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“Aldo dice 26 x 1” – Un dibattito con i giovani e per i giovani

Redazione di Resistenza by Redazione di Resistenza
Maggio 4, 2020
in Resistenza n. 5/2020
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Foto Claudio Furlan - LaPresse
01 Aprile 2020 Milano (Italia)
News
Brigate volontarie di emergenza, gruppo di volontari coordinati da Emergency che consegnano spesa e farmaci a domicilio a malati o persone impossibilitate ad uscire durante l emergenza coronavirusPhoto Claudio Furlan/Lapresse
01 Aprile 2020 Milano (Italy)
Volunteer emergency brigades, a group of volunteers coordinated by Emergency who deliver groceries and medicines at home to patients or people unable to leave during the coronavirus emergency

Foto Claudio Furlan - LaPresse 01 Aprile 2020 Milano (Italia) News Brigate volontarie di emergenza, gruppo di volontari coordinati da Emergency che consegnano spesa e farmaci a domicilio a malati o persone impossibilitate ad uscire durante l emergenza coronavirusPhoto Claudio Furlan/Lapresse 01 Aprile 2020 Milano (Italy) Volunteer emergency brigades, a group of volunteers coordinated by Emergency who deliver groceries and medicines at home to patients or people unable to leave during the coronavirus emergency

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Il 19 aprile il P.CARC ha organizzato un’iniziativa rivolta ai giovani sulla situazione attuale, sul valore e sugli insegnamenti della Resistenza e sulle esperienze delle Brigate di Solidarietà attive in tutto il paese. L’iniziativa è stata tenuta da Ermanno Marini, responsabile nazionale del Settore Organizzazione del P.CARC, e da Silvia Fruzzetti, responsabile nazionale del Lavoro Giovani e segretaria della Federazione Toscana del Partito. Dopo un’introduzione sull’analisi della situazione attuale e sul valore della Resistenza, da cui la lotta di oggi trae linfa, si è passati agli interventi. Di seguito una sintesi dei principali.

 

Brigate di solidarietà

La mobilitazione spontanea delle masse popolari cresce in ogni fabbrica, quartiere e caseggiato. Questo è il dato che emerge dai racconti dei compagni che partecipano alle Brigate nate a Milano, Pisa, Colle Val d’Elsa (Siena) e Quarto (Napoli). Ognuno di loro ha portato un pezzo prezioso della propria esperienza, ma vi sono aspetti che accomunano tutti ed è su questi che, in particolare, ci soffermiamo.

– Su che spinta nascono le Brigate? Come ci ha raccontato in particolare Mattia della Brigata Modotti di Milano, la prima spinta deriva dal voler rispondere ai bisogni immediati delle masse popolari. Mattia ha spiegato bene come la mole stessa delle richieste di intervento che continuano a ricevere (anche da parte del Comune di Milano) li ha resi maggiormente consapevoli di quanto essenziale sia la loro mobilitazione. Ad oggi la Brigata distribuisce centinaia di pacchi alimentari al giorno, ha stoccato cinque tonnellate di cibo e porta avanti il lavoro grazie a circa 250 volontari e al coordinamento con le altre Brigate della città.

La seconda spinta, illustrata dalla compagna Laura, membro della sezione di Quarto del P.CARC e attiva nella Brigata territoriale, nasce dalla voglia di partecipazione e di protagonismo da parte dei giovani, di quegli stessi stessi giovani che la borghesia cerca di infognare nel mondo virtuale, nell’apatia, nel nichilismo e nell’individualismo. La mobilitazione concreta non è solo un antidoto alla propaganda di guerra e al terrorismo psicologico di massa sparso a piene mani dalla classe dominante, ma è anche l’elemento che attribuisce un senso all’esistenza stessa dei giovani.

– Esiste una prospettiva che permetta alle Brigate di continuare ad operare al di là dell’emergenza sanitaria in corso? L’emergenza COVID-19 aggraverà le condizioni, già precarie, delle masse popolari del nostro paese.

