Organizzarsi ovunque in ogni azienda, caseggiato, quartiere, paese e città per limitare i contagi e affermare gli interessi e i diritti dei lavoratori

Un bilancio della Fase 1
Non è andato tutto bene. Più di 25 mila morti, la strage di anziani nelle RSA, gli abusi e le violenze poliziesche coperte dalla necessità di far rispettare le misure del distanziamento sociale, le deroghe che hanno permesso la riapertura di molte aziende nonostante non producano beni essenziali (il 55% delle aziende è rimasto aperto e milioni di persone sono state costrette a lavorare senza tutele), milioni di famiglie precipitate nella povertà e nell’insicurezza senza cure mediche e assistenza sanitaria. Il governo ha operato in modo schizofrenico, mescolando paternalismo, repressione, propaganda e misure di scarsa efficacia rispondenti unicamente agli interessi di Confindustria e del sistema bancario-finanziario anziché della popolazione.
L’unico motivo per cui il bilancio della Fase 1 non è peggiore sta nell’ondata di scioperi di marzo nelle grandi aziende e in intere filiere, come la logistica, che ha costretto i padroni a prendere decisioni che non avrebbero preso spontaneamente (adozione di DPI, chiusura temporanea, ecc.), combinata con l’opera delle brigate volontarie di solidarietà in varie zone del paese, in particolare in Lombardia, che ha impedito l’isolamento di decine di migliaia di famiglie e ha fornito loro generi di prima necessità in una situazione di completo abbandono da parte delle istituzioni. Le promesse di cassa integrazione per tutti, reddito di emergenza, sussidi, stop al pagamento di affitti e bollette, a due mesi di distanza, sono rimaste ancora promesse. Solo a metà aprile sono arrivati 600 euro a qualche milione di artigiani e commercianti e buoni spesa per alcune migliaia di famiglie.
La Fase 1 ha dimostrato che la classe dominante è l’unica responsabile delle condizioni che hanno permesso al Covid-19 di proliferare (distruzione del sistema sanitario pubblico nazionale, sottomissione alla rete di speculazioni internazionali e nazionali, incapacità o mancata volontà di imporre le misure efficaci per fare fronte alla situazione). La grave carenza del sistema sanitario è il risultato delle politiche attuate dai quaranta anni di governi del “programma comune” (CAF e Larghe Intese). Le istituzioni di questo paese, Governo Conte, le Regioni e molte Amministrazioni Locali sono asservite all’associazione a delinquere conosciuta come Confindustria, al Vaticano, alla Mafia e alle altre organizzazioni criminali. è per le pressioni di Confindustria (rivendicate pubblicamente) e dei grandi speculatori della sanità “privata” (ma finanziata con i soldi pubblici) che il governo non ha fatto ciò che era necessario fare. è per gli interessi dei padroni, degli affaristi e speculatori che sono state sacrificate le vite di oltre 25 mila persone e che altre migliaia sono consapevolmente messe in pericolo ancora oggi.
Ogni operaio, ogni lavoratore dipendente, ogni lavoratore autonomo, commerciante, Partita Iva, disoccupato, cassintegrato, studente e pensionato si deve chiedere che cosa ha imparato da questa esperienza. Deve trarre degli insegnamenti perché essi sono il patrimonio più prezioso da usare per agire nel presente e per guardare al futuro.

A questo proposito, indichiamo due cose.

  1. Milioni di persone, nonostante la propaganda di regime, hanno perso fiducia nella classe dominante, hanno toccato con mano che cosa vuol dire che da questa banda di affaristi, speculatori e sfruttatori non potrà venire nessuna soluzione positiva per la collettività. I padroni pensano solo al loro profitto, i politicanti borghesi li assecondano in ogni modo.
  2. Incazzarsi non basta. Milioni di persone sono incazzate. Notizie contraddittorie, informazioni parziali, mezze verità e la propaganda di regime alimentano incertezze e smarrimento, ma se ci si limita all’incazzatura, inevitabilmente il passo successivo sarà un maggiore sconcerto e la disperazione. è necessario trasformare l’incazzatura, la paura, l’incertezza in spinta per l’organizzazione e la solidarietà. Nessuno deve essere lasciato solo. La forza delle masse popolari è la loro unione, la solidarietà reciproca, il ragionamento nel fare insieme qualcosa che va nell’interesse della collettività, la coscienza che è giusto farlo. Questa forza dobbiamo imparare a farla valere tutta e fino in fondo.

