunciato lo stanziamento di ingentissime risorse per far fronte all’emergenza sanitaria ed economica: centinaia di miliardi di euro. Dove prenderà questi soldi? Nell’attuale sistema la spesa pubblica degli Stati è campo di speculazione per la borghesia imperialista, attraverso il meccanismo del debito pubblico. Quindi un governo come l’attuale, che ancora non rompe le catene del sistema finanziario e resta succube della borghesia imperialista, dovrà ricorrere ai mercati finanziari per farsi prestare il denaro necessario, chiaramente alle condizioni imposte dai gruppi imperialisti.

L’emergenza sanitaria e le sue conseguenze economiche hanno acuito lo scontro tra questi gruppi, alimentando e facendo fare un balzo in avanti alla tendenza alla guerra imperialista. Gli imperialisti USA cercano di mantenere una posizione di dominio contro i gruppi franco-tedeschi che guidano l’UE (nonché contro la Cina), mentre questi ultimi si sforzano di mantenere il proprio predominio tra i gruppi borghesi dell’UE e di contendere a livello mondiale quello degli USA. In tale quadro si inserisce lo scontro a livello europeo sugli strumenti finanziari da utilizzare in questa fase, che ha portato al fumoso accordo dell’Eurogruppo del 23 aprile. Nella risoluzione finale si parla della creazione del Recovery Fund (fondo garantito dal bilancio dell’Unione Europea, da utilizzarsi per l’emissione di obbligazioni dette Recovery Bond), dell’uso del MES senza condizioni e del Sure (un fondo a sostegno della cassa integrazione degli Stati), ma tutti i contenuti principali di queste misure restano ancora da definire e sono oggetto di un’accesa battaglia. Nello stesso quadro si inserisce anche lo scontro tra le forze politiche borghesi nel nostro paese sull’utilizzo o meno di questi o altri strumenti (i “Coronabond” o i “BTP dell’Orgoglio Italiano” proposti dalla Lega).

“La divisione sul MES in realtà è la divisione tra le clientele infeudate a padrini affiliati o succubi dei gruppi imperialisti USA e sionisti da una parte e dall’altra le clientele infeudate a padrini affiliati o succubi dei gruppi imperialisti europei (i quali in qualche misura “giocano” su Russia e soprattutto la Repubblica Popolare Cinese), con il Vaticano diviso tra i due raggruppamenti delle clientele. (…)  MES, Eurobond (o Coronabond) e BTP dell’Orgoglio Italiano di Salvini per le masse popolari sono alternativi tra loro come lo sono la zuppa e il pan bagnato! L’unica differenza reale è che il primo è strettamente legato all’UE, gli altri due sono legati al sistema finanziario internazionale dove i gruppi imperialisti USA hanno la parte del leone. (…..)

In realtà le alternative sono solo due e nette. Oggi l’economia reale (la produzione di beni e servizi) dei paesi imperialisti è al servizio del capitale finanziario e del capitale speculativo, una montagna di denaro fiduciario che costituisce il sistema finanziario internazionale. Un’alternativa è rompere le catene del sistema finanziario internazionale, creare una moneta nazionale, consolidare o abolire il Debito Pubblico. L’altra alternativa è sottostare alle iniziative con le quali i gruppi imperialisti cercano di ingrandire la loro parte nel sistema finanziario internazionale. Solo un governo d’emergenza delle masse popolari organizzate avrà la forza di optare per la prima soluzione e far fronte ai ricatti, alle minacce, alle sanzioni e alle aggressioni dei signori del sistema finanziario internazionale. (…)

Creare le condizioni per rompere le catene del sistema finanziario internazionale implica promuovere in ogni azienda privata e pubblica la costituzione di organismi operai e popolari che salvaguardano posti di lavoro e servizi pubblici, promuovono l’organizzazione delle masse popolari in ogni zona d’abitazione, agiscono da autorità pubbliche contrastando gli effetti della crisi generale, si coordinano tra loro fino ad avere la forza di costituire un proprio governo d’emergenza, il Governo di Blocco Popolare e farlo ingoiare alla borghesia imperialista, al Vaticano, alla malavita organizzata e ai loro padrini, i gruppi imperialisti europei, USA e sionisti!

A differenza di un governo dei capitalisti (succube dei capitalisti), il Governo di Blocco Popolare potrebbe emettere (stampare banconote o usare scritture di conto corrente bancario) suo denaro e imporne il corso forzoso (…) Il GBP potrà emettere tanto denaro quanto ritiene conveniente emetterne per realizzare i suoi propositi. Un governo dei capitalisti (succube ai capitalisti) non può giovarsi di questo fatto, perché creando denaro il governo distruggerebbe (svalorizzerebbe) il capitale finanziario (attraverso l’inflazione ndr.); un governo d’emergenza delle masse popolari organizzate invece lo farà.

