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[Italia] Violare o no, dipende dagli interessi di classe

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Aprile 27, 2020
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LaPresse14-12-2011 Pomigliano d'Arco (NA), ItaliaCronacaSergio Marchionne presenta la nuova Fiat PandaNella foto: un momento della presentazione

LaPresse14-12-2011 Pomigliano d'Arco (NA), ItaliaCronacaSergio Marchionne presenta la nuova Fiat PandaNella foto: un momento della presentazione

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L’aggravamento dell’emergenza sanitaria, economica e politica in corso costringe le classi ad agire sempre più apertamente. La gestione dell’emergenza da parte della classe dominante combina l’incuria verso le masse popolari alla promozione di un clima di “unità nazionale” intorno alle istituzioni che la circondano, nel tentativo di impedire che si organizzino e si mobilitino per scalzarla dal potere e prendere in mano le sorti del paese. Non solo, la dura repressione attuata in occasione del 25 aprile ha smascherato ulteriormente il vero volto dello stato: la volontà di cancellare le celebrazioni per il 25 aprile, a fronte di un uso delle misure restrittive come strumento di repressione verso l’organizzazione delle masse popolari. La fase due è alle porte ed è chiaro quale sia il progetto per questa nuova fase: da una parte continuare a valorizzare il capitale, a fare profitto, a speculare sulle morti, e dall’altra reprimere l’organizzazione delle masse popolari che invece mettono mano in mille forme a questa emergenza, azienda per azienda, ospedale per ospedale, quartiere per quartiere. Non ci sarà infatti nessuna fase che rappresenti una ricostruzione positiva se lasciamo fare a questo governo. L’emergenza in atto, lo dicono loro stessi, è gestita come una guerra e l’intossicazione, la propaganda terroristica, le misure restrittive, lo smantellamento dei diritti conquistati e delle libertà personali, la repressione fanno parte di questa guerra, della borghesia contro le masse popolari.

L’unica via positiva per la ricostruzione è in mano alle masse popolari, se queste si mobilitano e tengono in mano l’iniziativa. Non farlo significa condannarsi. Farlo significa violare restrizioni e disobbedire a decreti e leggi ingiuste. Le misure restrittive e l’imposizione di misure di sicurezza d’altronde valgono solo per qualcuno e solo in qualche caso. Valgono infatti per gli operai nel caso in cui scioperino per fermare le aziende e la diffusione del virus o per lavorare in sicurezza, ma non valgono invece per gli operai che non ci possono stare a casa e sono obbligati ad andare a lavoro per produrre beni non essenziali all’emergenza e lo devono fare senza DPI. Allo stesso modo le leggi valgono per i lavoratori della sanità se si tratta di intimidirli e licenziarli per aver denunciato le mancanze di DPI e misure di sicurezza e per averle pretese, ma non valgono invece per gli stessi lavoratori quando si tratta di farli lavorare in sicurezza e non trattarli come carne da macello in ospedali e RSA focolai.

Misure restrittive e repressive non valgono invece in nessun caso per capitalisti, speculatori, affaristi e banchieri che non sono investiti dalla propaganda terroristica e tanto meno sono perseguiti nelle loro manovre. Loro proseguono indisturbati la loro guerra di sterminio sulla pelle delle masse popolari.

Voler rispettare a tutti i costi le imposizioni e le restrizioni significa stare a questo gioco. Noi non siamo i fautori dell’uscire a tutti i costi, del violare tanto per violare perché è giusto essere responsabili verso la nostra classe e per quanto impone la condizione oggettiva dovuta alla diffusione del virus. Voler stare a casa, voler adottare tutte le precauzioni significa occuparsi dell’emergenza e gestirla in modo responsabile, al contrario di quanto fa il governo che dice alle masse popolari di fare una cosa mentre è impegnato a vendere la vita di milioni di lavoratori agli interessi di Confindustria e compagnia. Restare a casa quindi non si può se significa condannarsi a essere carne da macello, a rimanere disoccupati e senza avere di che mangiare, aspettando e confidando che chi governa faccia gli interessi di lavoratori, studenti, disoccupati e anziani.

Per questo è necessario rispettare le norme sanitarie necessarie, ma non le misure restrittive usate a tutela di manovre peggiorative nei confronti delle masse popolari.

Se gli operai non avessero disobbedito, se avessero sottostato al regime di terrore non avrebbero scioperato, non avrebbero fermato la produzione costringendo il governo alle misure (se pur parziali e subito eluse) e il numero dei contagi e dei morti sarebbe oggi molto più devastante. Se giovani, disoccupati, pensionati, operai momentaneamente fermi non avessero disobbedito per occuparsi delle masse popolari dei propri quartieri costituendo le Brigate di Solidarietà in migliaia sarebbero stati lasciati indietro, alla loro sorte. Se non ci fossero stati questi esempi, in molti non sarebbero stati spinti avanti a mobilitarsi e attivarsi!

Violare le misure non per nuocere alla propria classe, ma per responsabilità verso la propria classe! Con tutte le necessarie misure di sicurezza, ma in maniera risoluta!

Nessuno si salva da solo! Facciamo di ogni azione, lavoro o luogo una postazione di lotta per avanzare nella costruzione della soluzione all’emergenza, per imporre un governo d’emergenza che prenda tutte le misure necessarie e immediate! Mettiamo in campo mille iniziative di base per la settimana rossa e verso il primo maggio per avanzare in questa strada!

Avanziamo verso la costruzione del socialismo, unica vera soluzione positiva alla crisi sanitaria economica e politica in corso!

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