Le questioni principali in questa fase
Il contenuto principale di questo passaggio attiene a due aspetti:

  1. La guerra per bande in seno alla Comunità Internazionale degli imperialisti UE, USA e sionisti che si affianca da una parte alla guerra che la Comunità Internazionale alimenta contro Cina, Russia e “Stati canaglia” e dall’altra alla lotta intestina nella UE (Coronabond vs MES, ad esempio – vedi articoli a pag. 2);
  2. gli obiettivi e i modi della riapertura delle aziende e dei cantieri e, secondariamente, delle attività commerciali al dettaglio, cioè le condizioni in cui si svolgeranno la produzione e distribuzione di merci (beni e servizi), le relazioni fra capitalisti e operai e le correlate relazioni sociali; il prodotto della produzione industriale (cosa, quanto e come produrre), la riorganizzazione della distribuzione, la funzione delle aziende pubbliche, le ristrutturazioni che inevitabilmente investiranno tutti i settori produttivi.

Ci soffermiamo su questo secondo aspetto.

“Tornare progressivamente alla normalità convivendo con il virus” significa far ripartire tutte le attività attraverso cui i capitalisti valorizzano il capitale. In questo rientrano la produzione di beni e servizi essenziali e la produzione di beni e servizi che durante il lockdown si sono dimostrati del tutto inutili e anzi una piaga di cui le masse popolari si erano momentaneamente liberate (il business del gioco d’azzardo legalizzato, il giro di miliardi legato alle speculazioni sul campionato di calcio, alle corse di macchine, cavalli, cani, alla gestione affaristica del turismo di massa, alla produzione di spettacoli – spazzatura, ecc.). La Fase 2 del governo si riassume nel garantire ai capitalisti di tornare a produrre per fare profitto, a ogni costo, nonostante il numero dei contagiati sia oggi di gran lunga superiore rispetto a quando fu imposto il lockdown a inizio marzo (vedi la tabella).

Aprono subito, tutte e senza limitazioni, le aziende capitaliste, aprono in un secondo momento, e dovendo sottostare a misure insostenibili, le attività accessorie, il commercio al dettaglio. Anche i commercianti, a cui viene riconosciuta una elemosina inutile a sostenere le spese correnti e a tenere in piedi le attività, sono sacrificati agli interessi del grande capitale. Pertanto la Fase 2 è caratterizzata dalla lotta più acuta fra la classe dominante (governo Conte 2, autorità e istituzioni nazionali e regionali, Confindustria, Vaticano e Comunità Internazionale) e il campo delle masse popolari.

Il centro dello scontro non sono le misure per la riapertura, ma il tipo di prospettiva verso cui indirizzare il paese: il mantenimento del vecchio sistema di relazioni economiche, politiche e sociali (cambiare tutto per non cambiare niente) oppure una profonda trasformazione basata sugli interessi delle masse popolari

Nulla sarà come prima, tutto può essere meglio di prima
L’emergenza Covid-19 e la criminale gestione che ne ha fatto la classe dominante hanno aggravato su vasta scala gli effetti della crisi generale per sovrapproduzione assoluta di capitale che era già in corso e hanno creato anche il contesto nuovo e superiore per la rivoluzione socialista nel nostro paese. Se ogni operaio, ogni lavoratore dipendente, ogni Partita Iva, ogni piccolo commerciante, ogni pensionato, ogni elemento delle masse popolari ragiona sulla propria esperienza può comprendere la necessità e la possibilità di attivarsi e mobilitarsi a questo fine.
E’ vero che sussistono le misure di distanziamento sociale e aumenterà la repressione contro chi si attiva, si organizza e si mobilita, ma è vero anche che la riapertura di tutte le aziende mette in circolazione milioni di persone che non vogliono essere carne da macello e vittime sacrificali per gli interessi dei padroni. Organizzarsi e mobilitarsi è possibile. Molti esempi lo dimostrano e possono e devono essere replicati ovunque (vedi articolo a pag. 4) per attuare il programma popolare per fare fronte all’emergenza.