Questa è la consapevolezza che si sta diffondendo all’interno delle Brigate, testimoniata dal vivace dibattito che ci hanno riportato i compagni intervenuti. Mattia l’ha sintetizzato bene in una frase: “il nostro compito non è più solo contrastare il virus, ma contrastare la povertà”. La compagna Laura ha spiegato come, con la sua Brigata ci si mobiliti per distribuire, insieme ai pacchi alimentari, anche questionari utili a mappare in modo capillare le problematiche del territorio e da cui ricavare parole d’ordine e pratiche su cui mobilitare le masse popolari. Una di queste pratiche consisterà nel dare continuità alla distribuzione dei pacchi alimentari (anche ad emergenza sanitaria finita) trasformandola in una fonte di lavoro utile e dignitoso per i disoccupati del territorio.

Un’altra esperienza particolarmente significativa, esempio di unità tra lavoratori e studenti, è stata quella riportata dalla compagna Chiara di Colle Val d’Elsa che ha raccontato della mobilitazione della Brigata Giovani in solidarietà con gli operai dello stabilimento della Whirlpool di Siena per contrastare le manovre dei padroni atte a imporre la riapertura della fabbrica.

-Qual è il ruolo dei comunisti all’interno delle Brigate?

Ci siamo soffermati, a tal proposito, sulle questioni poste da Tommaso (membro del Fronte della Gioventù Comunista di Pisa e della Brigata di solidarietà Pisa Brigante). Il compagno ha sottolineato l’importanza di valorizzare le esperienze delle Brigate sia per rispondere ai bisogni immediati delle masse popolari, sia per elevare la loro coscienza di classe individuando azioni tattiche e parole d’ordine efficaci. È una questione importante che decide non solo del futuro delle Brigate ma anche del modo in cui usciremo da questa crisi. La rivoluzione socialista infatti si costruisce, è una guerra, una guerra popolare rivoluzionaria di lunga durata diretta dai comunisti e che ha al centro la conquista della direzione delle masse popolari le quali sperimentano nella pratica la giustezza delle indicazioni e delle soluzioni che i comunisti indicano loro. Oggi la traduzione concreta e immediata di questo concetto sta nel rafforzare la rete di organizzazioni operaie, popolari, di quartieri, di caseggiato per far fronte all’emergenza del COVID-19 individuando le misure che servono, imponendole, attuandole, rendendo il paese ingovernabile alle autorità borghesi sino a imporre il governo che serve, il Governo di Blocco Popolare.

 

Le mobilitazioni degli studenti

Abbiamo quindi discusso della situazione nelle scuole, grazie a interventi come quello di Filippo di M-48, che ha illustrato le difficoltà degli studenti in questo periodo. Esattamente come per la sanità pubblica, oggi allo sfascio totale, la demolizione pezzo per pezzo del diritto allo studio è un processo che in atto ormai da decenni e che riguarda sia gli studenti che i lavoratori della scuola e dell’università. Oggi essa si palesa in misure inefficaci e classiste come la didattica a distanza che dà per scontato che ciascun studente possieda una connessione internet o un computer oppure nella mancanza di misure a sostegno degli studenti universitari.

Rispetto a quest’ultimo aspetto abbiamo riportato l’esempio positivo della mobilitazione degli studenti borsisti di Pisa che con creatività stanno portando avanti una battaglia per il diritto allo studio. Un aspetto importante di questa mobilitazione è stato il coordinamento con la classe operaia, in particolare con gli operai della Piaggio di Pontedera che hanno messo in campo una campagna fotografica a loro sostegno.

 

Questi i principali temi emersi dalla discussione da cui usciamo determinati a continuare a confrontarci e a promuovere il coordinamento fra Brigate, organizzazioni politiche e studenti. Compagni, liberiamoci dal virus del capitalismo costruendo la rete del nuovo potere, partecipando alla lotta di classe, raccogliendo il testimone della gloriosa Resistenza!

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