Quanto alle minacce e alle ritorsioni di cui sarebbe oggetto, si tratta di vedere di che natura sono: il Governo di Blocco Popolare ci farà fronte come ci fanno fronte Iran, Venezuela, Russia, RPC, ecc. (…)

Solo la costituzione del Governo di Blocco Popolare rende realistici i propositi di indipendenza nazionale da UE e USA e di mettere fine al catastrofico corso delle cose. Per porre fine al catastrofico corso delle cose bisogna promuovere rivendicazioni di diritti e di ammortizzatori sociali e la formazione di brigate di solidarietà e di altri analoghi organismi con cui mobilitare e organizzare le masse popolari, in ogni scontro particolare bisogna far concretamente leva su tutti quelli che condividono il nostro obiettivo immediato, ma bisogna che noi comunisti marciamo con autonomia verso il nostro obiettivo storico: la costituzione del Governo di Blocco Popolare, passo verso l’instaurazione del socialismo” – dal Comunicato del (nuovo)PCI del 22 aprile 2020: Perché Conte martedì 21 aprile non ha sottoposto all’approvazione di Camera e Senato la linea che seguirà giovedì 23 aprile al Consiglio Europeo?

Gli attacchi dei politici e media occidentali contro la Repubblica Popolare Cinese, che la indicano come colpevole della diffusione del virus, sono una manifestazione dell’aggravarsi della tendenza alla guerra. Riportiamo di seguito un estratto del documento: Riportare al vero i fatti distorti – Parigi, 12.04.2020. Osservazioni di un diplomatico cinese di stanza a Parigi (visionabile integralmente sul sito del P.CARC), attraverso cui il corpo diplomatico cinese in Francia risponde a queste accuse. Il testo non è firmato, ma è stato pubblicato sul sito dell’ambasciata cinese di Parigi in La Chine et la France (www.amb-chine.fr). 
“In un momento in cui il mondo intero si sta mobilitando contro l’epidemia, nei paesi occidentali alcuni media che pretendono di essere obiettivi e imparziali, alcuni esperti e politici sembrano più impegnati a calunniare, stigmatizzare e attaccare la RPC che a ragionare su come contenere l’epidemia nel proprio paese e nel resto del mondo. Essi non riescono a tollerare l’idea che la RPC sia riuscita a combattere l’epidemia. Tramite le loro tesi inventate, secondo cui la RPC “è stata lenta a reagire” e “ha nascosto la verità”, la RPC viene presentata come la principale responsabile della pandemia e la sua vittoria sul coronavirus viene fatta passare come un crimine abominevole. (…) Quei media ed esperti che hanno accusato la RPC di nascondere i veri numeri della pandemia, affermano che con 1,4 miliardi di abitanti è impossibile credere che vi siano stati solo 80.000 infetti e poco più di 3.000 morti. Da questo hanno dedotto che la RPC deve aver sicuramente mentito. Eppure non è né mentendo né nascondendo la verità che la RPC ha ottenuto questo risultato, ma grazie al fatto che il governo cinese ha adottato organiche, profonde e rigorose misure di prevenzione e controllo: “rilevare, segnalare, isolare e trattare i malati con la massima reattività”, mettendo la sicurezza e la salute delle masse popolari al primo posto. La RPC non ha avuto paura di danneggiare la crescita del suo PIL di migliaia di miliardi di yuan, iniettando centinaia di miliardi di yuan di risorse, mobilitando oltre 40.000 uomini tra il personale medico da tutto il paese per sostenere Wuhan e lo Hubei e, infine, sconfiggere l’epidemia in soli due mesi. (…)
I media occidentali anti-cinesi utilizzano sempre gli stessi due metodi per attaccare la RPC: il primo è inventare una menzogna, il secondo è ripeterla senza sosta. Hanno essi forse paura di essere contraddetti? (…) Al fine di rendere una menzogna più credibile, la si ripete all’infinito come un disco rotto. “Una bugia ripetuta mille volte diventa una verità”: questo è il loro credo e il loro modus operandi. Nelle loro ripetute menzogne, la RPC, che è riuscita a superare l’epidemia mettendo gli interessi del popolo al centro delle misure, passa per “paese canaglia”. Tuttavia quei politici, giornalisti di stanza in Cina, “esperti di politica cinese” occidentali che non hanno saputo fare altro che commettere ripetuti errori, tenere in così poca considerazione la vita dei propri compatrioti e scaricare il barile sugli altri appena possibile, ora si ergono a “giudici”. Questo modo di fare non potrà che danneggiare loro stessi e gli altri. Uno scrittore ha una volta detto qualcosa di molto profondo: “quando la seppia è in pericolo, sputa il suo inchiostro per annerire l’acqua e ne approfitta per fuggire. È una tattica ben nota ad alcune élites politiche e culturali occidentali”.

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