La Fase 2 non esiste. La “riapertura” del 4 maggio non è basata su alcun riscontro scientifico, ma solo sugli interessi dei capitalisti. Rimane l’emergenza sanitaria e anzi probabilmente si aggraverà per le scellerate decisioni del governo. Pertanto, la priorità che abbiamo di fronte rimane la limitazione dei contagi, la cura degli ammalati e, a discendere da questo, le misure necessarie a fare fronte all’emergenza economica e sociale.
Nessun governo che obbedisce a Confindustria, alla UE e al sistema finanziario internazionale attuerà mai spontaneamente le misure realmente efficaci e necessarie. Per attuarle è necessario un governo che obbedisca alla parte già organizzata delle masse popolari e che faccia gli interessi di tutte le masse popolari, il Governo di Blocco Popolare. Quindi, i comunisti e la parte già organizzata delle masse popolari devono combinare due movimenti:

– la rivendicazione dell’attuazione di queste misure (scioperi, proteste, manifestazioni);

– l’attuazione diretta di queste misure nella misura in cui i mezzi, le risorse e gli strumenti lo consentono, coordinandosi fra organismi e movimenti in modo da allargare il più possibile la loro rete e gli ambiti di intervento.

Questa combinazione è il processo pratico per costituire un governo che fa fronte all’emergenza nell’interesse delle masse popolari. La forza decisiva in questo processo è la classe operaia, poiché è la componente essenziale tanto per la produzione capitalista di beni e servizi (attraverso cui i capitalisti valorizzano il capitale) quanto per il funzionamento della società.

Se gli operai decidono una cosa e si organizzano per farsi valere, non esiste Confindustria, governo, polizia o esercito che possa fermarli. La mobilitazione e organizzazione della classe operaia è l’unica strada per far valere gli interessi di tutte le masse popolari: chi prova a dividere e contrapporre la classe operaia dalle altre classi delle masse popolari (disoccupati, Partite IVA, piccoli commercianti, piccoli imprenditori, professionisti) fa più o meno consapevolmente il gioco dei padroni.è nelle aziende che si gioca la partita più dura e, in definitiva, decisiva.
Per questo è fondamentale sostenere ogni mobilitazione della classe operaia e promuovere il coordinamento degli operai con il resto delle masse popolari.
Dobbiamo contrastare il terrorismo mediatico della propaganda di regime che martella costantemente e ovunque sulla necessità di difendere la società di merda in cui i capitalisti ci hanno costretto a vivere per i loro interessi. Questa società la dobbiamo cambiare fino in fondo, dobbiamo rivoltarla. Tutto può essere migliore. Possiamo fare in modo che tutto vada meglio di prima.
Le migliaia di anziani morti, trattati come scarti della società, sono gli uomini e le donne che hanno combattuto il fascismo, i protagonisti delle lotte di emancipazione degli anni ‘60 e ‘70 del secolo scorso, che con il loro lavoro hanno costruito città e quartieri, che hanno educato generazioni di bambini nelle scuole e curato gli ammalati negli ospedali, che hanno contribuito con il loro lavoro al benessere della collettività nonostante la legge del profitto, i ricatti, la disgregazione sociale e la corruzione morale imposte dai padroni. Le migliaia di anziani morti si sommano agli infermieri e ai medici che anziani non erano e che sono stati mandati allo sbaraglio, ai lavoratori che hanno contratto il virus in azienda, a coloro che sono morti da soli, abbandonati nelle loro case, nella vana attesa di assistenza e di un tampone.
Non lasceremo ai nostri figli un paese devastato e una società barbarica in cui loro stessi saranno carne da cannone o da macello. In nome dei lavoratori che hanno lottato e combattuto prima di noi, per conto dei lavoratori di domani e dei nostri figli, raccogliamo il testimone e riprendiamo il cammino per un nuovo 25 Aprile. Per una nuova liberazione, per scrivere la parola fine all’epoca predatoria della storia dell’umanità e iniziare una fase nuova, quella che il nostro paese non ha mai conosciuto e che inizia con l’instaurazione del socialismo. Il primo passo ce lo abbiamo di fronte: 10, 100, 1000 mobilitazioni e iniziative per imporre il Governo di Blocco Popolare.


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