Quello che non deve riaprire

Anche da ciò che ha la priorità nella riapertura, emerge il tipo di società che la classe dominante sta cercando di rianimare. Ripristinare il circolo del gioco d’azzardo legalizzato, del Lotto, Enalotto, Gratta e Vinci, slot machines, sale scommesse, ecc. equivale a disseminare di polpette avvelenate un territorio popolato da gente affamata e denutrita. Già “in tempi normali” i promotori della legalizzazione del gioco d’azzardo andrebbero puniti in modo esemplare perché speculano sulle masse popolari e sulle malattie che il gioco d’azzardo provoca e aggrava (ludopatia). In una situazione di povertà dilagante, precarietà crescente e disperazione diffusa la riapertura di questa filiera è un atto di guerra contro i i lavoratori e le masse popolari tutte.

Devono riaprire le scuole, non le sale scommesse. Devono riaprire le società sportive di base, non il campionato di serie A con i miliardi di diritti TV estorti alle masse popolari. Devono riaprire i teatri, non le sedi delle finanziarie. Devono riaprire i presidi sanitari di quartiere e devono essere rimesse a registro le visite domiciliari ai malati, non devono essere aperti ospedali che rimangono cattedrali nel deserto come quello alla Fiera di Milano. Devono essere aperte strutture di ricovero per gli anziani e i disabili a gestione pubblica e devono essere chiuse adesso e una volta per tutte le strutture private che speculano sugli anziani e li seviziano. Anche su ciò che deve riaprire o deve rimanere chiuso – e in certi casi chiuso per sempre – si combatte la lotta fra due tipologie di società completamente diverse: quella gestita dai capitalisti, nella quale tutto ciò che produce profitto – non importa se a scapito delle masse popolari – è lecito, e quella gestita dalle masse popolari organizzate nella quale funziona solo ciò che ha una funzione sociale. è la lotta fra chi ci vuole riportare indietro e chi vuole guardare avanti e avanzare.

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