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[Milano] Niente sarà più come prima! All’emergenza rispondere con l’organizzazione operaia e popolare! Costituire 10 100 10000 Brigate di Solidarietà!

Federazione Lombardia - Piemonte by Federazione Lombardia - Piemonte
Aprile 5, 2020
in Federazione Lombardia, Federazione Lombardia
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In tutto il Paese stanno nascendo, spesso su spinta di organizzazioni popolari e realtà autogestite, Brigate di Solidarietà. Spontaneamente si stanno mobilitando migliaia di volontari per far fronte all’emergenza frutto della gestione criminale, delle privatizzazioni e dei tagli alla sanità pubblica. La regione Lombardia è la più colpita dall’emergenza. La città dove l’esperienza è più avanzata è quella di Milano, coperta in ogni municipio dalla rete delle Brigate Volontarie per l’Emergenza e dalle Brigate di Solidarietà Popolare, nate su spinta del movimento cittadino. La rete poggia in buona parte su quella dei centri sociali, e molte altre stanno sorgendo o praticando la solidarietà. Il comune di Milano ha deciso di sostenere, e contenere questa positiva spinta dal basso, organizzando un centralino unico. Ad Emergency è stata affidata l’organizzazione del servizio e la formazione dei volontari. A Bergamo sono coinvolti più di 400 volontari, di cui almeno un centinaioorganizzati dai compagni del Pacipaciana, dell’Arci Maite e di altre realtà con il progetto S.U.P.E.R Bergamo (Supporto Unitario Popolare Resiliente).Altri comuni invece come quello di Sesto San Giovanni (Mi) del sindaco sceriffo Di Stefano appoggiato da Forza Italia e Lega ne ostacolano la nascita.

Quest’esperienza dimostra che quando le organizzazioni popolari, prendono in mano l’iniziativa,intervengono nelle contraddizioni in campo nemico (come ad esempio tra amministrazioni PD e Lega, con elezioni del comune di Milano alle porte), spingono amministratori locali, anche di città importanti come Milano, a prendere misure favorevoli alle masse popolari. Misure parziali e non di rottura, di cui bisogna andare a fondo a questa strada per mettere gli amministratori locali di fronte alla scelta obbligata di rompere con la classe dominante e sostenere le masse popolari!

Quella delle Brigate di solidarietà è un esperienza importante perché è una scuola per imparare ad affermare dal basso le misure che servono alle masse popolari, è una via per costruire in ogni quartiere un punto di riferimento e un centro di mobilitazione delle masse popolari, per costruire quella rete del nuovo potere popolare che dobbiamo far crescere per soppiantare il sistema di potere della borghesia.

I passi in più per avanzare ora su questa via sono quelli di mettere al centro le soluzioni politiche e mobilitare in ogni quartiere le masse popolari nell’elaborazione e nell’attuazione di un programma popolare per far fronte all’emergenza sanitaria, economica e politica; di coordinarsi a livello cittadino e regionale per confrontare le esperienze e ragionare sulle iniziative da mettere in campo; di darsi inoltre un orizzonte e una prospettiva che vadano oltre la fine dell’emergenza sanitaria.

In una situazione che per tanti versi ricorda quella di una guerra, guardiamo all’esempio della Resistenza: il Partito Comunista ha diretto e vinto la lotta contro il nazi-fascismo, ma principalmente per suoi limiti interni non ha vinto contro la borghesia, per ricostruire il paese alle condizioni delle masse popolari.

La borghesia, nonostante la grave crisi attraversata, riuscì così a risalire la china e rimanere alla guida del paese.

Non facciamo lo stesso errore, non limitiamoci a far fronte all’emergenza, non illudiamoci che dopo tornerà tutto come prima. Ricostruiamo il paese alle nostre condizioni e non a quelle della classe dominante che dell’emergenza è causata: liberiamoci dal virus e dal capitalismo!

Quello che fin da subito si può fare è elaborare e applicare nella misura delle nostre forze in ogni quartiere un programma popolare per far fronte all’emergenza. Per farlo i primi passi da mettere in campo sono:

  • Legarsi alle attività dei comitati popolari e delle associazioni dei territori per conoscere palmo a palmo i quartieri per fare inchiesta e prendere i contatti di quanti non riescono ad avere cure adeguate,hanno problemi economici, problematiche legate al lavoro o allo studio a causa della didattica on-line, o sono senza tetto
  • Fare una mappatura delle case sfitte, e dei caseggiati che necessitano urgenti ristrutturazioni e un censimento delle famiglie sotto sgombero. Garantire un tetto e un lavoro utile e dignitoso per tutti
  • Vigilare sul rincaro dei prezzi, e fare inchiesta su quali sono i supermercati, ospedali, aziende necessarie che non rispettano le misure di sicurezza per clienti e lavoratori, e quali le aziende non necessarie ma ancora aperte.
  • Sostenere le lotte dei lavoratori e delle masse popolari contro il carovita, per il blocco degli affitti pubblici e privati, e per l’ autoriduzione delle bollette e per la campagna sul reddito universale: reddito di quarantena.

Il P.CARC appoggia le Brigate di Solidarietà e le altre esperienze simili, le promuove nei territori dove non sono presenti.E’ pronto a mettere in relazione, a collegare e a dare il suo sostegno a tutti coloro, singoli od organismi che vogliono intraprendere questa strada.

Creare, coordinare, moltiplicare questo tipo di esperienza vuol dire tessere la rete del nuovo potere, il potere degli operai e delle masse organizzate,per dar vita adun loro governo di emergenza che faccia fronte agli effetti più devastanti di questa crisi un governo di blocco popolare, che ponga le basi per nuova società: la società Socialista

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